Dura reazione del presidente della Repubblica e del governo che ha convocato l'ambasciatore. Tajani: "Superata la linea rossa". Per le opposizioni non basta: "Stracciare gli accordi con Netanyahu"
Condanna unanime del capo dello Stato e del governo italiano di fronte all’irrisione da parte del ministro Ben Gvir verso gli attivisti della Flotilla, fatti inginocchiare a terra con i polsi legati dopo il sequestro. Le immagini della barbarie, diffuse dai canali israeliani, hanno costretto l’esecutivo a rompere il silenzio dei giorni scorsi. E hanno spinto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a intervenire: “Si è trattato di un trattamento incivile“, ha detto, “inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”.
Poco prima era stato Palazzo Chigi a diffondere una nota di condanna “per le immagini inaccettabili”, a cui erano seguite la richiesta di scuse ufficiali e la convocazione dell’ambasciatore di Tel Aviv per “chiedere chiarimenti”. La presidente del Consiglio ha definito “inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona”. Quindi ha chiesto “la liberazione immediata dei cittadini italiani”: “L’Italia pretende le scuse“, ha detto, “per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”.
Tajani: “Superata la linea rossa”. Crosetto: “Noi non arrestiamo la gente in mare”
A parlare, dopo giorni in cui avevano scelto di non schierarsi, sono stati i principali esponenti del governo. Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Per quanto ci riguarda è stata superata la linea rossa“, ha detto il capo della Farnesina. “Adesso vedremo quale iniziative adottare per dare una risposta, facciamo concludere la vicenda e poi vedremo con il governo quali decisioni adottare. Quello che è accaduto è inaccettabile, ci sono diverse opzioni, studieremo quella più proporzionata ed efficace”. Poco dopo è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: “La cosa principale”, ha dichiarato, “è che non accettiamo gesti come quelli che abbiamo visto, ed è meglio che i cittadini, noi ci occupiamo degli italiani, rientrino il prima possibile”. Rivolgendosi poi direttamente a Ben Gvir ha aggiunto: “Noi ci vantiamo di altro, ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l’abitudine di arrestare le persone in acque internazionali ma semmai di soccorrerle se ne hanno bisogno. Non penso che con atteggiamenti di questo tipo non si faccia il bene di Israele”.
Le opposizioni: “Vanno stracciati gli accordi con il governo di Netanyahu”
Per le opposizioni però, le condanne del governo arrivano tardi. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha ricordato chi ha subito “un arresto illegale eseguito a mano armata in acque internazionali” c’è anche il deputato 5 stelle Dario Carotenuto, “anche lui imbarcato per portare aiuti umanitari e solidarietà alla popolazione di Gaza. Le chiacchiere del nostro governo e dell’Europa stanno a zero se, a fronte del genocidio e di una lista enorme di atti illegali, non si straccia ogni accordo con il governo criminale di Netanyahu e non si impongono sanzioni contro chi ha calpestato anche l’ultimo briciolo di diritto internazionale e di umanità”.
Per i dem ha parlato l’ex ministro Andrea Orlando che ha riconosciuto l’importanza della Flottilla, “perché”, ha detto su La7, “ha fatto esplodere esattamente tutte queste contraddizioni, che invece secondo un racconto corrente non esistevano perché Israele continuava a rispettare appunto i suoi valori fondativi. Speriamo che dopo questa vicenda non sfugga più alla Meloni il perché di queste missioni. L’altra questione è la congruità delle richieste che noi stiamo facendo, bastano delle scuse? Se un nostro ministro, a un certo punto, avesse preso dei cittadini di un paese alleato, come noi continuiamo a dire di Israele, e li avesse sottoposti a quel tipo di trattamento quel paese non si sarebbe accontentato delle scuse. L’Unione Europea è sufficiente che dica, diciamo così, qualcosa di rito? Noi abbiamo degli accordi con Israele che sono importanti tanto per noi quanto per loro, facciamo finta di niente?”.

