Acqua:


Il Parlamento europeo ha fatto propria la proposta dei movimenti per l’acqua

Clicca Qui per ricevere Rosso di Sera per e-mail


Ogni mese riceverai Rosso di Sera per posta elettronica, niente carta, niente inchiostro.... Se vuoi inviare le tue riflessioni, suggerimenti, o quanto ritieni utile, a Rifondazione di Santa Fiora,usa questo stesso indirizzo info@rifondazionesantafiora.it

Comune di Santa Fiora

Controlacrisi

Direzione Nazionale

FACEBOOK SI TOSCANA A SINISTRA

Il coro dei Minatori di Santa Fiora Sito ufficiale

Italia - Cuba

Museo delle Miniere


Santa Fiora: la Piazza e la Peschiera online

Rassegna Stampa

Rifondazione su Facebook

STOP TTIP


"Campagna Stop TTIP"

Il Manifesto

Tu sei qui

SALVINI - OPEN ARMS, PAROLA A MIGRANTI E ASSOCIAZIONI

Alfredo Marsala

da il Manifesto

 

Era stato un magistrato, il capo della Procura di Agrigento Luigi Patronaggio, a sbloccare il caso Open Arms sequestrando la nave e ordinando lo sbarco dei migranti a Lampedusa, rimasti a bordo 19 giorni in condizioni terribili. Era il 20 agosto di due anni fa. Adesso spetta a un altro magistrato, il gup Lorenzo Jannelli, decidere se mandare a processo Matteo Salvini, accusato dalla Procura di Palermo di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio.

 

FU L’EX MINISTRO dell’Interno, secondo l’accusa, a impedire lo sbarco dei profughi senza alcuna ragione, mettendo a rischio le loro vite. Nell’udienza di ieri, il gup ha ammesso la costituzione di 18 parti civili, tra cui la Ong spagnola e diverse associazioni, oltre a sette migranti che ora vivono fuori dall’Italia, e che si sono affidati a un pool di avvocati. Nell’aula bunker dell’Ucciardone, dove Falcone e Borsellino tennero il maxi processo a Cosa nostra, l’ex ministro, accompagnato da suo legale, Giulia Bongiorno, si è seduto da imputato. Fuori dal carcere, ad accogliere le auto blindate entrate direttamente nell’atrio del penitenziario, alcuni militanti di associazioni e movimenti antirazzisti, con cartelli e slogan: «Processo all’odio».

 

GRAVISSIMI I REATI che gli inquirenti, con a capo il procuratore Francesco Lo Voi coadiuvato dall’aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Geri Ferrara, contestano a Salvini e che la difesa respinge, sostenendo, come aveva fatto nell’udienza preliminare a Catania (dove Salvini è indagato per la vicenda Gregoretti), che la decisione di non fare approdare la nave a Lampedusa fu condivisa da tutto il governo Conte. Una tesi contrastata dalla Procura che, per smontarla, ha depositato due lettere con le quali il premier Conte chiedeva al suo ministro di far sbarcare i minorenni dalla Open Arms. Missive che Bongiorno minimizza: «Sono lettere che di fatto ratificano l’operato di Salvini – dice ai cronisti a fine udienza – perché non è che dice ’state attenti a quello che state facendo’ ma dice ’occhio ai minori’ infatti sono stati fatti sbarcare».

 

PER LE PARTI CIVILI, l’ok del gup alla costituzione è un primo passo fondamentale. «L’ex ministro Salvini ha causato dolore e sofferenza a 151 persone solo per portare avanti la propria campagna elettorale: tutto questo ha un prezzo ed è giusto che venga fatta giustizia – dice Oscar Camps, fondatore della Ong – Siamo a Palermo a nome di tutte le persone che vedono la loro vita e i loro diritti violati mentre cercano di attraversare il mare».

 

TRA LE CARTE CONSEGNATE dai legali anche il ricorso vinto al Tar del Lazio, nel luglio del 2019, che portò all’annullamento del decreto di interdizione all’ingresso in acque italiane che Salvini aveva firmato in base ai dl sicurezza, grazie al quale l’Open Arms si avvicinò a Lampedusa dove però poi venne bloccata nuovamente da Salvini che si rifiutò di autorizzare lo sbarco sostenendo che dovesse farsene carico la Spagna. «Fu un vero e proprio sequestro di persona», dice l’avvocato Arturo Salerni, che assiste le parti civili assieme ai colleghi Mario Angelelli, Gaetano Pasqualini e Giuseppe Nicoletti. Tra gli atti depositati, il provvedimento con cui il tribunale di Ragusa ha prosciolto il comandante e il capo missione della Open Arms, Marc Reig Creus e Ana Isabel Montes Mier, che erano stati accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza privata. «Così Salvini non potrà più dire che dietro le operazioni di salvataggio ci sono degli indagati», dice l’avvocato Salerni.

 

Dopo quattro ore di udienza, il gup ha rinviato al 14 gennaio per la nomina di un perito che dovrà tradurre il diario di bordo di Open Arms prodotto dalla difesa. Il 20 marzo, invece, si entrerà nel merito con le richieste dei pm e l’intervento di difesa e parti civili.

 

«SIAMO SODDISFATTI che sia stato fatto un primo passo verso l’accertamento della verità – sostiene Open Arms – è importante che venga giudicato non solo l’ex ministro dell’Interno, ma un pezzo di storia europea, quella delle omissioni di soccorso, dei respingimenti per procura, dei naufragi annunciati, degli accordi con paesi illiberali e violenti». «Da anni ribadiamo di aver sempre rispettato le Convenzioni internazionali – incalza la Ong spagnola – di aver difeso la vita e i diritti fondamentali di ogni essere umano. Ci auguriamo che vengano stabilite una volta per tutte le responsabilità dei governi europei e l’importanza del lavoro e dell’impegno delle navi umanitarie che hanno operato in questi anni nel Mediterraneo».

 

PER MEDITERRANEA Saving Humans «imputato non è solo il signor Salvini, ma i governi italiani ed europei che continuano a violare la Convenzione di Amburgo sull’obbligo del soccorso in mare e quella di Ginevra sul divieto di respingimento dei profughi». E ad accusarli «oggi ci sono coloro che questi ministri o ex ministri hanno sempre criminalizzato, perché colpevoli di salvare vite».

 

Tra le parti civili accolte dal gup l’Arci Sicilia, l’Associazione antidiscriminazione, Mediterranea saving humans, l’Associazione giuristi democratici, l’Associazione studi giuridici immigrazione, Cittadinanza attiva, Legambiente, AccoglieRete. Fra i migranti parte civile, un ragazzo di 17 anni.