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HA CHIUSO UN'ALTRA ATTIVITA' COMMERCIALE A SANTA FIORA

E così, dopo oltre 60 anni di lavoro, anche la “Ferramenta Bianchini” di Bagnore ha dovuto alzare bandiera bianca.
Un’altra attività si aggiunge alla lunga lista di imprese commerciali, edili, professionali travolte da questa immane crisi economica che imperversa nel paese ma che, nel nostro Comune, sembra ora produrre conseguenze ancor più devastanti.
In effetti, dentro il gorgo della crisi, ci siamo entrati più tardi rispetto ad altre realtà territoriali (si pensi alle grandi aree industriali del Nord-Est) ma ora, mentre al di fuori si intravedono timidi segnali di ripresa (?), noi sprofondiamo ancora di più, senza alcuna speranza di riscatto.
Tutto ciò è dovuto indubbiamente alla estrema fragilità del tessuto economico locale, ma non possiamo tacere le responsabilità di chi svolge un ruolo dirigente, anche a livello amministrativo.
In questi anni abbiamo preso più volte posizione contro la superficialità ed i ritardi con cui il nostro Comune ha trattato la questione degli strumenti urbanistici, non ancora operativi dopo l’approvazione del Piano Strutturale che risale ormai all’inizio del 2011, dal momento che in realtà come le nostre il blocco dell’edilizia rappresenta un freno assoluto per tutta un’altra serie di attività economiche.
Anche la chiusura dello stabilimento di Fornacina, cui l’Amministrazione comunale si è docilmente adeguata, ha assestato un altro colpo micidiale al tessuto economico, per non parlare dei tanto sbandierati investimenti dell’ENEL nel settore geotermico che, una volta terminata la costruzione della centrale, si sono trasformati in un pugno di mosche.
E’ chiaro che in un quadro così composto le piccole imprese commerciali si trovino ad essere le più esposte, in quanto direttamente a contatto con la disponibilità economica dei cittadini e per di più sottoposte ad adempimenti burocratici e scadenze fiscali spesso non commisurate al livello economico.
In questo senso un intervento dell’Amministrazione, indirizzato alla fornitura di consulenze ed agevolazioni, rappresenterebbe sicuramente un sostegno al mantenimento in vita di imprese che l’impietosa legge del mercato tenderebbe a spazzare via dal contesto locale.