24/09/2026
da Left
Andrea Moretti, operaio rocciatore di 22 anni, è precipitato per dieci metri martedì notte mentre montava le nuove luci dell'Anfiteatro Flavio
Dalle nostre parti il morto sul lavoro si tratta come un guasto alla linea: se ne parla il meno possibile, badando che anche da morto intralci poco la circolazione, e se poi la notizia scappa gli si concede un giro di solidarietà. Ieri il Colosseo ci ha offerto la fotografia perfetta.
Andrea Moretti, operaio rocciatore di 22 anni, è precipitato per dieci metri martedì notte mentre montava le nuove luci dell’Anfiteatro Flavio. Al mattino il Parco archeologico chiudeva soltanto il settore del secondo ordine dove il ragazzo era caduto e il resto del Colosseo apriva ai turisti. La serrata totale è arrivata solo dopo le proteste della Cgil, e il ministero della Cultura l’ha pure rivendicata in una nota: decisione “assunta già nella notte”, attuata però “dopo aver gestito il primo turno di visita”. Il direttore Simone Quilici ha spiegato che bisognava garantire la visita a circa 6.500 persone. Insomma, prima il biglietto e poi il lutto. Ai turisti rimasti fuori, raccontano, le spiegazioni le ha date un volantino del sindacato, nient’altro.
Quando la notizia del morto è rimbalzata sulle agenzie internazionali allora il cordoglio si è messo in fila, ordinato come i visitatori del mattino: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito inaccettabile morire a 22 anni, il ministro Alessandro Giuli ha deposto una corona al secondo anello precisando che «una corona di fiori del genere non si improvvisa in pochi minuti». La chiusura del Colosseo invece sì, improvvisata sotto dettatura di un sindacato nel monumento che per un’intera mattinata ha contato i visitatori prima del morto.

