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ACCIAIERIE VENETE-PRC:"NESSUNO PARLI DI FATALITÀ ".

14.05.2018

 

Quattro lavoratori delle Acciaierie Venete sono stati investiti da una colata di acciaio. Due di loro sono in condizioni gravissime con ustioni sul 100% del corpo. Un terzo lavoratore presenta ustioni al 70% del corpo. Un quarto, meno grave, è all'ospedale Sant'Antonio di Padova. Secondo le prime ricostruzioni di ieri, l'incidente si sarebbe verificato a causa della rottura di alcuni supporti che sostengono i tubi nei quali scorre l'acciaio allo stato liquido. Terribile il racconto dei sopravvissuti, come Simone Vivian, 34 anni, residente a Vigonovo: «E' stato un inferno di fuoco, ma sono vivo» è il messaggio inviato subito al padre. E' stato dimesso ieri notte con una prognosi di 15 giorni.
Stabili, anche se ancora molto gravi, le condizioni dei tre operai rimasti feriti con ustioni in gran parte del corpo e ricoverati negli ospedali di Padova, Cesena e Verona. Sergio Todita, 39 anni, moldavo, Marian Bratu, 43 anni, di origine rumene sono i più gravi. Colpito dall'esplosione anche David Frederic Gerard Di Natale, 39 anni, italo-francese.



"Nessuno parli di fatalità. Il ripetersi quotidiano di gravissimi incidenti sul lavoro, spesso mortali - si legge in una nota del Prc del Veneto - ci parla di altro. Ci parla del mancato rispetto delle norme di sicurezza e dello sfruttamento sempre più intenso del lavoro. E' il risultato di anni di politiche di devastazione delle tutele e dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori".
Per il Prc, c'è solo una strada da percorrere: quella della lotta "per difendere le nostre vite e per il nostro futuro. La sola risposta è lo sciopero generale, almeno nel Veneto, dove i grassi profitti dei padroni vengono pagati da noi con i bassi salari, la precarietà e la catena infinita di infortuni che si ripetono quotidianamente".



Sono in corso da questa mattina 24 ore di sciopero nei 6 stabilimenti del gruppo Acciaierie Venete. Sempre per oggi è previsto, presso il sito di via Silvio Pellico a Padova, un "presidio di solidarietà" per i lavoratori feriti. Ricordiamo, inoltre, che lo stabilimento di riviera Francia è stato posto sotto sequestro e tutte le attività produttive e lavorative sono naturalmente ferme fino a data da destinarsi. Anche i lavoratori di altre aziende siderurgiche del Veneto aderiranno allo sciopero di domani.

 

Dopo questa indegna giornata per il mondo del lavoro, Loris Scarpa, segretario della Fiom Cgil di Padova, ha dichiarato: "Basta è ora di fermarsi e di ripristinare le priorità! Il lavoro e il come si lavora sono l'unica priorità! Non possiamo permetterci più altre tragedie, non possiamo più contare solo i morti, i feriti e gli invalidi. È necessario fermarci e ripensare profondamente a quali sono le priorità di un Paese evoluto e che vuole progredire. Perché dobbiamo lavorare in queste condizioni? A noi non interessano i costi né i profitti, ma vogliamo lavorare solo per costruire un futuro dignitoso per noi e i nostri figli. Il lavoro, e non il mero contenimento dei costi, dovrebbe essere il segno del vero progresso. Questi fatti non riguardano più solo i sindacati e le imprese, ma devono riguardare chi governa e chi vuole governare questo Paese."

 

Subito dopo l’incidente la Cgil nazionale ha diffuso una nota: “Siamo di fronte ad una drammatica emergenza nazionale che ci interroga sul legame tra condizioni di lavoro e modello di sviluppo e innovazione”.‘Nella lotta contro gli infortuni - prosegue la Cgil, che esprime vicinanza ai lavoratori vittime degli infortuni e alle loro famiglie -siamo tra due fuochi: da un lato il vecchio modo di lavorare, specie nei settori più colpiti, in cui si continua a morire esattamente come mezzo secolo fa; dall’altro, il nuovo che avanza, il futuro 4.0, portatore di nuovi fattori di rischio e malattie professionali, in parte ancora non indagati” . Per la Cgil, “occorre, dunque, potenziare i controlli per rendere esigibili le leggi esistenti, da implementare e modellare anche sulla base delle nuove esigenze” .