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America, ‘attenti al voto’ e ai mandati presidenziali

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Politica estera

28/01/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

La ministra di Giustizia  dell’amministrazione Trump in una lettera al governatore del Minesota getta le basi per la manomissione del voto Usa: «Dateci le liste elettorali», se davvero a novembre si terranno le elezioni di medio termine che Trump e i suoi accoliti rischiano ora di perdere, senza maggioranze parlamentari. Salvo emergenze che facciano saltare le vecchie regole del gioco. Che nell’America più a sud chiamano più correttamente ‘colpi di Stato’. O ‘elezioni agevolate’, alla Maduro, prima che il potente le debba impedire.

Cronache attente e rivelatrici

Luca Celada, da Los Angeles, sul manifesto, che già è un bel rischio, racconta il peggio senza riguardi ma distingue con rigore tra fatti e sospetti. Anche se oggi negli Stati Uniti, l’impegno di analisi audace diventa addirittura vitale. Sempre i fatti, ma sapendoli leggere oltre quello che i videotelefonini ci raccontano. Le squadracce nazi-fasciste ICI a uccidere e provocare sperando in una rivolta che porti a qualche massacro, da contrastare come guerra civile. E ora, ancora più pericoloso, il vertice politico federale affidato alla ministra federale della giustizia Pamela Jo Bondi, con Greg Bovino nazi osannante e capo dell’Ice assassina, nella peggiore immagine degli italo americani.

Ministra d’attacco

«Più di una notifica ministeriale, la missiva somiglia alla comunicazione di un generale invasore al nemico assediato, a cui si dettano i termini della resa», l’annotazione di Celeda. «Nella lettera spedita lo stesso giorno dell’esecuzione di Alex Pretti, Bondi addossa le responsabilità per le ‘tragedie’ a Walz ed allo ‘statuto santuario’ del Minnesota (amministrazioni locali che non collaborano alle retate anti immigrati), a cui aderiscono circa 600 città e Stati americani). «Per ristabilire legge ed ordine nella città, vi sono tre condizioni. In primo luogo, il Minnesota dovrà fornire a Washington le liste complete di chi riceve assistenza pubblica (i sussidi sociali sono già stati usati come arma di pressione dal governo che li ha sospesi per rappresaglia contro ‘Stati nemici)». Nel caso del Minnesota, il ricatto punta a rafforzare la narrazione Maga su un giro di frode falsamente imputato sui social di destra alla comunità somala.

Gravi sospetti oltre rabbia e paura

«I prossimi giorni riveleranno se la resistenza dei cittadini di Minneapolis e quella delle autorità locali (sindaco, governatore e magistratura) avranno l’effetto, assieme ad un’opinione pubblica sempre più ostile e prime crepe nel fronte repubblicano, di rallentare la linea kamikaze del regime Trump». In secondo luogo, la ‘giurista’ «esige l’abrogazione dello statuto di ‘amministrazione santuario’ (la costituzione del Minesota) e la piena collaborazione nell’arresto dei «pericolosi criminali» (in realtà solo il 7% degli 80.000 attuali detenuti ICE avrebbero una fedina penale sporca). Una verifica sui miliziani Ice potrebbee riservare molte sorprese.

  • Terza condizione –la forzatura inaccettabile e rivelatrice dei più sporchi intenti-, la «consegna immediata» ai federali delle liste elettorali mantenute dallo stato. «Questa richiesta si ricollega ad un’altra narrazione spuria cara a Trump, quella dei presunti brogli elettorali. Washington ha ripetutamente chiesto di ispezionare le liste di voto degli stati democratici per ‘verificare’ eventuali irregolarità».

Intimidazioni ‘mid term’ e peggio

Il progetto trasparente è dell’intimidazione in vista dei mid term, le elezioni parlamentari di novembre 2026, in cui i repubblicani rischiano la perdita della maggioranza bicamerale che ratifica il programma Trump. È sempre più probabile, infatti, alla luce dei sondaggi sempre più sfavorevoli, che il regime farà di tutto per viziare gli scrutini. Si profila possibile un’escalation che giustifichi l’invocazione della legge marziale (Insurrection Act) in vista di un annullamento o rinvio delle elezioni. «Senza arrivare a tanto, è virtualmente assicurato che il regime seguirà il copione eversivo già attuato nel 2021: inficiare preventivamente la legittimità degli scrutini insinuando brogli, pilotare l’afflusso a proprio vantaggio con la manipolazione dei collegi elettorali e, come extrema ratio contestare i risultati come cinque anni fa, ma col vantaggio del potere esecutivo e delle milizie paramilitari già dislocate ad intimidire o reprimere l’opposizione». Ma attenti a noi, avendo ormai capito la portata dei personaggi in campo. Anche se il governo dovesse effettivamente fare in Minnesota un passo indietro, l’impianto intimidatorio rimane operativo e collaudato.

Ovra all’americana

L’Ice strumentale al consolidamento autoritario del potere ed alla repressione del dissenso, non solo con la violenza ma con la sorveglianza. Accanto alle milizie paramilitari è divenuto pienamente operativo un capillare apparato di controllo. Con finzioni e inganni. Esempio, l’amministrazione che abrogava l’uso di mandati di cattura e perquisizione si avvaleva di tecnologie per individuare «clandestini» e prelevarli nelle loro abitazioni. Allo scopo Ice utilizza vaste quantità di informazioni acquisite in proprio o acquistate sul libero mercato di dati (quello usato per la pubblicità su piattaforme). Sempre dal manifesto veniamo a sapere che il ministero per la sicurezza interna, è cliente di Lexis/Nexis e Clear (gruppo Thomson/Reuters) broker specializzati nella fornitura commerciale di dati con alta precisione di target. Inoltre, attraverso app commerciali direttamente sui telefoni degli agenti, Ice è in grado di acquisire dati cellulari relativi a spostamenti di soggetti o gruppi di persone e risalire ai loro indirizzi di residenza. In Minnesota sono state usate su larga scala le app di riconoscimento facciale (come SmartLink) anche questi disponili ormai sotto forma di app per smartphone.

America spiatutto anche a Cortina?

  • In uso dal 2024 il famigerato spyware Graphite per operazioni Ice. La sorveglianza è coordinata da due centri operativi, in Vermont per la East Coast e nel Pacific Enforcement Response Center di Santa Ana in California. L’enorme volume di dati raccolti è per la prima volta efficientemente analizzabile grazie a all’intelligenza artificiale. Ecco spiegato l’appalto di 170 milioni di dollari alla Palantir annunciato lo scorso luglio. A tutto questo si aggiunge il monitoraggio dei canali social. Ice utilizza software come quelli prodotti dalla Zignal Labs e dalla ShadowDragon (SocialNet), che ancora una volta rendono analizzabili vaste quantità di dati.
  • Pratiche che nell’insieme fotografano degli Stati Uniti ormai compiutamente ‘post costituzionali’. E presto, o elezioni reali non manipolate e mandati presidenziali garantiti, o l’America sovranista cresciuta attorno a Trump sarà un’altra post  democrazia tra superpotenze sempre più simili tra loro.

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