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Aggressiva Difesa Nazionale Usa: Trump e democrazia

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Politica estera

27/01/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

«La priorità assoluta delle forze armate è difendere gli Stati Uniti. Il Dipartimento darà quindi priorità proprio a questo obiettivo,  difendendo gli interessi americani anche in tutto l’Emisfero Occidentale». Bene per noi l’avercelo ricordato, oltre certe spinte politiche interne, e quelle contro il resto del mondo per ‘America first’ di Trump su tutto e contro tutti. 

Il ministro della Difesa Usa dell’amministrazione Trump

Con ‘le buone’ o con le cattive

«Garantiremo l’accesso militare e commerciale degli Stati Uniti a territori chiave, in particolare il Canale di Panama, il Golfo d’America e la Groenlandia», spiega il documento. «Ci impegneremo in buona fede con i nostri vicini, dal Canada ai nostri partner in America Centrale e Meridionale, ma ci assicureremo che rispettino e facciano la loro parte nella difesa dei nostri interessi condivisi. Laddove questo non avvenisse, saremo pronti a intraprendere azioni mirate e decisive che facciano avanzare concretamente gli interessi degli Stati Uniti».

Padroni del mondo

Il documento (non classificato) pone l’America Latina in cima alle sue priorità. «Il Dipartimento della Guerra “ripristinerà il predominio militare americano nell’emisfero occidentale. Lo useremo per proteggere la nostra Patria e il nostro accesso a territori chiave in tutta la regione», si legge nel documento, che parla di «Corollario Trump alla Dottrina Monroe». Sugli equilibri strategici nel continente americano, Donald Trump ha deplorato ieri sul social Truth le nuove intese tra Cina e Canada, conseguenza diretta delle minacce rivolte dallo stesso Trump al vicino minacciandone l’annessione agli Stati Uniti, ci ricorda Analisi Difesa. «Il Canada si oppone alla costruzione del Golden Dome (il nuovo strumento per la difesa antimissile progettato da Washington, NdR) sopra la Groenlandia, nonostante il Golden Dome proteggerebbe anche il Canada. Al contrario, hanno votato a favore di accordi commerciali con la Cina, che li divorerà entro il primo anno!».

Alleati primi avversari

  • Il documento Strategia di Difesa Nazionale del 2026, in appena 24 pagine mostra alcune novità rispetto al passato sia per l’enfasi posta sugli alleati, chiamati ad assumersi maggiori oneri con un minore sostegno da parte di Washington, sia per il tono più morbido nei confronti dei tradizionali nemici Cina e Russia.

La precedente strategia di Difesa nazionale, pubblicata dall’Amministrazione Biden, descriveva la Cina come la sfida più significativa per Washington e affermava che la Russia rappresentava una ‘grave minaccia’. Mentre il nuovo documento sollecita ‘relazioni rispettose’ con Pechino, senza menzionare Taiwan e descrive la minaccia russa contro l’Est Europa come ‘persistente ma gestibile’. Qualche ammorbidimento anche opportuno, ma poco altro facile da condividere. Il documento del Pentagono ribadisce la priorità alla protezione del territorio nazionale e all’egemonia nell’emisfero Ovest anche nei confronti della Cina, fornendo al contempo un supporto “più limitato” agli alleati in Europa e altrove.

Se ti difendo paghi

«Mentre le forze statunitensi si concentrano sulla difesa del territorio nazionale e dell’Indo-Pacifico, i nostri alleati e partner si assumeranno la responsabilità primaria della propria difesa, con un supporto fondamentale ma più limitato da parte delle forze americane», si legge nel documento. Un riferimento diretto all’Europa dove «la Russia rimarrà una minaccia persistente ma gestibile per i membri orientali della NATO nel futuro prevedibile. Sebbene la Russia soffra di una serie di difficoltà demografiche ed economiche, la guerra in corso in Ucraina dimostra che essa conserva ancora profonde riserve di potenza militare e industriale», sottolinea il documento. E avvertimento a Bruxelles: «Sebbene l’Europa rimanga importante, la sua quota di potere economico globale è minore e in calo sebbene siamo e rimarremo impegnati in Europa», si legge nel documento. Qualche difficoltà per la politichetta di Roma, verso l’amico americano.

Amichetto Kim e fronte del Pacifico

Minore enfasi anche nel contrasto alla Corea del Nord, settore in cui il Pentagono prevede un ruolo ‘più limitato’, puntando sul fatto che sarà la Corea del Sud ad assumersi la responsabilità maggiore in questo compito. La Corea del Sud ospita circa 28.500 soldati statunitensi impegnati nella difesa congiunta contro la minaccia militare della Corea del Nord e Seul ha aumentato il suo bilancio per la difesa dell’iperbolico 7,5% per quest’anno. «La Corea del Sud è in grado di assumersi la responsabilità primaria di fare deterrenza sulla Corea del Nord con il supporto critico ma più limitato degli Stati Uniti”». E Trump, a differenza del documento precedente, non menziona pericoli associati al cambiamento climatico, che l’Amministrazione Biden aveva identificato come «minaccia emergente».

Follia sul mondo

  • La difesa Nazione Usa, versione Trump, critica l’Amministrazione Biden per aver trascurato la sicurezza dei confini, affermando che ciò ha portato a «un’ondata di immigrati clandestini e a un diffuso traffico di stupefacenti». Con richiamo ai ‘sacri confini patri, di enfasi italica del ventennio, «La sicurezza dei confini è sicurezza nazionale e il Pentagono darà quindi priorità agli sforzi per sigillare i nostri confini, respingere le forme di invasione ed espellere gli immigrati clandestini, si legge nel documento e conferma la cronaca del modello di sicurezza interna affidato ai miliziani ICE, al momento impegnatissimi in Minnesota.
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