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BENI DELLA CHIESA IN AFFITTO. IL COMUNE DI NAPOLI AVVIA LA CACCIA A CHI EVADE IMU E TARI

Napoli, l’annuncio dell’assessore Panini: «Subito contatti con la Curia»

di Paolo Cuozzo

da Il Corriere 

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Beni della chiesa, il Comune di Napoli batte cassa. L’assessore al Bilancio, Enrico Panini, annuncia: «Nei prossimi giorni avvieremo contatti con la Curia arcivescovile per verificare quali sono quei beni di proprietà della chiesa che, però, non sono utilizzati per fini religiosi o per l’accoglienza, ma per altri scopi. E che attualmente sfuggono alla tassazione normale di Imu e Tari». Nel dettaglio, «si tratta di quei beni della chiesa che, per esempio, vengono utilizzati come alberghi o come Bed &breakfast, ma dai quali non incassiamo tributi», spiega sempre l’assessore. Una decisione complicata che, racconta ancora Panini, «stiamo maturando da tempo e ricalca un po’ quanto fatto in altri Comuni, come Roma, dove, pur nel rispetto dei Patti Lateranensi, che impediscono la riscossione dei Tributi per i beni della chiesa utilizzati per fini religiosi».

 

E dunque, presto, a telefono o con una comunicazione formale, il Comune dovrebbe fissare un incontro con la Curia per «chiedere conto» sulla gestione dei beni immobili. E non sarà certo un passaggio politicamente semplice nei rapporti tra l’amministrazione cittadina e la chiesa napoletana, peraltro mai stati troppo idilliaci. Tutto ciò perché la coperta è corta, anzi cortissima. E il Comune di Napoli è alla ricerca disperata di introiti per far fronte ad una situazione finanziaria finita sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti. La quale ha dato di tempo fino al 31 dicembre a Palazzo San Giacomo per rivedere il piano di rientro del debito, approntando nuove misure per la riscossione delle multe e la dismissione degli immobili. Diversamente, secondo la Corte, il piano di riequilibrio sarà fallito. Tesi contro la quale, ovviamente, il Comune di Napoli ha fatto opposizione ricorrendo alle Sezioni riunite della stessa Corte dei conti, a Roma. «Ci aspettiamo entro dicembre che venga fissata la data per l’udienza, quindi la sospensiva», ha raccontato sempre Panini. Il quale ha dovuto, insieme al sindaco de Magistris, riferire in aula su quanto prescritto dai giudici contabili su richiesta dei partiti di opposizione.

 

Tra le molte indicazioni venute fuori in consiglio comunale è emerso anche che il Comune si appresta a dare caccia agli evasori sul versante delle locazioni brevi. Spiega sempre il responsabile delle finanze municipali: «Il fenomeno si sta espandendo a macchia d’olio, a Napoli ci sono almeno 4500 situazioni così. Oggi non ci sono più solo B&b che fittano per il week end ma case vacanze o affitti anche per un mese di fila che, però, sfuggono alla tassazione. Anche si questo versante, stiamo avviando controlli». «Rispettiamo il lavoro della Corte dei conti ma ci sono punti che non condividiamo», ha detto de Magisris «perciò abbiamo fatto ricorso». Nel ricordare che «l’amministrazione reggerà comunque fino alla primavera del 2021», rivolgendosi «ai competitori politici» il numero uno di Palazzo San Giacomo ha detto che «sulla Corte dei Conti si decide nelle aule». Il leader di demA, riconosce alle opposizioni «toni ecumenici e concilianti ma ho sentito parole pesanti, alcuni consiglieri hanno parlato di falso in bilancio, reati e responsabilità penali, sono affermazioni false e infondate, altro è chiedere conto di obiettivi non raggiunti».

 

L’ex pm ammette una certa insoddisfazione da parte dell’amministrazione, della quale «dobbiamo rispondere del perché ma riteniamo che dal punto di vista politico non abbiamo fatto grossi errori ma l’errore fatto è quello di non essere ancora sufficientemente coraggiosi, non abbiamo sufficientemente investigato il debito». Critica col sindaco la deputata pd Valeria Valente: «C’è una totale mancanza di assunzione di responsabilità, — ha detto — non ci sono parole di verità e prosegue il tentativo di mistificazione della realtà». Tutto, comunque, è appeso al filo della prossima legge di Bilancio, quella che questo Parlamento approverà prima dello scioglimento delle Camere. Nella situazione del Comune di Napoli ci sono infatti, più o meno, altri 250 comuni italiani che si sono affidati all’Anci per fare da portavoce col governo affinché vengano scritte nuove regole per rientrare dai debiti, da pagarsi non più in dieci ma in trent’anni: una tesi avversata da diversi economisti. Anche se l’alternativa è il default.