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SÌ ALLA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE. NO ALL’AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA

14/12/2020

 

Il 18 dicembre Il Comitato per il Ritiro di qualunque autonomia differenziata e la Rete dei Numeri Pari promuovono in Piazza Montecitorio dalle ore 14:30 alle 18:30 - e in altre 14 piazze italiane - un presidio contro la secessione dei ricchi, propagandata come ‘regionalismo differenziato’, che distruggerebbe l’unità della Repubblica creando cittadini e cittadine di serie A, B e persino Z, a seconda del luogo di residenza.

 

In questi anni, abbiamo visto come la regionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e le relative privatizzazioni abbiano causato disastri, negato diritti a milioni di cittadine e cittadini italiani e amplificato l’impatto della pandemia da Covid19. Sarebbe grave quindi, se il Governo cedesse alle richieste scellerate di tre Presidenti di Regione di regionalizzare altre 22 materie, aumentando così le disuguaglianze nel Paese e frammentando ulteriormente l’unità della Repubblica. L’approvazione del Disegno di Legge Boccia getterebbe le basi per la costruzione di 20 piccole patrie, dando a ognuna di queste la possibilità di gestire autonomamente - tra le altre - il sistema scolastico, la tutela del territorio e dell’ambiente, i contratti di lavoro e il gettito fiscale. In questo modo si lascerebbe sempre più spazio alle privatizzazioni, anteponendo la legge del profitto ai bisogni e ai diritti universali di tutte e tutti.

 

Crediamo che la priorità sia lavorare per costruire l’uniformità delle prestazioni e dei servizi in tutto il Paese, garantire diritti, dignità, libertà, partecipazione e giustizia sociale a tutte e tutti. Per questo venerdì 18 saremo in piazza per chiedere al Governo e al Parlamento di ritirare il collegamento del DDL Boccia alla legge di Bilancio e stralciare definitivamente il progetto di Autonomia Differenziata.

 

NO al DDL Boccia, NO all’autonomia differenziata che cancella i principi fondamentali su cui si fonda la Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza; a un dibattito responsabile e privo di reticenze sui danni prodotti dalla riforma del Titolo V della Costituzione; alla Repubblica, una e indivisibile, che rimuova le diseguaglianze e attui i principi di uguaglianza e solidarietà contenuti nella nostra carta costituzionale.