17/02/2026
da La Notizia
Bocciato il decreto Energia: a rischio le piccole imprese. Il decreto Energia atteso in Cdm viene bocciato dai mercati e dalle associazioni che temono una penalizzazione per piccole e micro imprese.
Peggio di così era difficile. Neanche il tempo di varare il nuovo decreto Energia, che le sole bozze bastano a far arrivare una bocciatura senza appello. Anzi, una serie di bocciature. Perché da una parte c’è quella del mercato, con i titoli del settore energetico in affanno. E dall’altro ci sono le critiche delle associazioni, per le misure mancanti in favore delle piccole e medie imprese e anche per il rischio di penalizzare proprio queste aziende.
Confartigianato, per esempio, lamenta il rischio riguardante il tema degli oneri generali di sistema a carico di micro e piccole imprese: si riduce sì il costo annuale, ma alla fine – nel lungo periodo – si ha un aumento dell’impatto complessivo sui consumatori, secondo la confederazione. Come detto, il decreto atteso in Consiglio dei ministri domani affossa le aziende del settore in Borsa. Intermonte, analizzando la bozza del decreto, sottolinea le critiche arrivate da produttori e consumatori, in particolare sull’eliminazione dei costi di Co2. Viene infatti spiegato che un’eventuale riduzione dei costi del gas e della Co2 nel meccanismo di formazione dei prezzi sul mercato elettrico “porterebbe a una riduzione del Prezzo unico nazionale, con impatto negativo per i generatori rinnovabili”.
Il decreto Energia e i rischi per le micro e piccole imprese
Sono diverse le società citate nel report, quelle che rischiano di essere penalizzate. Secondo un’analisi di Akros, basata su due simulazioni, in questi casi le società con esposizione alla generazione idroelettrica, eolica e solare rischiano di essere penalizzate da prezzi all’ingrosso dell’energia più bassi, con “potenziali effetti negativi su ricavi e marginalità”. C’è chi parla di quasi un quarto dei ricavi a rischio, con il problema rappresentato soprattutto dal pagamento delle emissioni di Co2 per chi produce con il gas. Il problema resta da affrontare a livello europeo, ma intanto il passo avanti del governo rischia di produrre danni.
Una delle critiche più dure arriva da Confartigianato, che parla di testo peggiorato rispetto alle bozze precedenti, soprattutto per gli oneri generali di sistema a carico delle piccole imprese. La confederazione spiega che l’allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a 10 anni, con tasso di interesse del 6%, crea un “effetto apparente di diminuzione” della bolletta. In realtà, si spiega, si riduce il costo annuale ma aumenta l’impatto reale complessivo sui consumatori, pari a “10 miliardi”. Misura che colpisce 6,7 milioni di punti prelievo delle piccole imprese alimentare in bassa tensione. Per Marco Granelli, presidente di Confartigianato, “le piccole imprese non possono essere considerate un bancomat”. Infine, Unimpresa sottolinea come l’eventuale l’impatto sui costi avrebbe un beneficio minimo per le famiglie, tra i 30 e i 50 euro l’anno a famiglia.

