26/10/2026
da Remocontro
In Brasile è stato rieletto Lula. Il presidente uscente, di sinistra, ha inaspettatamente battuto al ballottaggio Flávio Bolsonaro, di destra, che contesta il risultato. Gli studenti vincono le elezioni in Serbia, lo annuncia lo sconfitto Vucic. ‘Studentska lista’ avrebbe maggioranza assoluta. E in tutto il Paese esplode la festa.
Lula batte ancora i Bolsonaro
Luiz Inácio Lula da Silva, ha ottenuto il 51,8 per cento dei voti contro il 48,2 di Flávio Bolsonaro, il candidato della destra, nonché figlio dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che non aveva potuto candidarsi per la condanna a 27 anni di carcere per il tentato colpo di stato del 2022. Bolsonaro ha detto che chiederà di annullare il voto del ballottaggio. Si aspettava infatti di vincere, anche se sono state elezioni molto combattute: al primo turno, per cui si era votato il 4 ottobre, Bolsonaro era risultato in vantaggio su Lula di meno di due punti percentuali. In questo caso la differenza tra i due è stata di poco più di 4 milioni di voti (su circa 124 totali). Dopo l’annuncio della vittoria di Lula migliaia di suoi sostenitori sono scesi per le strade a festeggiare.
Partecipazione eccezionale al voto
Bolsonaro ha criticato la decisione della Corte Suprema del Brasile di posticipare la chiusura di alcuni seggi di due ore, definendola una «violazione del principio di uguaglianza». Ma era stato lo stesso Bolsonaro a chiedere la modifica, citando le difficoltà logistiche di alcuni brasiliani a votare per via delle forti piogge; aveva fatto la stessa richiesta Lula, nel suo caso citando disservizi nel trasporto pubblico a Salvador e San Paolo, due grossi bacini elettorali del suo partito. La Corte Suprema aveva prima rimandato la chiusura di tutti i seggi del paese di due ore, e poi aveva diffuso una seconda dichiarazione in cui diceva che valeva solo per i seggi in cui le operazioni di voto non erano ancora state completate, creando confusione in alcuni seggi.
Corte Suprema
Dopo l’annuncio della vittoria di Lula il presidente della Corte Suprema, il giudice Kassio Nunes Marques, nominato da Jair Bolsonaro, ha confermato il risultato e detto che l’estensione dell’orario del voto non ha causato problemi nel successivo conteggio. La vittoria di Lula ‘corregge politicamente’ quanto successo di recente in altri grandi stati dell’America Latina, dove hanno vinto leader di destra o comunque conservatori: Javier Milei in Argentina, José Antonio Kast in Cile (il presidente più di destra nella storia del paese dalla fine della dittatura del generale Augusto Pinochet) e, a giugno, Abelardo de la Espriella in Colombia.

Serbia, stravince ‘Studentska lista’
Gli studenti vincono le elezioni in Serbia, ammonimento per molti in Europa: lo annuncia lo sconfitto Vucic, e in tutto il Paese esplode la festa. Secondo i risultati ancora provvisori ma che «difficilmente possono cambiare in modo sostanziale», spiega Fabio Govoni dell’ANSA, hanno ottenuto il 52% dei voti, maggioranza assoluta del Parlamento nazionale, contro il 39% ottenuto dalla lista Serbia Unita dell’ex presidente Aleksandar Vučić. Con una mossa a sorpresa, proprio Vucic è stato il primo ad apparire in diretta Tv su Rts per annunciare che aveva “perso le elezioni”, dopo che la sua annunciata apparizione in diretta aveva fatto temere che intendesse comunicare invece la propria vittoria. Vucic, con espressione mesta ma composta, ha detto che gli studenti hanno condotto una campagna elettorale “scorretta e piena di menzogne” e che non farà nessuno sconto dall’opposizione, ma ha riconosciuto “la vittoria degli studenti”.
Cardiologo a rianimare la democrazia
Il primo della lista studentesca, il cardiologo Ilija Srdjanović: «Il Paese ha voltato la faccia ad un tiranno: Andiamo verso una Serbia migliore». A premiare gli studenti un’affluenza record, che ha sfiorato il 70%, un dato che non si vedeva da almeno 30 anni e che i commentatori già da tempo prevedevano, sostenendo che avrebbe favorito gli studenti. La festa è esplosa mentre, a urne già chiuse, cresceva un clima di tensione nel centro di Belgrado, con ingenti schieramenti di polizia e la temuta presenza di provocatori.
Partecipazione
- Lunghissime le file ai seggi ben prima dell’apertura alle 7 del mattino. Gli studenti hanno consigliato i loro elettori di votare presto, mentre da subito è apparsa alta la tensione, palpabile anche nelle strade, legata alla paura che brogli, irregolarità e manipolazioni potessero inficiare una prova elettorale alla quale guardavano l’Europa, l’America e anche la Russia.

