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Coloni senza freni: uccisi due palestinesi ad Al Mughayyir

Coloni senza freni: uccisi due palestinesi ad Al Mughayyir

Politica estera

22/04/2026

da Il Manifesto

Michele Giorgio

Macchia di colonia Colpiti un quattordicenne e un giovane. Denunce di complicità ai soldati. Wbpc: abusi sessuali come strumento per le espulsioni

Aws Al Naasan aveva sette anni quando rimase orfano. Il padre Hamdi, nel 2019, venne ucciso da colpi d’arma da fuoco sparati da soldati. «Come Hamdi, anche Aws ora è un martire nella gloria di Dio», dicevano ieri ai giornalisti alcuni dei partecipanti ai funerali del ragazzo quattordicenne e di un giovane, Jihad Abu Naim, 32 anni. Entrambi sono stati colpiti alla testa da proiettili di armi automatiche. Testimoni puntano il dito contro gruppi di mitnachalim, gli «eredi della terra», come in Israele vengono chiamati i coloni israeliani. Dopo aver tentato l’ennesima irruzione ad Al Mughayyir (Ramallah), di fronte alla reazione del villaggio, i coloni hanno fatto fuoco contro un gruppo di abitanti nei pressi della scuola, uccidendo Aws e Jihad. Qualche ora prima, Muhammad al Jaabari, 16 anni, era stato investito e ucciso da un’auto di coloni mentre andava in bicicletta nei pressi di Hebron. Un incidente, ha detto qualcuno, ma dall’auto nessuno è sceso a prestare soccorso al ragazzo. Il bilancio delle ultime ore è stato aggravato dalla morte, dopo due anni trascorsi in un letto d’ospedale, di Rajaa Bitawi, 49 anni, ferita gravemente nel 2024 a Jenin da colpi esplosi da militari israeliani.

Aboud, un testimone dell’accaduto, ha riferito a un giornale locale che i coloni sono arrivati ad Al Mughayyir dall’avamposto coloniale di Or Nachman. «Alcune persone hanno dato l’allarme e urlato agli israeliani di allontanarsi, di lasciare il villaggio, ma i coloni hanno puntato le armi contro di loro e fatto fuoco», ha detto, aggiungendo che erano presenti anche soldati. Secondo l’associazione per i diritti umani Al-Baydar, alcuni coloni indossavano uniformi dell’esercito e il raid ad Al Mughayyir era finalizzato a impedire ai contadini palestinesi di raggiungere i campi coltivati di Wadi Ammar, un’area di cui i mitnachalim intenderebbero prendere il controllo. Con la morte di Aws Al Naasan e Jihad Abu Naim, è salito ad almeno 10 il numero dei palestinesi uccisi da coloni israeliani da quando, il 28 febbraio, Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. All’ombra della guerra nella regione, i cosiddetti «giovani delle colline» hanno intensificato le incursioni in villaggi e piccole comunità isolate di beduini nella fascia orientale della Cisgiordania, tra Nablus, Ramallah, le alture a sud di Hebron e nella Valle del Giordano. L’intento è cacciare via i palestinesi per favorire la costruzione di altre colonie. Danno fuoco alle auto, alle stalle e, sempre più spesso, anche alle case. E tengono sempre il dito sul grilletto, pronti a sparare.

Al Mughayyir è tra i villaggi più presi di mira. La resilienza della sua popolazione non poche volte è stata punita con giorni di coprifuoco. Tre giorni fa i coloni avevano fatto irruzione in un ovile ai margini del villaggio e rubato 70 pecore. Gli abitanti, accortisi del furto, hanno cercato di inseguirli, ma sono stati fermati da spari partiti da Or Nachman. Testimoni raccontano che, poche ore dopo, forze militari e di polizia hanno fatto irruzione ad Al Mughayyir per scortare Amishav Malt, fondatore e capo di Or Nachman. Malt è entrato in un ovile per prendere altre pecore, sostenendo che erano le sue. Accusare i palestinesi di furto di pecore è la tattica utilizzata dai coloni per giustificare le loro azioni, e soldati e polizia li aiutano a «recuperarle». In serata ha provato a entrare nel villaggio con le stesse intenzioni anche Neria Ben Pazi, fondatore dell’avamposto di Wadi al-Siq e noto per le sue violenze. Ben Pazi è stato soggetto, durante l’Amministrazione Biden, a sanzioni statunitensi poi revocate da Trump. Nel suo ultimo rapporto, la Commissione per la resistenza al Muro e agli Insediamenti ha scritto che i coloni hanno compiuto, a marzo, 497 raid contro palestinesi e le loro proprietà. Dall’ottobre 2023, gli attacchi dell’esercito e dei coloni in Cisgiordania hanno ucciso almeno 1.149 palestinesi e ferito 11.750 persone. Altri 22.000 sono stati arrestati.

Un altro rapporto, del West Bank Protection Consortium (Wbpc), guidato dal Consiglio Norvegese per i Rifugiati, rivela che i coloni israeliani sono sempre più spesso responsabili di molestie e abusi sessuali contro i palestinesi nell’Area C della Cisgiordania, per spingerli ad abbandonare terre e case. L’inchiesta, condotta lo scorso anno e realizzata grazie a decine di interviste, documenta almeno 16 casi di violenza sessuale attribuiti a coloni e anche a soldati israeliani. Oltre il 70% delle famiglie sfollate intervistate ha indicato nelle minacce di abusi sessuali il fattore determinante nella decisione di fuggire. Adulti e ragazzi hanno denunciato di essere stati spogliati con la forza, umiliati sessualmente e sottoposti a trattamenti degradanti. «Il nostro rapporto documenta come gli autori di questi crimini prendano di mira donne, uomini e bambini in modi che danneggiano le famiglie e privano le comunità della capacità di sopravvivere. L’abuso sessuale non è un episodio isolato: è un fattore chiave che spinge le persone a fuggire dalle proprie case. Le donne riportano tassi elevati di grave disagio psicologico, insieme a paura persistente e instabilità dopo il reinsediamento», denuncia Allegra Pacheco, responsabile del Wbpc.

A Gaza, intanto, aumentano i raid compiuti nelle aree vicine alla linea gialla di demarcazione da milizie collaborazioniste palestinesi, armate e sostenute dall’esercito israeliano che occupa il 53% della Striscia. Testimoni hanno riferito di jeep con a bordo uomini di Husam al Astal (altri parlano di Ghassan al Dahini, il successore di Yasser Abu Shabab ucciso nei mesi scorsi) che lunedì, dopo aver compiuto scorribande tra Khan Yunis, Bani Suheila e Mawasi, si sono scontrati con le forze di Hamas. Nelle sparatorie è stata uccisa Rasha Abu Jazar, 36 anni, incinta, che preparando da mangiare in una tenda. Secondo un’altra versione è stata colpita da un drone intervenuto per coprire la ritirata ai miliziani. Altri due palestinesi sono stati uccisi da spari israeliani in altre località di Gaza.

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