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Caro carburante, in quattro aeroporti distribuzione contingentata. Ryanair: “Forniture garantite solo fino a maggio”

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Economia

04/04/2026

da Il Fatto Quotidiano

Redazione

A Bologna, Linate, Treviso e Venezia priorità a voli ambulanza di Stato e tratte superiori a tre ore. La compagnia low cost: "Non escludiamo rischi se Hormuz rimane chiuso"

Sono scattate agli aeroporti di BolognaMilano LinateTreviso e Venezia le prime limitazioni di carburante per i voli. Air Bp Italia, uno dei principali fornitori, ha infatti emesso un “Notam”, un bollettino aereonautico rivolto alle compagnie aeree, per informarle che per i prossimi giorni, fino al 9 aprile, nei quattro scali ci saranno delle limitazioni per il carburante. La priorità nel rifornimento, ha spiegato la società che fa parte del colosso britannico Bp, sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a tre ore. Per tutti gli altri ci sarà una distribuzione contingentata con limite, per aeromobile, di 2mila litri a Bologna e Venezia e 2.500 a Treviso. Dai dettagli del Notam, emerge che la situazione più delicata riguarda l’aeroporto di Venezia, unico scalo per il quale si fa una raccomandazione esplicita ai piloti di fare carburante prima di arrivare. Per quanto riguarda l’aeroporto di Milano Linate ci sono restrizioni, ma nessun tetto quantitativo è stato esplicitato.

“Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà/fine maggio“, comunica Ryanair, una delle più note compagnie aeree low cost. “Se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l’approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”, si legge in una nota dell’azienda, che invita ad anticipare l’acquisto dei biglietti prima dell’aumento dei prezzi. Parlando a Sky News, l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary specifica meglio il concetto: “Se la guerra continua, riteniamo ci sia un rischio ragionevole che una piccola percentuale, forse il 10%, il 20% o il 25% delle nostre forniture possa essere a rischio nel periodo compreso tra maggio e giugno”.

Anche Lufthansa, attraverso la sua responsabile Tecnologia e It Grazia Vittadini, fa sapere in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt come ci siano già difficoltà in alcuni scali in Asia: la compagnia di bandiera tedesca si è coperta tramite contratti derivati dai rialzi dei prezzi sull’80% delle proprie necessità per il 2026, ma, afferma Vittadini, “certamente la crescita ha un impatto anche su di noi”. Ma questo tipo di contratti, sottolinea il quotidiano economico Bloomberg, proteggono sì dalle oscillazioni dei prezzi dei carburanti, ma non dalla mancanza di disponibilità: gli accordi, infatti, non assicurano la consegna fisica del prodotto sottostante. Nell’ultimo rapporto pubblicato a novembre, l’Associazione internazionale del traffico aereo (Iata) sottolineava che l’Europa importa il 30% del suo fabbisogno di carburanti per aerei, e questo la rende vulnerabile a “colli di bottiglia” nell’offerta come quello attuale. Già molto prima della guerra in Iran, quindi, l’Associazione sottolineave come nel Vecchio continente la capacità di raffinazione fosse in calo e alcune zone carenti di infrastrutture potessero andare incontro a vulnerabilità, incoraggiando a sostituire le raffinerie chiuse in passato.

Per quanto riguarda i distributori di benzina, nonostante il decreto con il taglio sulle accisecontinua a crescere il prezzo alla pompa: la benzina in modalità self viene venduta in media sulla rete stradale nazionale a 1,777 euro al litro (1,763 la media di ieri) mentre il gasolio viene venduto in media a 2,130 euro al litro (2.096 la media di ieri. I dati arrivano dal Mimit che sottolinea come siano stati rafforzati in controlli lungo tutta la filiera. In autostrada il prezzo medio self è di 1,811 euro al litro per la benzina e 2,145 euro al litro per il gasolio. Il ministero aggiunge che sono stati effettuati controlli su 1.900 impianti e ci sono state denunce per 104 soggetti.

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