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I LAVORATORI POSTALI TRA L'INCUDINE E IL MARTELLO

13.04.2018

 


Merita un capitolo a sè il modo e il metodo di come si è giunti a siglare l'accordo sul recapito a giorni alterni quale modello base nazionale. La tradizione storiografica vuole che un accordo imprenditoriale tra le parti coinvolga da una parte l'Azienda col mandato degli azionisti, dall'altra le OO.SS con il mandato dei lavoratori. E' proprio vero che i tempi mutano. Il modo: l'accordo dei giorni alterni trova uniti azienda e le oo.ss nazionali postali che l' 8  febbraio 2018, siglano l'ipotesi di accordo.

 

Il metodo: occorre un passaggio, ottemperare le disposizioni del Testo Unico sulla Rappresentanza che stabilisce la validità degli accordi sottoscritti da cgil-cisl-uil ecc. dopo ratifica delle rsu (rappresentanti unitari sindacali). Viene confezionata una commissione di 97 rsu una selezione schiumata con precisione su ben 2200 rsu presenti su tutto il territorio nazionale.

 

Difatti come si dice, a pensar male si fa peccato, ma spesso non si sbaglia: venerdì 2 marzo 2018 alle ore 11.00 una delegazione nazionale di 97 rsu ha firmato a Roma, all’insaputa di tutti i lavoratori, l’ipotesi di accordo sulla nuova riorganizzazione dei servizi postali senza il benché minimo confronto con la categoria ma col mandato dei vertici delle stesse organizzazioni firmatarie dell’ipotesi. Ciliegina finale, molti dei 97 rsu "firmaioli", decine di questi, non appartiene al recapito o comunque non lavora più da anni ( sono segretari provinciali e regionali), complici di questo sistema antidemocratico che verrà adottato per tutti gli accordi futuri.

 

Ma vediamo cosa prevede l'accordo, oltre ai giorni alterni, per i lavoratori e di riflesso per il servizio: per il  Recapito i contenuti sono i seguenti: la riduzione di migliaia di unità di lavoratori, i turni pomeridiani, la consegna il sabato e, se serve, la domenica; l'ampliamento delle zone di consegna; lo spostamento continuo dalla propria zona; si introduce il concetto della prestazione “a saturazione” dell'orario, non più quindi con criteri che mettono insieme numero pezzi, tempi necessari e spazi da percorrere, ma solo il criterio stabilito dai capisquadra/responsabili che ogni giorno determinano quanto “saturare” i lavoratori , in una sorta di neocottimismo che ben si sposa con una flessibiltà senza limiti.

 

Siamo davanti alla distruzione della prestazione lavorativa dei portalettere questa è la sostanza, al di là di quello che possono raccontare le belle pubblicità aziendali per far digerire quella che è una vera e propria controriforma.


                                                                                                         Direttivo del PRC di Santa Fiora 
                                                                                                                          Dario Russo