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Chi diffonde teorie cospiratorie sui vaccini dovrebbe essere chiamato a risponderne

Chi diffonde teorie cospiratorie sui vaccini dovrebbe essere chiamato a risponderne

Sanità

30/08/2026

da Valigia blu

Andrea Casadio*

L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato che Anna Rosa, la bimba deceduta all’ospedale dei Bambini di Palermo, è morta a causa della difterite. «Le indagini sui campioni hanno dato esito positivo per il Corynebacterium diphteriae ed hanno rilevato il gene della tossina responsabile della difterite respiratoria», recita il comunicato dell’Iss.

Manuela Maggio ed Emanuele Bartolotta, mamma e papà di Anna Rosa, che non avevano vaccinato lei e gli altri tre fratellini perché erano convinti che il vaccino avesse causato l’autismo di un cuginetto, sono stati indagati per omicidio colposo. A loro volta, i due hanno denunciato i tre ospedali che hanno avuto in cura loro figlia. «Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite, la causa della morte di mia figlia ancora non si conosce perché ancora nulla è confermato», aveva scritto la mamma sui social.

Ma adesso non ci sono più dubbi: Anna Rosa è morta a causa della difterite perché non era vaccinata. Ma non è colpa dei genitori – due povere persone che abitavano allo Zen, uno dei quartieri più difficili di Palermo. Sono vittime loro come è una vittima la loro piccola bimba. Vittime di una cultura che sparge a tutto spiano teorie della cospirazione e disinformazione (i vaccini fanno male e provocano l’autismo!) che influenzano soprattutto chi non ha ricevuto un’educazione sufficiente. Ma non solo loro.

Troppo tardi

Quante dicerie ci è toccato ascoltare! La bambina è morta di difterite perché è stata curata male e non perché non era vaccinata. I medici hanno sbagliato la diagnosi e sono intervenuti in ritardo: bastava somministrarle degli antibiotici per salvarla. Nemmeno per sogno.

Nessuna diagnosi precoce, nessun antibiotico, nessun ricovero in terapia intensiva avrebbe potuto salvare Anna Rosa. La difterite non uccide con il batterio. Uccide con la tossina che il batterio, che si annida in gola, inizia a produrre da subito e che da lì attraverso il sangue si diffonde in tutti organi. La tossina entra dentro le cellule e le uccide. Agire dopo è sempre troppo tardi. Solo il vaccino l’avrebbe salvata.

All’inizio la difterite è identica a una banale faringite: Anna Rosa aveva un po’ di febbre e le tonsille arrossate. Solo dopo qualche giorno compaiono le pseudomembrane, zone di necrosi grigiastre che avvolgono le tonsille e impediscono la respirazione, sintomo tipico della difterite. Avresti potuto curare la tonsillite fin dal principio con gli antibiotici, magari con l’eritromicina, ma non sarebbe servito a nulla perché l’antibiotico uccide il batterio e intanto la tossina è già in circolo a fare i suoi danni.

Avresti potuto usare il siero contro la difterite, ma sapete come viene prodotto? Si inietta la tossina della difterite in un cavallo, quello inizia a produrre anticorpi contro la tossina, si preleva un po’ del suo sangue, si concentra, e poi quel siero anti-tossina viene inoculato nel paziente con la difterite in modo da inattivarla. Semplice no?

Semplice un fico secco, perché quel siero è costituito da anticorpi – cioè proteine – del cavallo, e se iniettato in uno di noi può scatenare la risposta del nostro sistema immunitario che riconosce quelle proteine come estranee, provocando una pericolosissima reazione anafilattica. Il vaccino, invece, che stimola il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi contro la tossina difterica inattivandola, è sicuro ed efficace.

Credere ai complotti

Spiegare tutte queste cose è difficile e richiede tempo. Molto più facile credere alle teorie cospiratorie. I vaccini provocano l’autismo, il riscaldamento globale non esiste: c’è gente che ci crede, e più gli mostri fatti che lo smentiscono più loro ci credono.

Nel 1997, lo psicologo tedesco Ronhald Imhoff, nel suo articolo intitolato “Troppo speciali per essere ingannati”, ha dimostrato che quel che spinge le persone a credere nelle teorie cospiratorie è il loro bisogno di sentirsi importanti e unici, come se sapessero qualcosa che solo loro conoscono.

E nel 2022, il professor David Rapp, americano, ha studiato cosa accade quando un mezzo d’informazione o un giornalista concede uno spazio uguale a un esperto e a un bugiardo. Non importa se uno dei due ha tutte le prove a sostegno di quello che dice e l’altro non ne ha nessuna, nel momento in cui qualcuno mette un esperto e un bugiardo sullo stesso piano il tuo cervello diventa incapace di distinguerli. Rapp lo ha chiamato «giornalismo dal falso equilibrio».

Sarà per questo che nelle trasmissioni della BBC o al New York Times è vietato dare parola a chi sostiene che i vaccini fanno male. Ma noi in Italia siamo più furbi.

*Articolo originale su Domani pubblicato per gentile concessione del direttore Emiliano Fittipaldi

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