01/08/2026
da Remocontro
L’Italia nella guerra del Golfo a sua insaputa. Caricaturale ma drammaticamente vero. Da marzo una ‘Task force Arabia’,di 400 militari italiani è schierata in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein, svelava due giorni fa l’ANSA per lo stupore della politica disattenta ai suoi stessi decreti. Da cinque mesi la nostra aviazione «concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo saudita». Peccato che nel frattempo l’Arabia Saudita sia entrata di fatto in guerra, trascinando con sé l’improvvido governo italiano che cercava di far finta.
Task Force Air-Arabia
La vestizione dei piloti di caccia intercettori Eurofighter Typhoon del 4 Stormo ‘Amedeo d ‘Aosta’ nella basi aeree saudite offerta ai media del mondo. «Dalla seconda metà di marzo 2026, a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell’Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein». Se entri nel sito web della Difesa, l’annuncio di fatto l’esistenza della Task Force Arabia.
Orgoglio irresponsabile
Task Force Air-Arabia’ comandata dal Colonnello Michele Schiavi e così esibita: «la Task Group Argo, equipaggiato con velivolo E-550A CAEW, sistema multi-sensore per l’allarme precoce, la sorveglianza aerea e le funzioni di comando, controllo e comunicazione. La Task Group Typhoon, con quattro Eurofighter F-2000A, per la difesa dello spazio aereo assegnato. La Task Group Medal, con velivolo da trasporto C-130J/KC-130J. La Task Group Kuwait, che assicura capacità di sorveglianza aerea attraverso un radar per la difesa aerea AN/TPS-77 e supporto tecnico specialistico a favore dei velivoli della Kuwait Air Force. Infine la Task Group C-UAS, sistema anti-drone ACUS-E, impiegato per il contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio di piccole dimensioni».
Non solo aviazione
Ma non ci sarebbe solo la task force Air, secondo quanto rivelano via via altre fonti giornalistiche. «Nella penisola arabica è schierato anche un contingente terrestre dell’Esercito Italiano (circa 300 militari, di cui la metà in Arabia Saudita), la Task Force Land – Arabia, la cui esistenza è possibile confermare tramite il sito della Difesa», denuncia l’insospettabile Fausto Biloslavo su Il Giornale. La ‘Task Force Land’ schiererebbe pure una batteria SAMP-T per la difesa anti-aerea e anti-missile, 1 radar KRONOS in Arabia Saudita e uno in Bahrein, e una batteria di artiglieria contraerea SKYNEX negli Emirati Arabi Uniti”.
Esercito italiano nascostamente nel Golfo
Ma da marzo –ormai da ben 5 mesi-, sarebbero addirittura 700 I militari italiani schierati nel Golfo per contrastare i missili iraniani. Con problemi politici di legittimità di non piccola portata. il Parlamento aveva già votato La delibera sulla proroga delle missioni internazionali, per il 2026. Nella scheda numero 4 –rivela l’Espresso-, autorizzava l’impiego di militari italiani – oltre che in Iraq – negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Bahrein e in Qatar, per le esigenze legate alle missioni in Medio Oriente e Asia. Ma l’Arabia Saudita, il Paese al centro del dispiegamento più consistente, non compariva in quell’elenco.
Arabia saudita esclusa per il Parlamento
- In passato era già stato contestato l’uso delle norme sull’interoperabilità tra missioni diverse per muovere ‘assetti e personale’, purché restassero all’interno della stessa scheda autorizzata dal Parlamento. Questa volta, denunciano le opposizioni, si sarebbe andati oltre, impiegando forze in un Paese che nella delibera non figura affatto – un problema di trasparenza, sostengono, che pesa sulle decisioni dei parlamentari.

