Non abbiamo mai avuto dubbi sulla natura dell’alternanza scuola – lavoro (oggi chiamata PCTO) fin dalla sua introduzione dalla “Buona Scuola” nel 2015, che punta ad addestrare al lavoro per come è oggi, sottraendo preziose ore al sapere. A seguito delle proteste e soprattutto degli incidenti, anche mortali, che espongono studenti, anche minorenni, alle insidie di luoghi di lavoro sempre più insicuri, le ore da svolgere per accedere agli esami finali di Stato, sono state ridotte a 90 nei licei, 150 negli istituti tecnici, 180 negli istituti professionali.
Nella chiara distinzione di classe tra i vari indirizzi scolastici, le aziende scelte per l’alternanza, cioè per ore di lavoro vero e proprio non retribuito, sono coinvolte essenzialmente dagli Istituti tecnici e professionali e usufruiscono delle prestazioni di studenti anche minorenni come nel caso del diciassettenne gravemente ferito a Rieti, mentre “lavorava” a un tornio meccanico.
Pronta la risposta della Rete degli Studenti di Rieti dell’Istituto Tecnico “Celestino Rosatelli” in presidio questa mattina,, davanti alla loro scuola, chiara la posizione della Rete regionale e nazionale che chiede l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro.
La sicurezza sul lavoro ci deve essere per tutti, ma gli studenti, finché sono tali, debbono stare a scuola e magari poter usufruire di quei laboratori interni, che una volta esistevano e sono ormai ridotti al lumicino (in una scuola sempre più de-finanziata), sia per dismissioni fisiche, sia per l’assenza di assistenti tecnico – pratici che li facciano funzionare.
Ma i soldi si sa servono per sostenere le guerre e investire negli armamenti.
Rifondazione Comunista continuerà la lotta ormai decennale contro l’alternanza scuola – lavoro, a fianco degli studenti e delle studentesse e di tutti coloro che si oppongono ad una Scuola che sottomette alle aziende piuttosto che preparare a una visione consapevole della società.
02/03/2025