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DIFENDIAMO E RILANCIAMO LA SANITÀ PUBBLICA

27.04.2017

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Se si vuole comprendere quello che sta succedendo alla Sanità in Europa, ed in particolare, è necessario capire qual è lo scenario in cui ci muoviamo.
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IL MODELLO SOCIALE EUROPEO ED IL SUO VALORE ECONOMICO
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In soli tre anni, 2010 - 2012. Le politiche di austerità presentate dalla Troika (Commissione europea, BCE, FMI) come sicuri antidoti alla Crisi ci hanno portato in quelle che potremmo definire le macerie di una situazione post bellica.
-Un apparato produttivo in gran parte distrutto, svenduto o in vendita.
-Uno stato sociale in via di cancellazione.
-Un impressionante attacco ai salari dei lavoratori.
-Una insopportabile pressione fiscale.
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Pensioni, Sanità, Istruzione, Sistemi Pubblici di Protezione Sociale erano i pilastri del Modello Sociale Europeo che, in nome della lotta alla Crisi e all’Inflazione, vengono abbattuti pezzo per pezzo, giorno dopo giorno con una valanga di provvedimenti legislativi.
La Crisi del sistema finanziario e bancario, iniziata nel 2007, è stata tamponata, a partire dal 2008 in Europa con prestiti alle Banche che assommano a 4,5 trilioni di euro (4.500 miliardi). Gli Stati Europei infatti ,per salvare le Banche, hanno aumentato il loro debito pubblico, che è passato dal 60% all’80% del PIL mentre la Spesa Sociale, rimasta al 25% del PIL ,è stata accusata di essere la causa primaria del debito eccessivo… e, quindi, deve essere tagliata drasticamente.
Un’operazione mediatica di camuffamento della realtà che ha portato alla sequela di misure di distruzione dello Stato Sociale attraverso vendite e privatizzazioni di tutto ciò che è pubblico.
I 27 Paesi della Unione Europea, ed in particolare quelli della Eurozona, sono l’unico grande agglomerato di Paesi al mondo che dispone di sistemi pubblici di protezione sociale. Il bilancio complessivo di questi sistemi, che sono gestiti da enti pubblici, si aggira su circa 4.000 miliardi di euro l’anno, che rappresentano il 25% del PIL della Unione Europea.
Privatizzare questi sistemi pubblici significa dirottare verso banche e grandi imprese il loro colossale bilancio.
E’ questo il significato ed il fine dello smantellamento dello Stato Sociale. TAGLI e PRIVATIZZAZIONI dei servizi pubblici per spostare i capitali dalla gestione pubblica a quella privata e per subordinare il comportamento dei cittadini alle esigenze delle classi dominanti.
Quello che sta accadendo in Italia, e negli altri Stati Europei, viene dichiarato indispensabile ed inevitabile…Mentre vent’anni fa appariva impossibile. Come è stato possibile allora?
COLPI DI STATO CONTINUI
Inoltre, poiché questo debito ci “viene venduto” come una situazione di drammatica emergenza viene imposta dalla Troika agli Stati una legislazione altrettanto di emergenza che ha disastrato l’economia. Un pacchetto di misure mirate espressamente a smantellare lo Stato Sociale. Le principali si chiamano Euro Plus, Fiscal Compact, MES. I Governi obbediscono, i Parlamenti pure. Poche dozzine di persone, non elette da nessuno, hanno imposto queste misure. I Governanti in carica, in accordo preventivo col mondo finanziario, le trasformano in leggi. La democrazia dell’Unione Europea è in corso di rapido svuotamento, e queste imposizioni assumono sempre di più l’aspetto di un colpo di stato. Anzi di colpi di stato che si susseguono uno dietro l’altro. Eccone alcuni:
-L’Italia, intanto che taglia migliaia di posti letto negli ospedali ed alza l’età della pensione a 66 anni, dovrà contribuire con 125,4 miliardi al MES (Meccanismo Europeo di stabilità) che dovrebbe servire a dare assistenza finanziaria agli Stati in difficoltà in cambio del loro definitivo commissariamento.
-L’Italia per ridurre il suo debito pubblico al 60% del PIL dovrà sborsare 50 miliardi -l’anno: una meta impossibile salvo richiedere al 90% della popolazione sacrifici da tempo di guerra per almeno una generazione.
-L’Italia ha inserito in Costituzione il “pareggio di bilancio”, il che significa che, non potendo spendere a deficit, ha perso completamente la propria Sovranità Monetaria.
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Ebbene, tali operazioni, convertite in altrettante leggi dello Stato, sono state compiute dai Governi stessi degli Stati. Per questo viviamo in un permanente Colpo di Stato che, che per definizione, “è l’atto di persone che al momento della sua esecuzione, sono titolari di funzioni in seno all’apparato dello Stato”.
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Le lobby che prima premevano dall’esterno sulle istituzioni per ottenere vantaggi sono diventate parte integrante delle istituzioni stesse. Un piccolo gruppo di politici, Presidenti del Consiglio, Ministri delle Finanze, in combutta con i poteri finanziari, la Troika ed il Consiglio Europeo, hanno operato per approvare norme di distruzione dei settori vitali dalla Sanità alla Protezione Sociale, dalla Previdenza alla Scuola, a favore di un “rientro dal debito” che ci condanna a decenni di pesante recessione.
Questo è il modo in cui la ricchezza sociale viene trasferita dal 99% della popolazione all’1% di essa.

Segue.