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GOVERNO NEL CASO SUI MIGRANTI, TRENTA SMENTISCE SALVINI

Carlo Lania

 

I facinorosi. La ministra della Difesa: «Chi fugge ha diritto ad essere accolto» Il titolare del Viminale replica: «Per me parlano i numeri»

 

Dipendesse da Giuseppe Conte probabilmente neanche varrebbe la pena di parlarne. Divergenze interne al governo? Macché. Ieri il premier ha incontrato Matteo Salvini prima che partisse alla volta di Innsbruck per il vertice dei ministri degli Interni dell’Ue e insieme hanno discusso della nave Diciotti della Guardia costiera che da due giorni attende di sapere quando potrà sbarcare i 67 migranti che si trovano a bordo. Vicenda che divide il leder leghista dal collega dei Trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli, ma l’incontro, assicura il premier, «è andato molto bene», anche se la Diciotti ieri sera era ancora in alto mare. Un’altra assicurazione del buon clima che regnerebbe nell’esecutivo arriva poi dal ministro degli Esteri Moavero Milanesi per il quale in Austria il leghista arriva con un «documento condiviso» da tutti. Infine c’è la ministra della Difesa Elisabetta Trenta che su Facebook al massimo ammette qualche «sensibilità differente» tra le due anime gialloverdi ma subito tranquillizza: «Remiamo tutti nella stessa direzione». E seppure a modo suo, anche Salvini getta acqua sul fuoco: nessun contrasto con i 5 Stelle assicura, «sento più Toninelli e Di Maio che i miei genitori».

A volerci credere sembrano la famiglia felice di qualche vecchia pubblicità di biscotti. In realtà lo scontro sotterraneo tra leghisti e grillini è sempre meno sotterraneo e sempre più alla luce del sole. A portare l’ultimo attacco al leader del Carroccio è stata di nuovo la titolare della Difesa.

 

Qualche giorno fa, quando Salvini minacciò di chiudere i porti alle navi delle missioni internazionali con i migranti a bordo, era stata lei a ricordargli che la missione europea Sophia dipende dal suo dicastero e dalla Farnesina. Un richiamo che oggi, alla luce delle ultime dichiarazioni della ministra, sembra poca cosa.

 

In un intervista ad Avvenire Trenta attacca infatti tutta la linea anti-migranti e anti-Ong di Salvini, compresa la scelta di chiudere i porti. «L’Italia non si volta dall’altra parte» assicura ricordando l’importanza del «diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. Il diritto ad arrivare e trovare un lavoro». «Ho guardato cento volte le foto di migranti – prosegue Trenta – e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli una vita migliore va solo aiutata». E sulle Ong, infine, non potrebbe essere più chiara: «Dico basta a un’eccessiva demonizzazione che non mi convince e non mi piace».

Per il leader leghista si tratta di bordate pesantissime delle quali è difficile non abbia parlato nell’incontro avuto in mattinata con il premier. Come se non bastasse, poi, anche Luigi Di Maio prende le distanze da lui. Su La7 il vicepremier grillino definisce «non immaginabile chiudere l’ingresso a una nave italiana» e propone anche di aprire i porti alle ong che rispettano e regole. «No» è la replica secca di Salvini. «I porti italiani sono aperti alle navi delle autorità italiane, non ad altri». E sulle critiche rivoltegli dalla Trenta, la risposta del leghista è più una conferma delle tensioni in seno all’esecutivo che una smentita: «Parlano i numeri», dice rivendicando la flessione degli arrivi in Italia frutto in realtà delle politiche avviate dal suo predecessore Minniti.


Insomma l’argine di convenienza reciproca che teneva le divergenze sotto il tappeto sembra ormai ritto e le polemiche a questo punto potrebbero allargarsi anche oltre l’immigrazione. Sempre Di Maio, ad esempio, ieri ha corretto il ministro per gli Affar europei Paolo Savona negando che il governo stia pensando a un piano B per uscire dall’euro. E lo scontro potrebbe accendersi di più nei prossimi giorni, quando Salvini presenterà la risposta leghista al decreto dignità sotto forma di un pacchetto sicurezza che come principale novità avrà una riforma della legittima difesa quasi sicuramente indigesta al M5S.

Intanto sull’immigrazione anche il M5S si divide. Mentre la ministra della Sanità Giulia Grillo si schiera con Salvini dicendosi favorevole alla chiusura dei porti il collega Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, si dice d’accordo con la ministra Trenta: «Sono anch’io poco convinto dell’eccessiva demonizzazione delle ong e concordo sulla necessità di legare accoglienza e legalità», ha scritto su Facebook.

 

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