ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

ATTUARE LA COSTITUZIONE PER CAMBIARE L'ITALIA

30 ottobre sciopero generale in tutta Italia: decine di piazze contro economia di guerra e carovita

30 ottobre sciopero generale in tutta Italia: decine di piazze contro economia di guerra e carovita

Lavoro

27/10/2026 

da USB

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese.

In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.
Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l'iva sui beni di prima necessità.

Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.
La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato.

In Europa le proteste divampano, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro. In Italia le grandi organizzazioni sindacali restano a guardare, anzi scelgono di provare a stringere con le organizzazioni padronali un accordo su rappresentanza e salari quando ci sarebbe bisogno di organizzare la protesta.

Diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti.

Si tratta di un evento di portata storica che sta progressivamente coinvolgendo lavoratori e lavoratrici di sempre più paesi, estendendosi oltre il Mediterraneo e raggiungendo il Nord Europa ma anche l’India, il Messico, il Sudafrica e gli Stati Uniti.
I lavoratori dei porti stanno chiamando a mobilitarsi contro la guerra e le politiche di aggressione ai popoli portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele e contro la complicità dei paesi dell’Unione Europea.

L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legate alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti, con un balzo di decine di miliardi di euro nel bilancio statale per la difesa, cozza con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni.

E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’ILVA all’automotive, e punta tutto sugli armamenti.

In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale che unisca tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi.
Lo scorso anno una grande ondata di mobilitazioni ha scosso la penisola per protestare contro la complicità del governo Meloni con lo stato terrorista di Israele. Il governo ha risposto a quelle proteste con i Decreti sicurezza e ora con una legge che vuole impedire di criticare il genocidio dei palestinesi. Hanno paura che le persone si mobilitino e che i giovani scendano nelle piazze. Hanno paura che le persone si mettano assieme al di là delle differenze e che trovino le parole d’ordine giuste per unirsi. L’Unione Sindacale di Base lancia lo sciopero generale del 30 ottobre per unire le proteste e invita a costruire le mobilitazioni in tutte le città.
Abbassate i prezzi, abbassate gli affitti e i mutui, abbassate le tariffe, abbassate le armi

Alzate i salari, alzate le pensioni: il 30 ottobre Blocchiamo tutto

Il 30 ottobre sarà una grande giornata di sciopero generale, una mobilitazione indetta da USB contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita.

Sarà anche giornata di mobilitazione anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di veri paesi tra cui USB che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi.

È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra.

Lista in aggiornamento:

FRIULI VENEZIA GIULIA

Trieste: ore 9 Varco 4 Punto Franco Nuovo

VENETO

Padova: ore 8:00 Stazione

PIEMONTE

Verbania: ore 17:00, Piazza Ranzoni

Novara: ore 9:30 Piazza Cavour

Torino: ore 9:30 Piazza Palazzo di Città

LOMBARDIA

Milano: ore 10:00 Piazza Duca D’Aosta

Brescia: ore 9:00 stazione metro San Faustino

Bergamo: ore17:00 Piazza Gaza (porta nuova)

EMILIA ROMAGNA

Piacenza: ore 8:00 parcheggio Cheope (Facsal)

Bologna: ore 9:30 Piazza Maggiore

Ravenna: ore 9:00 Piazza del Popolo (preconcentramento) - ore 10 in Darsena concentramento - ore 11 partenza corteo verso Marina di Porto - ore 12:30 pranzo sociale a Piazzale della Marina - ore 14 corteo con partenza da Piazzale della Marina

Rimini: ore 9:00 Arco d’Augusto

LIGURIA

Imperia: ore 9:30 piazza Ulisse Calvi

Genova: 9.30 Varco Albertazzi, ore 10 Stazione Principe

La Spezia: ore 9:30 prefettura

TOSCANA

Massa: ore 17:00 piazza Garibaldi

Carrara: ore 6:00 porto

Pisa: ore 9:00 piazza Gaza (XX settembre)

Livorno: ore 6:00 rotatoria Ponte Penova - ore 9 piazza Cavour

Firenze: ore 10:00 piazza Bambine e Bambini di Beslan (Fortezza)

Siena: ore 9:00 terminal bus di Pescaia

Piombino: ore 16:00 piazzale Premuda - porto

MARCHE

Ancona: ore 10:30 Corso Carlo Alberto - lato P.zza Ugo Bassi

UMBRIA

Perugia: ore 8:30 Piazza Partigiani

LAZIO

Civitavecchia: ore 9:00 C.so Centocelle (davanti il Teatro Traiano)

Roma: ore 10:30 Piazza dei Cinquecento

ABRUZZO

Pescara: ore 10:00 Piazza Italia

MOLISE

Campobasso: ore 9:00 piazza San Francesco

Termoli: ore 8:30 Piazza Donatori di Sangue

CAMPANIA

Napoli: ore 9:30 Piazza Mancini

Benevento: ore 9:30 Pia,za Vittoria Colonna

BASILICATA

Potenza: ore 9:00 Piazza Cagliari

PUGLIA

Bari: ore 9:30 Piazza Prefettura

Lecce: ore 9:00 Porta Napoli

CALABRIA

Cosenza: ore 9:00 Piazza Loreto

Reggio Calabria: ore 9:00 Piazza De Nava

SICILIA

Palermo: ore 9:00 Piazza Politeama

Catania: ore 9:30 porto di Catania

Ragusa: ore 17:00 Piazza dei Marinai

SARDEGNA

Sassari: ore 9:30 Piazza San Vincenzo

Nuoro: ore 9:00 via Dante

Cagliari: ore 9:30 Piazza Garibaldi, corteo fino a Porto di Cagliari

share