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BERGAMO: GORI REGALA UN ANNO DIFFICILE AI DIALIZZATI

11.01.2018

Carbonio

da La città futura

Servizio di trasporto per i pazienti in dialisi sospeso improvvisamente e sostituito da altre strutture ma a loro insaputa. Ecco la Lombardia targata PD (ma anche Lega, non cambierebbe nulla).

Una letterina di dieci righe appena prima di Natale per annunciare che il Comune di Bergamo non garantirà più, a partire dal primo gennaio 2018, il servizio di trasporto per i pazienti in dialisi. Due righe per spiegare il perché: il Comune non è più in grado di affrontare la spesa.

Come sa chiunque abbia avuto un parente o una persona vicina in dialisi, il servizio di trasporto è essenziale per una cura a cui il paziente si deve sottoporre tre volte a settimana. L’annuncio del Comune arriva mentre il sindaco Giorgio Gori - fedelissimo di Renzi - è già in piena campagna elettorale per la sua candidatura alla presidenza della Regione Lombardia, sostenuto dal PD.

Allegata alla letterina, il Comune ha mandato una lista di enti e associazioni a cui rivolgersi per il trasporto di “soggetti fragili”. Peccato che, quando i militanti di Potere al Popolo di Bergamo hanno contattato queste strutture, esse “non solo cadano dalle nuvole non essendo state minimamente informate del problema da parte del Comune di Bergamo, ma quel servizio o non lo fanno proprio, oppure hanno una lunga fila di attesa”. Per assurdo, tra le strutture indicate dal Comune figura anche l’AUSER, che il Comune stesso aveva in precedenza sostituito nel servizio di trasporto.

Una soluzione tampone è arrivata dall’Azienda Regionale di Emergenza Urgenza (AREU) che ha trovato mezzi e autisti per coprire i bisogni dei pazienti bergamaschi “per i prossimi mesi”. Rimane da chiarire come mai AREU sia riuscita a organizzare il servizio nella settimana tra Natale e Capodanno mentre il Comune di Bergamo si sia limitato a certificare la mancanza di soldi e comunicare la fine del servizio.

Una regione contro i malati

Come abbiamo già riportato sul nostro giornale, la Lombardia è il fronte della privatizzazione della sanità. La sospensione del servizio ai dializzati di Bergamo colpisce per vari motivi, ma è purtroppo più simile alla regola piuttosto che all’eccezione. Colpisce per la maniera fredda e burocratica con cui una notizia dai risvolti pesantissimi per le famiglie è stata comunicata con una settimana di preavviso, colpisce per la faciloneria con cui i malati sono stati reindirizzati a strutture che non potevano assisterli o che addirittura non sapevano di di doverli assistere.

A livello lombardo, il trasporto dei pazienti dializzati è un problema comune a tutti i territori. Se si guarda alle prossime elezioni non si può non restare desolati: la Lega di Maroni e il PD non saranno di sicuro la soluzione ai problemi che hanno creato, né tantomeno saranno l’argine al potere enorme che hanno regalato agli interessi privati nella sanità lombarda.