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Per combattere il nemico meno libertà d’espressione e democrazia?

Per combattere il nemico meno libertà d’espressione e democrazia?

Politica estera 

10/09/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Prove generali per demolire la democrazia in Europa? Un dubbio che coglie molti di noi, forse troppo semplici, a poco ‘geopolitici’. Colpa di Putin, forse. O forse di chi ha bisogno di un nemico per far rendere  l’industria degli armamenti. Volenterosi e un po’ di Unione europea hanno deciso che la Russia è il nemico chiave per l’Europa ‘libera’. Certo, Putin non è un democratico. Ma attorno nel mondo, Trump per primo, di campioni di democrazia ne scorgiamo pochi. E tutto questo prima della bomba politica esplosa nell’ex Germania Orientale. Serve ragionare senza preconcetti.

Verità di parte recitate in tedesco

Il tedesco del cancelliere Merz, fin che resiste al dopo Sassonia-AfD, e quello della presidente UE Von der Leyen. I Volonterosi a trazione tedesca hanno deciso che c’è la Russia è dietro il drone all’aeroporto di Lipsia, scalo strategico per l’esercito tedesco ma soprattutto per l’Ucraina che ha qui i suoi aerei da trasporto pesante An-124. Questa non è notizia molto diffusa. Per il ministro dell’Interno Dobrindt, «I mezzi d’azione osservati si inseriscono nello schema delle operazioni ibride russe in Europa». Assomigliano e quindi sono? Tre droni passati senza che nessuno li vedesse, e qualche etto di esplosivo a creare la catastrofe? Pochi giorni dopo i fatti di Lipsia anche in Germania c’è chi ha suggerito l’ipotesi di una ‘operazione sotto falsa bandiera’ degli ucraini, presenti in casa, e i più interessati a esacerbare i rapporti tra Berlino e Mosca. Con Berlino che deve farsi perdonare dal mondo la beffa della distruzione dei gasdotti Nord Stream -processo ad alcuni sommozzatori ucraini-, che in molti cercarono di attribuire alla Russia. In quel caso Berlino non ha chiuso consolati né minacciato rappresaglie ma, al contrario, ha accresciuto il supporto a Kiev fino a far diventare la Germania il primo fornitore di armi e denaro all’Ucraina.

Riflessi politici oltre la prima linea tedesca

L’ipotesi estrema di utilizzare “minacce ibride russe” per condizionare o addirittura annullare elezioni il cui esito veda sconfitte le attuali forze di governo che in quasi tutte le nazioni europee (e soprattutto in Francia, Gran Bretagna e Germania) godono oggi di consensi sempre più scarsi. Ipotesi complottista?  A mettere il dito sulla vera piaga è stato il ministro degli Esteri e vicepremier italiano Antonio Tajani, già commissario Ue e presidente del Parlamento europeo. Insospettabile. Sino a ieri. E a sorpresa lui ci informa che «La Russia vuole destabilizzare l’Occidente, vuole destabilizzare l’Europa. Mosca cercherà di influenzare le elezioni all’interno dell’Unione europea per favorire le forze anti-europeiste». Manca l’ambasciatore col pennacchio a consegnare la dichiarazione di guerra. Se in aggiunta non seguiamo l’Alto Commissario Kaja Kallas a cercare una Russia divisa in repubbliche in guerra tra loro. E il fallimento del referendum in Islanda sull’adesione alla UE non insegna nulla. L’incapacità della politica di imparare dai propri errori, trattando i propri cittadini-elettori da incapaci di decidere a quali forze politiche dare fiducia sotto l’influenza nefasta dei media filo russi fuorilegge e banditi dall’Europa. Li avete visti? 

Fanatismo ideologico (o affaristico) per annullare elezioni

A proposito della «crescente minaccia russa sull’Europa», il 31 agosto il giornale on line americano Politico ha scritto, citando un alto funzionario di Bruxelles, che «i servizi di sicurezza europei non vedono alcun rischio di attacco contro i Paesi europei». Ma come, la politica lancia l’allarme e l’intelligence smentisce? «I servizi di intelligence europei non dispongono di informazioni riguardo a preparativi per un attacco contro i Paesi Nato», ha aggiunto il funzionario dell’Unione. Fra tutti, il segretario generale Nato Mark Rutte, il più smentito da sempre e su tutto, che vedeva le armate cosacche bloccate in Ucraina da 4 anni, calpestare il suolo dell’Europa «entro qualche anno». Non credibile da sempre e caricaturalmente servile alla corte di King Trump. Un corista e basta. Assieme al commissario europeo per la Difesa Andrius Kubilius e alla rappresentante esteri Kaja Kallas, che insistono su inesistenti dati di Intelligence sull’attacco russo ai Paesi dell’Ue entro tre-cinque anni? Mentono loro o le fonti di Politico? Oppure Politico è filo-russo e putiniano?

  • Il sospetto più credibile, è quiello di avere a che fare con i resti di una classe politica di risulta, cascame di altri valori e comportamenti da qualsiasi lato dell’arco politico. Adesso basta scemenze anche d’ognuno di noi, perché c’è già chi, furbetto senza nulla da perdere -dallo strabismo europeo a certe questioni di casa, se ne sta approfittando. E certa ‘grande politica’ (e giornalismo al seguito), sembra incapace di reagire con un po’ di logica e di onestà. Almeno sia ‘il Pentimento finale’.
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