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1.000 giorni di genocidio a Gaza e la storia di un disegno

1.000 giorni di genocidio a Gaza e la storia di un disegno

Attualità

03/07/2026

da Pressenza

Andrea De Lotto

In un gruppo che lotta c’è sempre una o uno che aiuta con la grafica. Nel gruppo di Piazza Duomo, a Milano, abbiamo Rita, felice di poter usare vecchie tecniche che con le nuove tecnologie ha dovuto mettere nel cassetto. Quando le si chiede qualcosa, il giorno dopo racconta di averci lavorato tutta la notte.

Così anche questa volta abbiamo chiesto se per la giornata del 3 luglio avrebbe messo insieme una locandina.

Il risultato da diversi giorni sta rimbalzando in tutta Italia promuovendo oramai una sessantina di piazze, ma lei ci tiene a spiegarmi: “Il disegno che ho utilizzato ha una storia, non l’ho fatto io. Dal 2014 esiste una carovana che si chiama Gaza Freestyle e sostiene vari progetti a Gaza: piste di skate, attività ludiche, circensi, artistiche e altri progetti (ricordo una Casa delle donne). Molti giovani partivano dall’Italia e stavano con i ragazzi di Gaza. Ci andò mia figlia, io collaboravo da qua. Nel 2015 portarono a Gaza un’idea che si faceva già qui a Milano con i ragazzini: costruire una città come un libro aperto, cartoncini con i quali si costruiscono delle città, tipo pop up. Mandai tanto materiale e lì a Gaza cominciarono, bambini, ragazzini, a costruire, ma anche a scrivere le loro storie e a disegnare. Rappresentavano la città attuale, ma anche quella ideale. Fecero disegni e schizzi, prima di realizzarla in cartone. Uno dei ragazzi, di cui, mi spiace, non so il nome, fece questo disegno, che ora a distanza di 11 anni, io ho scelto. Ho aggiunto la kefia che diventa una serie di fili che uniscono tutte le piazze, i presidi in Italia.

Riosservo lo sguardo di quel ragazzo, mi sembra simile a quello che ha disegnato. È incredibile che dei disegni fatti più di dieci anni fa siano ancora attuali. Mi piacerebbe che quel ragazzo sapesse che il suo disegno sta girando per tutta l’Italia e forse anche fuori.”

Il gruppo Gaza Freestyle esiste ancora e resiste con i ragazzini e le ragazzine, nelle tende, ma cosa immagineranno i bimbi di Gaza pensando alle loro case, quartieri, città? Soprattutto per loro facciamo tutto il possibile per far terminare questo assedio folle e criminale.

Andrea De Lotto
Nato nel 1965, milanese, maestro elementare, psicomotricista, da tanti anni attivista: durante la Pantera, nel coordinamento genitori nidi e materne di Milano “Chiedo Asilo”, contro le guerre; è stato maestro popolare in El Salvador nel 1992, alla fine della lunga guerra civile. Ha vissuto con la sua famiglia 2 anni a San Paolo (Brasile) e 10 a Barcellona dove ha partecipato a numerose lotte. Nel 2010 ha contribuito a organizzare “Lo sbarco”, la nave dei diritti da Barcellona a Genova. Dal 2013 ha seguito ovunque la lotta di liberazione di Leonard Peltier, nativo dell'American Indian Movement, ingiustamente in carcere negli USA dal 1976 fino al 2025, quando, ad 80 anni, ha potuto finalmente tornare a casa. Attualmente vive e lavora a Milano insegnando, in una scuola statale, italiano agli immigrati. Email bigoni.gastone@gmail.com

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