20/07/2026
da il Fatto Quotidiano
Abderrahim Fakir, 42 anni, è stato bloccato a terra dagli agenti e a un certo punto ha smesso di respirare. In un video le urla durante l'immobilizzazione: "Aiuto, basta". La Procura ha acquisito le bodycam dei poliziotti. La sorella della vittima: "Non hanno avuto pietà". Lepore e De Pascale: "Fare piena luce". Bignami (Fdi) ha già chiuso il caso: "Intervento professionale ed adeguato". Quartiere Pilastro tra tensione e dolore, organizzati presidi in piazza
Morto a 42 anni durante un controllo di polizia. La vittima si chiamava Abderrahim Fakir, era di origine marocchina, da 35 anni viveva in Italia. Il fatto è avvenuto al Pilastro, quartiere popolare della periferia di Bologna: Fakir era andato lì, in via Svevo, per incontrare dei parenti. La pattuglia è arrivata in via Svevo su segnalazione dei residenti perché il 42enne, in un’area con i garage, avrebbe dato in escandescenze. Fakir – secondo la ricostruzione della polizia – ha dato dei colpi a un’auto e gli agenti, alla presenza anche dei sanitari, gli hanno spruzzato contro dello spray urticante e lo hanno bloccato a terra con le fascette ai polsi. In queste fasi complicate, come ammette la stessa questura, gli agenti sono stati “aiutati” anche da semplici cittadini. Fatto sta che una volta bloccato a terra il 42enne ha accusato un malore ed è deceduto. Era titolare di una impresa di facchinaggio, impegnata nella logistica, era sposato e viveva a Borgonuovo di Sasso Marconi. Si trovava in via Svevo per fare visita ad alcuni parenti. Dopo che si è diffusa la notizia della sua morte, decine di parenti e amici si sono presentati in via Svevo e durante alcuni momenti di tensione si sono levati cori contro la polizia. A placarli è stato il fratello della vittima. Le indagini sono già in corso: verrà fatta l’autopsia. Le riprese delle bodycam dei poliziotti saranno messe a disposizione della Procura.

