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LO SCONTRO TRA I PICCOLI COMUNI E IL GIGANTE POSTE SPA SI ALLARGA, PER DIVENTARE OGGI UNA MISCHIA A TRE.

31/03/2020

 

Abbiamo seguito sempre con passione, come da anni facciamo, la dinamica del "dis-Servizio" Postale attraverso gli occhi e i sentimenti dei tanti Sindaci dei nostri Comuni, che proprio in questi giorni sono stati protagonisti di un ennesimo episodio che testimonia la realtà variopinta e controversa del Bene Postale collettivo.

 

In pratica è bastata una loro presa di posizione, comunque in linea con il Decreto Ministeriale (DPCM Covid19) che vieta spostamenti e assembramenti, che contestava la decisione di chiudere tutti gli uffici periferici, azione adottata da Poste Spa senza alcun confronto con le Amministrazioni locali, violando così la legge 158/17 che impone un confronto paritario e costruttivo, per alzare un polverone non indifferente.

 

I Sindaci sostengono che lasciare aperto solo un ufficio in un territorio obblighi evitabili spostamenti e concentrazioni di utenza, quindi un comportamento improprio. Nulla di male a parere nostro. Ma si sa, se il dialogo manca, vince chi tira più forte, anche se nessuno, tanto meno i Sindaci in questione, avrebbero potuto immaginare che l'eterno scontro tra i rappresentanti delle piccole comunità contro il gigante delle telecomunicazioni, si potesse allargare ad una mischia a tre.

 

Per noi di Rifondazione Comunista e anche per tantissimi lavoratori non è una novità, forse lo sarà per i nostri Primi Cittadini, che, a ragione, non hanno proprio digerito sentirsi dire che le loro posizioni sul tema risultano essere "sterili" e  "polemiche".

Ci uniamo senz'altro ai tanti e tanti pareri emersi sui social in difesa delle Amministrazioni, e condividiamo la lettera che collettivamente i Sindaci hanno redatto in risposta al "nuovo" antagonista. Ma certo è un colpo basso, che più basso di così non si può, quello che hanno ricevuto le comunità locali, nell'apprendere che il terzo contendente della singolar tenzone, è proprio colui che si vanta degli "storici collegamenti" con le vere esigenze delle comunità.

 

Per noi di Rifondazione come detto non è una novità, piuttosto una conferma sciagurata di quanto perpetrato da anni, e che oggi si svela finalmente e pubblicamente, e cioè: Il vero ruolo che in Azienda Poste Spa ricoprono i Sindacati Confederali  e Autonomi.

Si perché sono stati proprio questi rappresentanti del mondo del lavoro a dire in pratica ai Sindaci di essere incompetenti e rompiscatole (sterili polemiche); e alla fine e in tal modo, cade al suolo in un attimo la combine che da anni giocano parallelamente al tavolo con l'azienda.

D'altronde se il servizio postale si è ridotto solo alla conta dei tagli, chiusure di uffici, giorni alterni per la distribuzione della posta, se da 230.000 dipendenti nel 1998 oggi sono 123.000, se il profitto e la privatizzazione si è mangiata un ennesimo Bene Comune, ecco dobbiamo ringraziare CGIL, CISL, UIl ecc..

 

Senza stupirsi più di tanto se l'avvocato difensore per eccellenza del gruppo dirigenziale di Poste Spa siano proprio diventati i tradizionali sindacati, ex difensori dei lavoratori. Comunque vogliamo ricordare anche ai Sindaci e ai vari partiti, per rendere giustizia dialettica al ragionamento sopra esposto, che tutto ciò è avvenuto e avviene anche grazie alla politica, ai tanti governi che si sono succeduti, i quali hanno contribuito a questo sfacelo, proprio perché posti di fronte agli utili che Poste Spa realizza.

 

Per la Segreteria del Partito della Rifondazione Comunista di Santa Fiora