08/10/2026
da Il Fatto Quotidiano
Redazione
Due incidenti mortali in meno di 24 ore. Nella Capitale, la vittima è stata travolta dallo scoppio della sospensione di un camion. In Campania, un 56enne è deceduto dopo essere caduto da un'altezza di 13 metri
Due morti sul lavoro a Roma e Avellino a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Questa mattina, all’interno di un’autofficina in via Rocca di Cave, in zona Settecamini a Roma, un uomo è morto a causa dell’esplosione di un soffietto delle sospensioni pneumatiche di un camion. Sul posto sono giunti vigili del fuoco, polizia e sanitari del 118, oltre allo Spresal (Servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) per gli opportuni accertamenti.
Poche ore prima, nella giornata di mercoledì, è morto un operaio ad Avellino. L’incidente è avvenuto nell’area industriale di Prata di Principato Ultra: Pietro Pellegrino, un lavoratore di 56 anni della provincia di Salerno impegnato nello smontaggio di pannelli solari, è precipitato da circa 13 metri, morendo sul colpo. Da una prima ricostruzione, a provocare la caduta è stato il cedimento del lucernario su cui si trovava a lavorare. La sua salma è stata spostata all’ospedale Moscati di Avellino. Sul luogo sono giunti carabinieri della Compagnia di Avellino, Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro e personale dell’Asl. Indaga la procura di Avelino.
Secondo la relazione Inail uscita pochi giorni fa, nel 2025 i morti sul lavoro sono stati 1.189, 37 in meno rispetto all’anno precedente, ma in ogni caso più di tre ogni giorno, compresi domeniche e festivi.
Noi di Rifondazione Comunista siamo convinti che sia necessaria una legge che introduca il reato di omicidio e lesioni gravi o gravissime sul lavoro.

