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LE STRADE BIANCHE E « ALTERNATIVE » DELLA CONTROCULTURA

18/08/2020

da il Manifesto

Claudio Tognonato

 

INCONTRI. Da oggi al 30 agosto a Pitigliano per parlare di «Letteratura resistente»

 

Le spesse mura degli antichi Granai della Fortezza di Pitigliano ospitano quest’anno due settimane di «letteratura resistente» (da oggi fino al 30 agosto) organizzate da Strade Bianche, che celebrano anche i 50 anni della fondazione della casa editrice Stampa Alternativa.
Il programma annuncia che lo spazio sarà prevalentemente dedicato a ergastolani, pazzi, fumettisti, scrittori, analfabeti e ai piccoli e piccolissimi, perché mira a costruire percorsi fuori dalla topografia ufficiale, sentieri difficili che spesso nascono dai luoghi dell’esclusione, dalla galera, dalla marginalità, lontani dal sapere elitario (www.stradebianchelibri.com).
Resistere è dare voce a una letteratura allergica ai cori. Infatti l’apertura sarà dedicata alla presentazione del romanzo di Mario Trudu, La mia Iliade, un’odissea di quarant’anni a inseguire la vita. L’autore, ergastolano ostativo, è purtroppo morto nel carcere di Oristano pochi mesi fa per un male senza aver avuto la possibilità di farsi curare all’esterno dalla prigione, dopo 40 anni di detenzione estrema.

 

STAMPA ALTERNATIVA nasce a Roma nel 1970 a opera di Marcello Baraghini, per creare uno spazio di controcultura, un’agenzia di controinformazione. Pubblica opuscoli e libri su quelle tematiche sorde di cui il perbenismo non vuole parlare. Con questo spirito anticonformista raggiunge un grande successo, in particolare con la storica collana di libri tascabili Millelire. Un successo editoriale che negli anni ’90 arriva alle soglie di 22 milioni di copie. La diffusione capillare inaugura una razza di lettori nuovi, indipendenti da famiglia, scuola e accademia. Troppo importante per non essere contrastata dal solito dumping di mercato.

 

IL FESTIVAL è dedicato alla letteratura resistente, «col sangue – ci spiega Baraghini – a fronte di una letteratura che propone acqua distillata, il nulla». Baraghini accusa: «Dopo i danni di Silvio Berlusconi, che si è impadronito a mano armata dell’editoria, è arrivato Alessandro Baricco con le storytelling, di cui rifiuto anche il nome. Ai danni generati da Berlusconi, che ha come unico obiettivo il profitto, si aggiungono quelli di chi celebra il funerale della letteratura del Novecento. Nel 2000, dopo due romanzi dove c’era una piccola traccia di sostanza, perché Baricco è tutta forma, s’inventa Senza sangue, che già dal titolo dice che è il nulla letterario che vende mezzo milione di copie. Berlusconi uccide la letteratura a mano armata e Baricco celebra il funerale dei contenuti. Ora però questo processo va avanti con altre iniziative commerciali come la Scuola Holden delle storytelling dove Baricco si associa a Farinetti e Feltrinelli».

 

Per resistere al consumismo compulsivo Strade bianche propone comunicazione e cultura. «Noi usciamo dal mercato e prendiamo le strade secondarie, quelle dei disertori, dei reietti, degli esclusi per tornare alla macchia. Io sono partito con Marco Pannella dai nuovi diritti civili, dai minorenni, dalle categorie più maltrattate, di fatto il Manuale di autodifesa dei minorenni mi procurò un mandato di cattura, ora torno alla macchia, esco dal mercato».

 

CIÒ CHE PER IL MERCATO è un fallimento, per Baraghini è una strategia di resistenza: «Dalla macchia esco per colpire, ritirarmi, come nella guerra di guerriglia. Non posso andare con un gommone contro la settima flotta. Noi pubblichiamo libri senza codici a barre e questo è già una dichiarazione di guerra al consumismo.
Senza copyright, solo libri di qualità. No Amazon e infine il prezzo lo fa il lettore. Questi sono i pilastri, una pratica reale di rivoluzione editoriale. Non idee, ma azioni per riscrivere le regole da fuorilegge del mercato».

 

QUEST’ANNO il Festival è dedicato agli ergastolani e ai bambini, ma soprattutto è il Festival dei bambini, «dato che i ragazzi non leggono più e muoiono i lettori classici, io investo sui bambini che non sanno ancora leggere. Riparto da lì, gli otto laboratori in programma sono il nostro punto di forza, non è un festival commemorativo. Siamo stati bravi ma abbiamo perso, ora vinceremo».