23/10/2026
da Il Fatto Quotidiano
Conflitto a fuoco nei pressi dell’incrocio di Yehuda, vicino a Hebron. L'Idf: "I terroristi volevano fare strage di civili sull'autostrada 35"
“Ho ordinato alle Israel Defense Forces e alle forze di sicurezza di imporre immediatamente un coprifuoco sulla città di Hebron e di prepararsi a un lockdown totale su tutta la Giudea e Samaria (nome che il governo israeliano usa per indicare i Territori occupati, ndr) a partire da oggi”. E’ il post su X con il quale Benjamin Netanyahu ha annunciato il blocco totale della Cisgiordania dopo la sparatoria avvenuta questa mattina.
Poco dopo Netanyahu, ha dichiarato che le Idf “entreranno nei quartieri” da dove provenivano gli attentatori, “evacueranno i residenti e andranno porta a porta a distruggere le infrastrutture terroristiche”. “Siamo pronti a un’azione su vasta scala – ha aggiunto – alcune settimane fa siamo stati avvertiti dei tentativi del nostro nemico di colpire noi, i nostri cittadini e i nostri soldati in vista delle elezioni. È quello che hanno cercato di fare qui. I soldati dell’Idf lo hanno impedito con il proprio corpo, rimanendo anche feriti. Distruggeremo le infrastrutture terroristiche e costruiremo le infrastrutture per gli insediamenti“.
Il premier, che martedì 27 ottobre affronterà elezioni parlamentari per lui cruciali per restare al potere, ha affermato che le Idf hanno messo a punto dei piani per quella che sarebbe la più grande operazione in Cisgiordania dalla conquista israeliana del territorio nel 1967. “Le Idf sono pronte a realizzarla e noi decideremo i tempi, ma è in arrivo”, ha aggiunto il premier in un video girato a Hebron dove si è recato in tarda mattinata. Nel giugno del 1967, ci fu la Guerra dei sei giorni, combattuta da Israele contro Egitto, Giordania e Siria. Alla fine del conflitto, lo Stato ebraico conquistò, tra le altre cose, la Cisgiordania e Gerusalemme Est, sottratte alla Giordania.
Questa mattina l’esercito israeliano e fonti mediche israeliane hanno riferito che un conflitto a fuoco durato oltre 20 minuti nei pressi dell’incrocio di Yehuda, all’ingresso nord di Hebron, ha causato la morte di due uomini armati e di 2 soldati israeliani. Secondo Al Jazeera alcuni palestinesi, a bordo di un’auto con targa israeliana, avrebbero aperto il fuoco contro i soldati nei pressi di un posto di blocco militare, uno dei tanti che circondano Hebron. Dopo una breve caccia all’uomo, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver ucciso due palestinesi. Le vittime sono state identificate come Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, entrambi residenti a Hebron e di 27 anni. I due appartenevano alla stessa famiglia, sebbene il loro esatto grado di parentela rimanga poco chiaro. L’Idf ha imposto un blocco a Hebron e a diversi villaggi della zona. Secondo l’esercito, gli aggressori erano armati di un fucile M16 e di una pistola.
La dinamica dell’attacco. Intorno alle 7:30, hanno ricostruito le forze di sicurezza, una task force del Comando del Fronte Interno stava effettuando un controllo stradale di routine (“check-post”) alle porte di Hebron. I due terroristi sono arrivati a bordo di un’auto. Quando si sono resi conto che non avrebbero potuto superare il blocco per raggiungere la Route 35 – un’importante arteria stradale percorsa da civili israeliani – hanno cambiato piano, decidendo di colpire direttamente i militari sul posto.
I due, ricostruisce ancora l’Idf, sono scesi dall’auto armati di un fucile automatico M4 e una pistola. Sfruttando i ripari offerti dagli edifici vicini, hanno aperto il fuoco contro il checkpoint. Ne è nato un violento scontro a fuoco durato oltre 20 minuti, nel quale alcuni militari sono rimasti feriti. La situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei comandanti di settore e di un’unità di paracadutisti della zona adiacente: i rinforzi hanno aggirato i terroristi, uccidendoli entrambi al termine del conflitto.
Le perquisizioni successive hanno rivelato che l’auto dei terroristi era piena di munizioni, inclusa un’intera cassa di proiettili. Secondo le Israel Defense Forces, l’obiettivo originario della cellula era raggiungere la Route 35 per compiere un massacro tra i civili. Il piano della strage è fallito solo grazie alla presenza del posto di blocco temporaneo.
L’intelligence israeliana ha precisato che non c’erano avvisi specifici per quel checkpoint, ma l’allerta era già massima a causa di un periodo di forti tensioni legato alla stagione della raccolta delle olive e alle imminenti elezioni. “Sapevamo che avrebbero tentato di fare attentati in vista del voto”, ha confermato un alto ufficiale. Ora le indagini dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, si concentrano sulla matrice dell’attacco: si cerca di capire se si sia trattato di una cellula locale o se i due abbiano agito per conto di organizzazioni più grandi o attori esterni.
Il portavoce dell’Idf ha comunica che i soldati stanno effettuando “operazioni offensive antiterrorismo nell’area di Hebron, posta sotto blocco di sicurezza, e in altre aree. I militari stanno operando all’interno delle abitazioni dei terroristi e di altri sospettati”. L’Idf riferisce inoltre di aver effettuato decine di operazioni nel corso della settimana in tutta la Cisgiordania, “arrestando circa 70 ricercati, tra cui individui affiliati a Hamas e Jihad islamica, nonché soggetti che incitavano contro lo Stato di Israele e i soldati. Sono state rinvenute decine di armi, tra cui fucili M16, mitra di tipo Carlo e quattro ordigni esplosivi”.

