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Caccia F-35 con Trump presidente piacciono sempre meno

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In Europa e Canada crescono i dubbi sull’acquisto di prodotti militari statunitensi. E la Francia cerca di ampliare clienti e fatturato della propria industria della Difesa, in grado di offrire prodotti a sovranità tecnologica europea (francese). La Dassault pronta a fornire i velivoli da combattimento Rafale alla Forza Aerea Portoghese dopo che Lisbona sembra aver rinunciato a sostituire i suoi vecchi Lockheed Martin F-16 con gli F-35 Usa. 

Caccia Rafale della francese Desault

Niente più armamenti statunitensi

Nuno Melo, ministro della Difesa del governo dimissionario del Portogallo e leader del Partito popolare portoghese, ha escluso che Lisbona acquisti caccia americani F-35 per sostituire i propri caccia F-16, per le  posizioni del presidente americano. «Dobbiamo considerare diverse opzioni, comprese quelle europee, tenendo conto del ritorno che potrebbero offrire alla nostra industria», ha dichiarato il ministro.

Prezzi scontati

Secondo le cifre condivise con Diario de Noticias nel 2024 dal capo di stato maggiore dell’aeronautica portoghese, generale Cartaxo Alves, un’acquisizione di F-35 per sostituire fino a 28 F-16 potrebbe costare 5,5 miliardi di euro (5,9 miliardi di dollari). I concorrenti europei potrebbero offrire aerei nuovi a prezzi più contenuti dell’F-35 oppure di seconda mano (Gripen ex Aeronautica Svedese, Rafale ex forze aeree francesi e Typhoon Tranche 1) ancora più convenienti, rileva Analisi Difesa.

Canada non 51esimo Stato Usa

Una delle prime azioni del neo primo ministro canadese Mark Carney è stato l’ordine di fermare l’acquisizione di 88 F-35A in vista di una possibile cancellazione. L’aereo era stato scelto nel 2022 dal governo Trudeau, dopo molte incertezze, per sostituire gli anziani CF-18 Hornet ad un costo di 19 miliardi di dollari canadesi. Come ricordava il Calgary Herald «il Canada ha partecipato allo sviluppo dell’aereo fin dall’inizio. A partire dal 1997, gli Stati Uniti hanno sollecitato investimenti da potenziali acquirenti che hanno versato circa 4,375 miliardi di dollari nei costi di sviluppo stimati in 40 miliardi di dollari».

Costi di esercizio esorbitanti

Il contributo del Canada è stato di 160 milioni di dollari. «I costi di manutenzione e operativi, difficili da stimare con precisione durante la vita dell’aereo, saranno di molte decine di miliardi in più». La Royal Canadian Air Force prevedeva di avere uno squadrone operativo nel 2029 e tutti gli aerei consegnati entro il 2034. I primi sedici F-35A canadesi, già pagati, arriveranno entro il 2026. Anche in Canada il sostituito ideale dell’F-35, potrebbe essere il Typhoon o il Rafale, come del resto in Germania, dove i Typhoon vengono già costruiti e sono da tempo in dotazione alla Luftwaffe.

Germania, dubbi sugli F35

La possibile rinuncia all’acquisto di 35 F-35A da parte di Berlino, esalta la Dassault francese col suo manager che parla apertamente di «una svolta epocale con l’annullamento dell’ordine degli F-35 da parte del futuro cancelliere Friedrich Merz». A Berlino i dissidi con l’Amministrazione Trump hanno portato a galla in termini polemici, ciò che ben si sapeva sulla sudditanza tecnologica nei confronti degli Stati Uniti determinata dall’acquisto degli F-35. Il 20 marzo il settimanale tedesco Stern, citando documenti riservati, ha reso noto che gli USA si sono garantiti la possibilità di interrompere la consegna dei velivoli «in qualsiasi momento se nell’interesse nazionale Usa».

Troppa dipendenza Usa

Lo stesso giorno la Suddeutsche Zeitung ha riferito che il governo tedesco dimissionario stava preparando un incontro di esperti per verificare la sicurezza dei sistemi d’arma americani in dotazione alla Bundeswehr, compresa l’affidabilità degli F-35 che cominceranno a venire consegnati alla Germania solo dal 2027.Il governo tedesco ha smentito ma il prossimo cancelliere Merz ha detto che intende investire nel riarmo e che i futuri contratti di difesa dovrebbero, se possibile, andare principalmente ai produttori europei. All’inizio di marzo, il capo della divisione militare dell’europeo Airbus, ha messo in guardia il futuro governo dal fare ordini ai produttori americani e ha espresso la speranza che Berlino ordini altri Typhoon prodotti dal Consorzio Eurofighter di cui fanno parte Airbus, la britannica Bae Systems e l’italiana Leonardo.

Italia e il capio americano

Giuseppe Cossiga, presidente di AIAD, l’Associazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Problema tempi di fornitura. «L’industria europea è dimensionata su cicli produttivi ordinari e non può raddoppiare o triplicare la produzione. Se domani serve una batteria antiaerea, la chiediamo agli Usa perché l’industria europea ha già venduto tutto ed è impegnata per anni». Triplicare la produzione in tempi rapidi. Corsa al riarmo nobilitata? Forse, ma anche altre complessità. «Quando si parla di ‘comprare europeo’, si deve rendere davvero possibile questa scelta».

«Quando Trump chiede di passare dal 2 al 5% del PIL in spesa militare, è perché sa perfettamente che quel 5 significa una cosa: comprare americano», ha aggiunto Cossiga. «La presidente von der Leyen parla di 800 miliardi per la Difesa. Di questi, 150 potrebbero arrivare se i governi accettano di indebitarsi. Ma gli altri 650 li devono trovare gli Stati. Siamo ancora nella fase delle buone intenzioni i soldi non ci sono, i contratti non si vedono, e siamo in ritardo».

 

03/04/2025

Remocontro

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