15/09/2026
da il Fatto Quotidiano
Rispetto a ieri, un pieno di gasolio costa un euro in più e per la benzina l'aumento è di 70 centesimi. La chiusura dell'oleodotto in Arabia Saudita e la guerra USA Iran fanno schizzare i prezzo del petrolio. Tabarelli: "La situazione peggiorerà"
Nelle ultime due settimane il pieno di benzina è rincarato di 5 euro. Secondo i dati pubblicati martedì dal Mimit, il prezzo medio del gasolio in autostrada supera i 2,3 euro al litro mentre la benzina ha toccato i 2,120 euro al litro in città e 2,212 euro in autostrada. Il governo è ancora al lavoro su eventuali nuove misure contro il caro-carburanti in vista del Consiglio dei ministri previsto per mercoledì. Giorgia Meloni venerdì scorso aveva annunciato un provvedimento mirato ai consumatori che ne hanno più bisogno, ma la situazione internazionale e i disaccordi interni alla maggioranza complicano ulteriormente le cose. Così, per prendere tempo, il taglio delle accise sul gasolio, in scadenza giovedì 17 settembre, sarà prolungato ancora di una settimana. La proroga permetterà di temporeggiare in attesa del 22 settembre, quando i dati Istat sui conti pubblici consentiranno di capire se il rapporto deficit/Pil 2025 è sceso sotto il 3%, aprendo all’Italia la strada per l’uscita dalla procedura di infrazione Ue.
Intanto per gli automobilisti il costo di un pieno vola: in un solo giorno per 50 litri di gasolio si è registrato un aumento di 1 euro. “Rispetto al rinnovo degli sconti, quindi, se non ora, quando?”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. ” Caricare qualche spicciolo in più nella Carta dedicata a te va sempre bene, ma certo non risolve il problema. Men che meno scaricare sulle imprese lo sconto sui pendolari, esperimento già fallito per tre volte”, aggiunge rispetto alle indiscrezioni sulle possibili nuove misure in arrivo. “Le poche imprese che lo avevano adottato hanno utilizzato i 200 euro del Bonus carburanti per i lavoratori al posto di un corrispondente aumento in busta paga, dato che erano deducibili fiscalmente. Insomma, il lavoratore invece di prendere i 200 euro per farci quello che voleva li doveva spendere per forza in carburanti. Quanto alla bufala che con il caro carburanti i consumatori impareranno a non usare la macchina, evidentemente chi lo dice non sa nemmeno che la domanda di carburanti è anelastica, soprattutto nel breve periodo”.
Dietro i rincari ci sono le tensioni geopolitiche che fanno volare le quotazioni del petrolio, arrivato a 107,48 dollari al barile. Il greggio Brent del Mare del Nord, con consegna a novembre, è aumentato di oltre l’1,7%, un rialzo che si aggiunge all’incremento del prezzo del 76% dall’inizio del conflitto. L’escalation degli attacchi dei ribelli yemeniti nello Stretto di Bab al-Mandeb ha compromesso la rotta del Mar Rosso — principale alternativa al transito attraverso lo Stretto di Hormuz grazie all’oleodotto Est-Ovest — contribuendo a far crollare la produzione di petrolio dell’Arabia Saudita di 2,3 milioni di barili al giorno su base mensile. “La situazione peggiorerà. Possiamo continuare a raccontarci la storiella secondo cui tutto finirà in poco tempo, come hanno fatto credere i mercati negli ultimi sette mesi, ma la realtà è che manca il petrolio” afferma Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia, in un’intervista al Quotidiano Nazionale. Lo stop dell’oleodotto in Arabia Saudita, infatti, che contribuiva per un terzo all’assenza complessiva di carburante, complica una situazione già emergenziale.
Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, Eni ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel, IP presenta un rialzo di un centesimo su benzina e gasolio, mentre per Q8 +4 cent. Le pompe bianche presentano dei prezzi leggermente inferiori, con 2,112 per la benzina self service delle compagnie contro i 2,095 e per il diesel non servito la differenza è di 2,224 contro i 2,197 dei distributori senza logo.

