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Carburante aerei, tra poco in aria solo i caccia bombardieri?

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Attualità

23/04/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

«Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma da giugno non abbiamo certezze», avverte Ryanair dando l’allarme per tutte le compagnie aeree. Il punto sulla crisi del cherosene provocato dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre oggi stesso Lufthansa ha annunciato il taglio di 20mila voli e le incertezze per i passeggeri si fanno sempre più evidenti. E questa estate molte vacanze a rischio

Fino a maggio si vola, dopo non si sa

O’Leary rassicura i Paesi europei: «Non ci saranno rischi sicuramente a maggio e probabilmente a giugno perché si riforniscono di carburante da Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, anche se non si può dire». «Unica possibile area a rischio mancanza di carburante –dice-, è “la Gran Bretagna che prende il combustibile dal Kuwait». L’Unione europea prova a rassicurare: «Mercato carburanti aerei tirato, ma non sono previste cancellazioni voli». Forse. «Il 70% del cherosene è prodotto in Europa e il 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo Persico». Ieri l’annuncio di un Osservatorio sui carburanti. Comunque sempre a danno dell’utente: «In ogni caso non potranno essere rimborsati voli cancellati per carenza carburante». Affermazioni su cui litigare da subito.

I dati di fatto e le furberie

Ottimismo di maniera, e la meni avanti sulle probabili cause per danni. «Non sono previste grandi cancellazioni voli nelle prossime settimane», la nuova versione, con la rivelazione chiave a seguire. «Le linee o i voli annullati stati cancellati a causa degli alti prezzi del carburante». Risparmi a danni dei passeggeri, riconosce lo stesso commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, che prova a giustificare le compagnie aeree. «Dall’inizio della crisi in Medio Oriente, i prezzi del carburante per aerei sono più che raddoppiati, e questo ha spinto molte compagnie a ridurre, o addirittura a tagliare, alcune linee, che non avevano alcun senso dal punto di vista finanziario. Le linee che erano sul punto di diventare redditizie non lo sono più, quindi la cancellazione di linee o voli non ha nulla a che vedere con la presunta mancanza di carburante per aerei».

L’Europa in volo o a terra?

L’Ue delle promesse. «Sui carburanti per gli aerei, come sapete sono parte di un mercato globale che coinvolge produzione, importazioni e scorte. L’Europa ha anche una capacità di raffinazione interna rilevante: il 70% del cherosene è prodotto in Europa e il restante 30% è importato, di cui solo la metà viene dal Golfo Persico». E allora? «Ora i mercati dei carburanti per aeronautica sono più tirati del normale (ma và!). Stiamo monitorando la situazione molto da vicino assieme ai paesi membri per ogni parte industriale, ma lasciatemi rilevare che l’Europa mantiene scorte di emergenza e che queste scorte possono essere e saranno rilasciate solo se necessario. A questo stadio il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di penurie», prosegue Tzitzikostas. E i voli cancellati perché non più convenienti per il concessionario del volo?

Va tutto bene, «ma comunque»

  • «Tuttavia dobbiamo essere preparati. Domani delineeremo i nostri piani per mettere a riparo l’Europa dall’impatto della crisi sui fossili, e qui il coordinamento è cruciale. Domani annunceremo la creazione di un nuovo osservatorio sui carburanti che monitorerà le forniture di carburanti e, ovviamente, cominceremo con i carburanti per l’aeronautica». Domani di ieri, sperando sia davvero oggi.

‘Accelerare su transizione green’

Tornano i buoni proposti cancellati dalle pessime convenienze del recente passato (sempre Trump fossile e petrolifero). «Dobbiamo accelerare l’attuazione del piano di investimenti per i trasporti sostenibili, perché è evidente che dobbiamo accelerare la nostra transizione: non si tratta solo di proteggere l’ambiente, ma la nostra autonomia strategica dipende da questo». Scusi Commissario, lei e la Commissione, dove eravate prima della follia di Trump-Netanyahu in Iran? E il neo virtuoso Tzitzikostas, ricorda di aver scritto alle capitali a inizio mese per esortarle a «incrementare rapidamente la produzione di carburanti sostenibili per l’aviazione e il trasporto marittimo in Europa, accelerando anche l’elettrificazione del trasporto su strada». L’invocazione di un futuro lontano col valore di una invocazione. Per la Commissione Europea –l’acqua calda brucia-, «la disponibilità di carburante per gli aerei è una priorità». Lo ha detto la portavoce dell’esecutivo Ue Eva Hrncirova, a Bruxelles. «In questo momento non ci sono carenze di carburanti nell’U”, ma la situazione non è ideale». Applauso.

No ai rimborsi per carenza di ‘jet fuel’

La carenza di carburante è ‘una circostanza straordinaria’ e, per questo, non da ‘necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. Diversamente, se un volo viene annullato a causa dell’eccesivo costo di jet fuel, il diritto al risarcimento sussiste, non essendo quest’ultima una circostanza straordinaria. Così Tzitzikostas al termine della ‘videocall’ dei ministri dei 27. Il commissario ha anche aggiunto un dato: «In questa fase il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri di jet fuel». Vedremo presto chi la vince tra mancati passeggeri e compagnie aeree, con Remocontro che teme di conoscere già adesso la risposta che verrà.

L’esibizione delle ovvietà

La portavoce Ceca ha difesa il ruolo della Commissione. «Prepararsi per diversi scenari. Anche se “abbiamo una capacità significativa di raffinazione del petrolio (ma non sufficiente a coprire l’intero fabbisogno, ndr). Tutto dipende da come si svilupperà la situazione nel Medio Oriente». Altra affermazione da applausi. Hrncirova ha poi ricordato le regole Ue sulla tutela dei passeggeri aerei. Il problema delle possibili carenze di carburante per gli aerei in vista delle vacanze estive riguarda molte persone: l’incertezza al riguardo sta già avendo effetti tangibili sulle prenotazioni in vista dell’estate (la compagna scandinava Sas ha annunciato la cancellazione di un migliaio di voli a causa del caro carburante). Ancora rassicurazioni ottimistiche?

  • Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Fatih Birol ha detto due settimane fa, in una intervista all’Ap, che l’Europa dispone di carburante per gli aerei «solo per sei settimane e ha definito la situazione globale davvero critica».

Basta favole

  • Dopo gli aerei, a rischio navi e traghetti, avverte il ministro cipriota dei trasporti, Alexis Vafeades, al Consiglio Ue a Bruxelles. «L’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema a breve termine di approvvigionamento di carburante e un problema di domanda sul medio e lungo termine”, ha aggiunto il ministro», che rappresenta la presidenza Ue. Ma allora, chi ha ragione? Chi minimizza e rassicura o chi lancia l’allarme e sottolinea i rischi? Il presidente dell’Associazione spagnola delle compagnie aeree, Javier Gandara, ha affermato che «in Spagna la fornitura di cherosene per gli aerei è garantita». Ma il trasporto aereo è una ragnatela planetaria interconnessa, e nessun marcato può ritenersi immune. Anche una difficile estate, sperando non accada a di peggio.
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