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DICIAMO ADDIO AI NOSTRI PORTALETTERE DI PAESE

06.07.2018

Maurizio Buzzani

Segretario Provinciale Grosseto

 

Nulla è mutato: Poste italiane Spa imperversa per la Provincia nostrana al pari di eserciti invasori. Il progetto dei giorni alterni, per la consegna della corrispondenza, è nel vivo delle operazioni, e con Settembre i comuni nostrani ancora inviolati subiranno il lesto furto di un diritto: cioè la consegna della posta almeno cinque giorni la settimana, come l'ordinamento giuridico europeo e la nostra giurisprudenza italica avvalla . 

 

I cittadini della provincia e gli stessi sindaci, vengono informati dell'avvento della rivoluzionaria organizzazione, attraverso volantini recapitati nelle cassette di casa, dagli stessi postini di ogni giorno. Ma non tutti sanno che ciò vuole dire 50 esuberi di portalettere sul nostro territorio. Chi resta lavora il doppio, chi è di troppo, a breve, toccherà scegliere la mobilità o improbabili trasferimenti lontano dai propri territori, il che vuole dire, licenziamenti bianchi. Sono nostri cittadini ! Sono nostri paesani !  Famiglie!     

 

Lavoratori in esubero, divisi per centri postali: a Orbetello 4 unità; Santo Stefano 2; Manciano 4; Pitigliano 3; Paganico 2; Roccastrada 4; Santa Fiora 2; Arcidosso 2; C.Piano 2; Massa M. 2; Gavorrano 2; Follonica 5; Grosseto che comprende i postini di Castiglione e Scansano 15 esuberi; Capalbio 1. Non ci si ferma qua, purtroppo. Segnaliamo pure la  pericolosissima manovra degli accorpamenti dei portalettere non tagliati, i superstiti diciamo, in sempre meno uffici: sradicandoli anche da centri importanti come i Capoluoghi Comunali ; è un fatto grave, perché ripropone il tristissimo leitmotiv di sempre, cioè che l'azione di spostamento e accorpamento è  propedeutica alla successiva ristrutturazione dell'ufficio postale vero e proprio. 

 

 

E' una prassi consolidata.   Allontanati i portalettere si ridimensiona l'ufficio stesso, fino a chiuderlo. L'importante è iniziare "a fare un po' di spazio".

 

 

Elenco numerico dei lavoratori che verranno sradicati e spostati lontano dagli uffici che presidiano storicamente: Orbetello, Santo Stefano, Manciano, Capalbio, convergeranno all'interno di un capannone sito nei pressi di Albina; Santa Fiora, Arcidosso, su C.Piano; Massa M., Gavorrano su Follonica.  Ora c'è da dire che per un capoluogo di Comune  avere un ufficio “completo”, recapito e sportelleria, è una ricchezza e una certezza per il futuro, oltre che un’assicurazione di dignità e appartenenza istituzionale:  "per la coesione sociale e per l’esercizio dei diritti di cittadinanza e che la sua gestione economica non possa prescindere da questa considerazione", come il Consiglio di Stato ha ribadito nella sentenza del 10 maggio 2017, sezione sesta.

 

 

In altre parole: la corrispondenza deve arrivare sui luoghi di destinazione e restarci, questo è il servizio pubblico; non deve continuamente viaggiare, né deve essere oggetto di sequestro, trattenuta, o come di prassi avviene aspettare giorni per ritirare una raccomandata inesitata,  grazie solo all'organizzazione "fallace" di Poste Spa. Tutto questo avviene perché i territori stanno assistendo inermi alla trasformazione della struttura postale pubblica in una sorta di emporio a disposizione di chiunque voglia assicurarsi una positiva realizzazione della propria offerta; vedi gruppi finanziari, banche e per il recapito la rivoluzione che l'organizzazione della piattaforma Amazon ha imposto nella Joint venture a Poste Spa.

 

 

Gli effetti sono la realtà che stiamo stigmatizzando. Ciò, a parere nostro, conferma e  mette a nudo una assenza di strategia aziendale e di prospettiva della finanza pubblica, pericolosissima. La presenza interna di soggetti privati concorrenti depotenzia il ruolo aziendale, rendendolo subalterno al sistema bancario, finanziario, ecc. L'assenza di una visione strategica capace di porre al servizio del paese e delle sue innumerevoli emergenze il patrimonio del risparmio pubblico, in una organica visione di sviluppo del territorio, condanna alla decadenza funzionale questo fondamentale apparato infrastrutturale, alla mercé delle scorribande di affaristi e speculatori. Questo è lo scenario.  Interessante, ora, è vedere in che modo quei partiti politici netti vincitori delle ultime votazioni, affronteranno  il nodo Postale.

 

Se volete aggiungere commenti, impressioni  potete scrivere a info@rifondazionesantafiora.it