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283 miliardi di euro Ue all’Ucraina in agonia

283 miliardi di euro Ue all’Ucraina in agonia

Politica estera 

11/02/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Un documento sul sostegno a Kiev, alla vigilia del voto sui nuovi prestiti da 90 miliardi. Quasi 200 miliardi di euro tra aiuti militari europei e bilaterali. Questa mole di risorse non comprende i 90 miliardi di euro che l’Ue ha deciso di garantire a Kiev. Costi ‘extra’, gli interessi che l’Europa dovrà pagare per il prestito: circa 1 miliardo per il 2027 e 3 miliardi l’anno a partire dal 2028. Mentre Zelensky chiede l’accesso immediato all’Unione stracciando tutte le regole.

L’Ucraina vera dietro quella che ci raccontano

  • La demolizione della rete elettrica e logistica dell’Ucraina. Le infrastrutture energetiche sono sull’orlo del collasso. Le promesse di elezioni presidenziali entro giugno di fatto imposte da Trump a Zelensky, ma decisamente improbabili da realizzare. Il caos di diverse incapacità politiche incrociate tra ‘buoni’ e ‘cattivi’.

Ucraina, l’inverno più duro

È l’inverno più lungo degli ultimi anni, in Ucraina. «L’inverno più duro, quello in cui tutto sembra stia capitolando nell’inevitabile solitudine, quello dell’abbandono». Sabato Angieri sul manifesto, «il tempo che passa inesorabile in Ucraina». Le temperature più basse degli ultimi dieci anni e a ogni nuovo bombardamento russo la situazione si aggrava. «Le tubature dell’acqua congelano e scoppiano, negli appartamenti si propagano incendi perché chi è disperato brucia qualche vecchio mobile per scaldarsi. Zelensky aveva detto che sarebbe stato «l’inverno più duro dall’inizio della guerra» e così è ancora adesso.

Resistere per arrivare a cosa?

Il tempo passa, la situazione peggiora e si diventa tutti meno resistenti e meno disposti a resistere, racconta in bravo inviato sul campo. «Ora le grandi città delle retrovie ucraine sperimentano un po’ della stessa sofferenza prolungata che gli abitanti del Donbass e del Kharkiv hanno provato fin dal 2022. Il che non pareggia nulla, non c’è nessun mezzo gaudio provocato dal mal comune, ma solo un generale e disastroso peggioramento delle condizioni di vita. A fasi alterne milioni di ucraini sono senza elettricità, senza gas e senza acqua e in questo inverno della civiltà che è la guerra – ogni guerra – chi è lontano dalle città riesce ad arrangiarsi un po’ meglio».

Le linee dei fronti

Fronte frastagliato e impreciso per oltre 1200 km. Alcuni villaggi ucraini si ritrovano circondati per tagliare le linee di rifornimento e costringerli alla resa. Gli assalti russi sono costanti solo in alcune zone del Donetsk, ma in generale la strategia resta quella di attaccare in punti diversi e distanti in modo da costringere gli ucraini, in inferiorità numerica, a spostare i reparti e a lasciare delle aree sguarnite. Ora però i soldati di Putin hanno una difficoltà in più: da quando Elon Musk ha tagliato l’uso clandestino di ‘Starlink’, le comunicazioni in prima linea sono diventate molto più difficili e l’offensiva, dicono diversi analisti, rallenta.

Offensiva e trattative

Gli incontri tra Usa, Russia e Ucraina ad Abu Dhabi finora hanno prodotto solo uno scambio di prigionieri di guerra ‘e tanta suggestione’, denuncia il severo Angieri. Il punto: «Il Cremlino vuole il Donbass e Zelensky non vuole darglielo a meno di ricevere garanzie di sicurezza inequivocabili che includano l’intervento armato degli Stati uniti in caso di recrudescenza del conflitto e fondi per la ricostruzione». I Paesi europei e a Bruxelles insistono che ‘non si possono cambiare i confini con la forza’, quando il fatto è già avvenuto. Sal quel 20% di Donetsk che ancora manca per trovare un compromesso.

Ecatombe e nuova offensiva

  • Perdite altissime sui due fronti. «Per Zelensky circa 35mila uomini al mese, fonti Usa dicono 5mila uomini a settimana, in ogni caso un disastro». Ora i giornali ucraini sostengono che i russi che «stanno preparando una nuova offensiva per l’estate». E addio alla «rapida risoluzione del conflitto» più volte invocata da Trump. I russi hanno sempre invitato a «non illudersi» in quanto i negoziati avrebbero richiesto tempo, ma sembrava parte della loro strategia per avanzare con i militari sul campo.
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