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"SOLO COSI' LE NOSTRE LETTERE NON TORNANO AL MITTENTE "

 24.11.2017

da il Tirreno

Giovanna Mezzana

 

Oltre mille firme per il portalettere "di ruolo"

 

È una petizione da record: prima di tutto perché è “sovracomunale” (di solito gli “esposti” partono dai residenti di una strada, di un rione, di un quartiere). E poi perché in una quindicina di giorni ha raccolto più di mille firme. Parliamo della petizione con cui oltre un migliaio di residenti – tra Roccalbegna, Santa Fiora, Semproniano e Castell’Azzara – chiede a Poste Italiane un servizio di qualità.

Come? Innanzitutto affidando la corrispondenza – in partenza con destinazione i quattro municipi mignon – a postini che conoscano il territorio, che sappiano districarsi tra frazioni, borghi di una manciata di case e stradine il cui nome spesso sfugge persino al navigatore ed è noto solo alla “gente de Noantri”.

Insomma, quassù, lontano dalla costa maremmana – sostengono i firmatari – servono portalettere “di ruolo” (come li battezzano i promotori) che conoscono il territorio perché lo calcano tutti i giorni. 

La petizione. Con campo base la sede di tre associazioni – “Rosso di Sera” di Santa Fiora, “Arcobaleno” di Bagnore e “Il Campanile” di Petricci di Semproniano, la petizione – lanciata all’inizio di novembre – è arrivata (ieri) a 1.032 firme. Un gran successo, un record, appunto. Forse ha trovato anche terreno fertile dopo i dossier che monitorano la qualità dei servizi postali, firmati dal circolo di Rifondazione Comunista di Santa Fiora, da cui ne è uscita una mozione, spedita ai sindaci della Provincia e per ora approvata solo dal consiglio comunale santafiorese: ma tant’è. Oggi è l’ultimo giro di raccolta e domani ci sarà l’invio: al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, alla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco, al numero uno della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ai quattro sindaci dei Comuni e – ovviamente – al destinatario privilegiato, Poste Italiane (la direzione generale per la Toscana). 

Le richieste. Sono sette i punti in cui sono sintetizzate le richieste dei firmatari. I cittadini chiedono ai destinatari della petizione di arginare «il deterioramento dei servizi postali che da anni si protrae nei centri ritenuti marginali»; vivranno anche in municipi mignon ma non vogliono essere cittadini di serie B, soprattutto sul fronte del godimento di «un servizio universale» come lo è la posta.

A loro non basta che rimangano aperti gli uffici a marchio Poste Italiane dei loro borghi, vogliono che lo spazio tra quelle mura non venga svuotato di servizi; e cioè non vogliono essere costretti a recarsi agli uffici postali di comuni un po’ più grandi; ad Arcidosso, per esempio, «per l’apertura di un semplice conto corrente, per il moneygram (il trasferimento di contante, ndr) e lo Sportello amico, per una pratica di successione o per una richiesta di “seguimi” della posta (il servizio che consente di continuare a ricevere la corrispondenza ovunque decidi di spostarti)». Tra i desiderata c’è anche l’altolà alla consegna della posta a giorni alterni: a Semproniano e a Castell’Azzara entrerà a regime il 4 dicembre, Roccalbegna e Santa Fiora rimangono per ora fuori dal recapito un giorno sì e uno no, ma il nuovo sistema potrebbe riguardare i due comuni a stretto giro. 

«Non arriva». A Roccalbegna e Santa Fiora, a Semproniano e a Castell’Azzara accade che «la corrispondenza non si veda per settimane» si legge nella lettera che accompagnerà le firme; «Spesso le bollette giungono a destinazione scadute»; e accade che una busta «venga rispedita al mittente».

Che fare? I promotori dell’iniziativa un’idea ce l’hanno e la suggeriscono a Poste Italiane. «Ci sono cittadini fortunati – scrivono nella lettera con cui si presentano – serviti da portalettere di ruolo» cioè «fissi su una zona, tutti i giorni della settimana». Sono i postini “titolari” di una quota di territorio, che calcano sempre le stesse strade e le stesse frazioni e che hanno “in testa” la mappa di esse. Ebbene, tali addetti sono «una ricchezza per il servizio» e anche una garanzia che la corrispondenza arrivi: quando un figura come questa «viene meno, per carenze nell’organigramma – è il punto di vista dei promotori – la corrispondenza non si vede per giorni, per settimane». Metti la scarsa conoscenza di quei luoghi – di cui non si può fare una colpa al postino di turno che arriva da altrove – aggiungi stradari e indirizzari poco aggiornati e una toponomastica un po’ fallace e la posta «torna al mittente».