06/11/2026
da La Notizia
Oltre 37mila sfratti in Italia nel 2025 e affitti sempre più insostenibili. CGIL e UIL denunciano l'emergenza abitativa e annunciano la mobilitazione dell'11 novembre
Il caro affitti è un fenomeno europeo che sta avendo forti ripercussioni anche in Italia. Proprio per questo, oggi la Cgil ha rilanciato l’appello del Social Forum dell’Abitare e ha annunciato che il prossimo 11 novembre parteciperà alla giornata di mobilitazione internazionale promossa in solidarietà con le grandi manifestazioni e con lo sciopero generale per il diritto alla casa in Spagna.
Stando a quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Stefania Filetti, in quell’occasione si terranno presidi, cortei e iniziative in tutta Italia per chiedere politiche pubbliche capaci di garantire il diritto all’abitare e contrastare la crescente esclusione sociale.
“Il diritto a un alloggio dignitoso continua a non essere esigibile per tutte e tutti, e la casa è anche nel nostro Paese uno dei principali terreni di disuguaglianza sociale. Di fronte a un’emergenza abitativa sempre più grande, aggravata dall’aumento dei canoni, dalla speculazione immobiliare e dal carovita, aderiamo alla mobilitazione di mercoledì prossimo”, ha spiegato Filetti.
Caro affitti, è emergenza in Italia: oltre 37mila sfratti in un anno
Mobilitazione che, sottolinea la dirigente sindacale, “assume un significato sempre più urgente alla luce dell’orientamento ormai consolidato delle politiche economiche nazionali: nessun rifinanziamento del Fondo Affitti e del Fondo per la Morosità Incolpevole, assenza di misure efficaci per regolare le locazioni brevi e turistiche, un continuo sostegno alle rendite senza alcuna protezione per gli inquilini”.
“Per la Cgil serve una vera strategia pubblica nazionale: investimenti nell’edilizia residenziale pubblica e sociale; recupero e riqualificazione delle case popolari sfitte; stop alla vendita del patrimonio Erp; norme chiare per contenere la speculazione immobiliare; rifinanziamento strutturale degli strumenti di sostegno all’affitto. La casa è un bene comune e un diritto fondamentale. Per questo è necessario riconoscere l’abitare come una garanzia sociale universale, tutelata attraverso interventi strutturali, risorse adeguate e una forte regia pubblica”, conclude la segretaria confederale della Cgil.
Sulla stessa lunghezza d’onda si colloca la Uil, secondo cui l’emergenza abitativa in Italia è ormai “strutturale” e “allarmante”. Come si legge nel comunicato del sindacato, gli ultimi dati pubblicati dal ministero dell’Interno sugli sfratti emessi, sulle richieste di esecuzione e sugli sfratti effettivamente eseguiti nel 2025 “sono piuttosto chiari”. Nonostante una parziale flessione rispetto al 2024, i numeri restituiscono il quadro di un “disagio abitativo grave e diffuso”.
Sindacati di Cgil e Uil pronti alla mobilitazione
Lo scorso anno, spiega la nota del sindacato, i provvedimenti di sfratto emessi sono stati 37.122; le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari sono state 61.856; gli sfratti eseguiti con l’intervento della forza pubblica sono stati 18.292. La morosità resta la principale causa delle procedure, rappresentando il 71,8% del totale, con 26.632 provvedimenti. “È la prova di come le famiglie non paghino perché schiacciate dal carovita e dalla sproporzione tra canoni e redditi reali. Rimangono alti anche gli sfratti per finita locazione (8.415 casi), alimentati dalla tendenza dei proprietari a disinvestire dall’affitto residenziale di lungo periodo a favore della maggiore rendita della locazione breve”, aggiunge la Uil.
Sempre secondo i dati del ministero dell’Interno, le regioni con il maggior numero di sfratti sono la Lombardia, con 6.128 provvedimenti, il Lazio, con 5.693, e la Campania, con 3.649. Tra le regioni con il maggior numero di richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari, la Lombardia è di nuovo in cima alla classifica con 9.968 richieste, seguita dall’Emilia-Romagna, con 8.656, e dal Piemonte, con 7.340. Gli sfratti eseguiti con l’intervento della forza pubblica, invece, sono stati 3.085 in Lombardia, 2.103 in Piemonte e 1.952 nel Lazio.
Gli altri dati del fenomeno
A livello provinciale, il maggior numero di provvedimenti di sfratto è stato emesso a Roma (4.793). Seguono Napoli (2.376) e Torino (2.086). Le richieste di esecuzione presentate agli ufficiali giudiziari sono state più numerose sempre a Roma (3.371), Torino (3.171) e Napoli (3.106). Infine, anche il maggior numero di sfratti eseguiti con l’intervento della forza pubblica è stato registrato a Roma (1.516), Torino (1.330) e Napoli (1.111).
“Nonostante il calo generalizzato, è evidente che l’emergenza si sta spostando dai grandi centri urbani, ormai saturi e inaccessibili, verso i comuni della prima cintura e le medie e piccole province, dove l’incidenza degli sfratti registra paradossalmente una crescita, seppur localizzata. In un contesto simile, le risposte meramente repressive o di accelerazione dei rilasci non sono affatto utili”, ha commentato il segretario confederale della Uil, Ivana Veronese.
“Occorre un nuovo piano casa nazionale a forte impatto pubblico e che il Governo reintroduca, nella legge di bilancio, i fondi per il contributo affitto e per la morosità incolpevole, che sono stati azzerati nelle ultime finanziarie, lasciando i Comuni privi di strumenti di mediazione per bloccare i rilasci. Contestualmente chiediamo, poi, ai sindaci lo stanziamento di fondi straordinari comunali per il diritto all’abitare e il censimento degli immobili pubblici sfitti da riassegnare. Contro l’emergenza abitativa serve un approccio strutturale e un’assunzione di responsabilità sia a livello nazionale sia locale. La casa è un diritto e come tale va tutelato”, conclude Veronese.

