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«ITALIA PAESE DI STRACCIONI IN MANO AI POPULISTI»

Bruno Perini

 

Stampa straniera scatenata. Duri affondi all’alleanza Lega -M5S da testate come l’Economist e il New York Times. I giornali tedeschi disegnano un Belpaese parassita e desideroso di uscire dall’euro, contro Frau Merkel

 

Un attacco concentrico e violentissimo. Che non ha precedenti nella storia italiana e che rinsalderà ancora di più il duo Salvini-Di Maio. Ieri in particolare il bombardamento mediatico da parte dei giornali stranieri sul nascente governo Lega-M5S è stato intenso, velenosissimo, senza sosta. Capofila di questo inedito attacco la Germania. Der Spiegel e Frankfurter Allgemeine Zeitung am Sonntag hanno scaricato sulle loro pagine tonnellate di insulti personali e politici al nascente esecutivo ma l’Economist, il New York Times e Le Monde sia pure con argomentazioni più tenui non hanno risparmiato critiche pesanti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

 

Oggetto dell’offensiva mediatica tedesca anche il presidente della Bce Mario Draghi, colpevole di aver finanziato il debito pubblico italiano con l’acquisto dei titoli di Stato.

 

E’ EVIDENTE CHE LA stampa tedesca non ha perdonato all’economista Paolo Savona, candidato al dicastero dell’Economia da Lega e M5S e osteggiato da Sergio Mattarella, di aver scritto nel suo ultimo libro parole sprezzanti nei confronti della Germania e della cancelliera Angela Merkel, paragonata, per il suo interventismo al pangermanesimo di Hitler.

 

I toni di Der Spiegel sono spietati: «Ricattatori», vengono definiti i leader della coalizione Salvini-Di Maio. L’accusa è senza mezzi termini: «Come si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale “dolce far niente”, e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti? Chiedere l’elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa. Scrocconi aggressivi si avvicina di più» alla condotta dell’Italia. «In effetti si procede verso il ricatto», continua Spiegel, affermando che «rispetto all’Italia la Grecia è una bazzecola». «Se gli italiani decidono di non voler assolvere ai loro pagamenti, l’euro è alla fine e la Germania perderà tutti i soldi impegnati per salvarlo», si legge anche. Ed ecco che nel mirino entra anche il presidente della Bce, Mario Draghi. E l’uomo che «ha fornito l’arma» che l’Italia punta contro i suoi vicini «siede a Francoforte». E adesso alla Bce non resta altro che «continuare la sua politica perché ogni rialzo dei tassi porterebbe lo Stato italiano all’incapacità di pagare».

 

NON MENO DURO IL Frankfurt Allgemeine Zeitung che titola un articolo con l’inquietante quesito: «L’Italia farà esplodere l’unione monetaria?»: «Prima i progressi in Europa fallivano per la paralisi in Francia, poi si è dovuto attendere mezzo anno per la formazione del governo tedesco e adesso che Parigi e Berlino sarebbero pronte, esplode a Roma la grande crisi». Per fare un parallelismo con la Germania sul prossimo governo italiano, il Frankfurter scrive che «è come se in Germania governassero insieme Afd, i Pirati e la Linke». Il Giornale fa appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e anche, cosa singolare, a Silvio Berlusconi perché facciano fallire questo esperimento politico. «Ma che succederà se queste speranze di fallimento non si realizzeranno? Quello che potrebbe arrivare non è solo un verdetto definitivo sulla politica degli anni passati, ma anche un segno nefasto per l’Ue. Ci si deve adesso armare per la prossima eurocrisi?», chiede il giornale.

 

«AD OGNI MODO – PROSEGUE – il nervosismo dei mercati cresce, e suonano le campane di allarme a Bruxelles e altrove». «Magari il grande disastro si eviterà e le previsioni di Cassandra si riveleranno troppo precoci. Ma chi si ricorda la crisi in cui la Grecia ha fatto precipitare l’unione monetaria non la prenderà alla leggera, se il terzo paese dell’eurozona verrà guidato da una politica dell’irresponsabilità e dell’illusione. L’Italia è un paese fondatore dell’Ue e da questo provengono responsabilità e obblighi anche nei confronti dei partner».

 

IL NEW YORK TIMES IN UN editoriale esordisce con questo titolo: «I populisti si prendono Roma». Giuseppe Conte viene definito uno «sconosciuto professore di legge» con un curriculum gonfiato, «la cui principale qualifica è la sua disponibilità ad eseguire gli ordini» dei leader di Lega e M5S «Non è chiaro quanti danni potrà fare la coalizione», scrive il giornale.

 

Sulla stessa tonalità l’Economist. «Prende forma in Italia un bizzarro nuovo governo». Giuseppe Conte «non ha esperienza in politica – sottolinea il settimanale britannico – e, se approvato dal Parlamento, dovrà presto negoziare per il suo Paese al Consiglio europeo e con pezzi da novanta come Donald Trump e Vladimir Putin».

 

L’unico elogio, assai singolare, arriva da Steve Bannon, ex consigliere di Donald Trump: «Io credo che il mondo intero stia guardando all’Italia, indipendente da quello che dice il New York Times e i suoi editoriali. È arrivato il momento di celebrare questo grande cambiamento» uscito dalle elezioni per la vita del Paese.

 

Anche il quotidiano Le Monde ha voluto dire la sua sul governo italiano. In un commento si scrive che Giuseppe Conte è inesperto e «che si capisce che non era pronto a prendersi questo incarico di governo».