Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

A MONTEMERANO SABATO 21 APRILE CONVERSAZIONE DI MARCO CIANCIO TODARO SU ANARCHIA , FOLLIA E REPRESSIONE

18.04.2018

 

Sabato 21 Aprile, alle 17.30, presso la biblioteca comunale di Storia dell'arte di Montemerano, l'Accademia del Libro promuove la conversazione di

 

Marco Ciancio Todaro

Anarchia e follia,

l'internamento dei sovversivi nell'Italia liberale

 

 

Durante la conversazione si affronterà il tema dell’internamento di alcuni anarchici italiani nei manicomi del Regno, nel periodo compreso tra la seconda metà dell’Ottocento e la Grande Guerra.

Nell’arco delle prime teorizzazioni sulla follia, diverse categorie rientrarono nel novero dei “pazzi”; tra questi anche gli anarchici, che rappresentarono, per i medici-alienisti dell’epoca, la forma più emblematica del pervertimento dei sentimenti e delle passioni politiche. Al limite tra la genialità e la malattia, i “sovversivi” furono oggetto di molte indagini nelle riviste di freniatria e in alcuni saggi di Cesare Lombroso. Contemporaneamente, l’ultimo ventennio dell’Ottocento fu investito dall’offensiva anarchica della propaganda del fatto, caratterizzata da numerose iniziative terroristiche portate avanti da singoli individui contro monarchi e governanti. Il ricovero manicomiale divenne dunque, nelle teorie degli psichiatri e degli antropologi dell’epoca, una soluzione utile non solo alla cura della malattia, ma anche al confinamento di soggetti pericolosi per l’ordine pubblico e sociale, la cui etichetta di folle poteva depotenziare il significato politico degli attentati.

 

Per comprendere le dinamiche che agivano nel corso della degenza degli anarchici negli istituti manicomiali, durante la conversazione si farà riferimento alle cartelle cliniche di alcuni internati e alle perizie riguardanti i singoli attentatori, documenti utili al fine di appurare l’applicazione pratica dell’azione politico-repressiva dell’istituzione manicomiale.

 

La conversazione, che si avvarrà anche della proiezione di immagini, sarà introdotta e commentata da Uliano Pieraccini e Giancarlo De Maria.