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Contro gli sgherri federali anti migranti gli eserciti nazionali

Contro gli sgherri federali anti migranti gli eserciti nazionali

Politica estera

09/01/2026

da Remocontro

Ennio Remondino

Stati Uniti ma non troppo sotto il dispotismo ‘fascio trumpiano’. Forze di uno Stato schierate a difesa dello stesso contro forze federali. Con una decisione storica il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, ha annunciato che la Guardia Nazionale del suo Stato è stata allertata per arginare le azioni violente dell’ICE, l’ente federale antimigranti.

Guardia Nazionale del Minnesota

Dopo l’esecuzione, l’assassinio insensato dell’attivista di ‘Menneapolis Renee’, la povera Nicole Good a Minneapolis, nel Minnesota, il governatore Walz si è rivolto direttamente a Trump: «Non abbiamo bisogno di ulteriore aiuto da parte del governo federale. Donald Trump e Kristi Noem, avete fatto abbastanza. Ho emesso un ordine di preavviso per preparare la Guardia Nazionale del Minnesota: queste truppe sono le nostre truppe. Il Minnesota non permetterà che la nostra comunità venga usata come pedina in una lotta politica nazionale», scrive OLnews. Quasi una premessa di guerra civile.

‘Fuori da Minneapolis, non vi vogliamo qui’

Sgherri federali anti migranti e assassini. «Una donna di trentasette anni, madre di 3 figli, è stata uccisa per strada, a Minneapolis. Non in una rapina. Non in uno scontro tra bande. In un’operazione federale di ‘controllo dell’immigrazione’. Il suo nome è Renee Nicole Good. Cittadina statunitense. È morta colpita a sangue freddo da un agente dell’ICE il 7 gennaio 2026, durante un’operazione ordinata da Washington. I video circolati nelle ore successive e le testimonianze raccolte non lasciano spazio a dubbi».

Frattura politica

È in questo contesto che il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, rompe il linguaggio istituzionale e dice ciò che normalmente non si dice: «Fuori dai coglioni da questa città. Non vi vogliamo qui». Non è uno scivolone verbale. È una frattura politica, sottolinea Alfredo Facchini. «Perché Minneapolis non è una città qualsiasi. È la città dove George Floyd fu ucciso sotto il ginocchio di un agente. È la città che ha visto le strade trasformarsi in un laboratorio repressivo e poi in un campo di rivolta. È una città che conosce già il prezzo delle parole ‘sicurezza’ e ‘ordine’».

Sgherri federali anti migranti e assassini

«L’ICE – Immigration and Customs Enforcement – entrano nelle città come squadroni della morte legittimati da una retorica che confonde deliberatamente migrazione e minaccia. Non amministra: occupa, rapisce, terrorizza. Uccide. Le operazioni fanno parte della nuova offensiva federale voluta da Donald Trump, che ha rilanciato l’uso di forze speciali anti-immigrazione nelle grandi aree urbane, anche contro il parere delle autorità cittadine». Prima gli slogan ‘emergenza, invasione, ordine pubblico’, poi arrivano gli sgherri armati e i morti.

Sintesi OLnews guardando anche a casa nostra

«La frase del sindaco Frey segna una linea. Non salva una vita, ma nega la complicità. E ricorda una verità semplice: quando lo Stato uccide in nome della sicurezza, la sicurezza è già morta. Quando quell’individuo di Donald Trump tratta il diritto come intralcio oltre confine, autorizza implicitamente il piombo anche nelle strade americane». Ma non solo quelle. «Renee Nicole Good non è un incidente. È l’effetto di una disciplina politica. Occhio perché con questi chiari di luna, questa robaccia potrebbe arrivare un giorno anche a ‘casa nostra’».

  • Uno Stato che agisce da potenza d’occupazione fuori finisce per occupare anche le proprie città. Cambiano le giustificazioni, restano i morti. E la paura diventa politica ufficiale.

I fatti letti nel mondo

Dall’Economist britannico amico degli Usa: «Un video dell’incidente mostra diversi agenti mascherati avvicinarsi a Renee Nicole Good nel suo SUV marrone . Un agente le ha intimato di ‘scendere da quella fottuta macchina’. Lei ha fatto retromarcia e ha cercato di allontanarsi quando uno degli agenti, in piedi nell’angolo anteriore sinistro dell’auto, ha estratto una pistola e sembrava puntarla al parabrezza. Sono stati esplosi almeno due colpi. L’auto ha accelerato e poi si è schiantata contro i veicoli parcheggiati. Un passante che stava filmando l’interazione si è avvicinato al luogo dell’incidente. C’erano schizzi di sangue sulla neve e la signora Good era morta».

Ricetta esplosiva interna agli ‘States’

«Le ripercussioni dell’omicidio di Renee Nicole Good continuano a riverberare concentricamente da Minneapolis in maniera simile a quelle che seguirono la morte di George Floyd, assassinato da un agente di polizia nello stesso quartiere di quella città», avverte Luca Celada sul Manifesto. «In un paese in cui la forza letale di polizia provoca tuttora mille morti l’anno, si potrebbe ascrivere questa tragedia ad una perversa e militarizzata normalità dove disubbidire l’ordine di un agente si tramuta facilmente in sentenza di morte. Good è però vittima di una guerra dichiarata da Donald Trump contro il proprio Paese, contro gli immigrati, gli stati e le città che non accettano la sua politica e contro chi obbietta alla pulizia etnica della «grande deportazione».

Esecuzione a frantumare il Paese

l’omicidio della donna mentre cercava di allontanarsi, è un atto premeditato, se non dall’agente mascherato che ha premuto il grilletto, sicuramente dai suoi mandanti. «Un’esecuzione destinata a frantumare ancora di più il paese e sprofondarlo nella ‘strategia del caos’ che gli strateghi Maga vedono come strumentale a consolidare ulteriormente il potere». Mentre le immagini hanno provocato un’ondata di indignazione, le dichiarazioni ufficiali replicano con odio e falsità, una celebrazione macabra della punizione meritata e dell’«autodifesa.

Bullismo: «fai il furbo poi vedi»

declinazioni di quel bullismo Fafo («fuck around and find out») che la Casa bianca sbandiera a sostegno del sequestro di Nicolas Maduro: «Fai il furbo, poi vedi». La stessa strategia che ha impiegato la crociata anti immigrati come ariete di sfondamento dei diritti civili e della legalità. E per Trump, la povera Nicole Goodè stata uccisa dalla «sinistra radicale» che si ostina a non conformarsi. Sconcerta la negazione sistematica dell’evidenza filmata, riprova di quella ‘frattura epistemica’ (trasformando la mente e la visione del mondo), messa in campo sin dal primo mandato per erodere ogni realtà condivisa, imponendo le versioni ufficiali.

Servi peggio del capo

«Quelle ribadite a ripetizione dalla ministra Noem, che ha già emesso la sua sentenza preventiva: ‘Good era terrorista interna’. Velina per lo zoccolo duro. Intanto il JD Vance pensa all’incitamento, e rassicura i pretoriani: «Il vostro presidente e vicepresidente sono dalla vostra parte»: i radicali che assaltano e minacciano gli agenti assaggeranno la piena forza della legge. La criminalizzazione si allarga ufficialmente ai dissidenti, il diritto di protestare, osservare o documentare garantito dal primo emendamento abrogato d’ufficio, a colpi di 9 mm. Le dichiarazioni di emergenza che hanno creato l’emergenza, e da allora tengono in  ostaggio il paese».

Dal male al peggio

La condanna ferma e del sindaco e del governatore Tim Waltz (ex candidato vice di Kamala Harris, da tempo nel mirino Maga, che ora invoca il suo arresto per aver suggerito l’attivazione della Guardia nazionale per difendere lo stato dai rastrellamenti. E le autorità federali intralciano attivamente le indagini. Lo denuncia il ministro di giustizia del Minnesota, Keith Ellison, ex parlamentare primo musulmano eletto al Congresso. L’Fbi, diretto dal ex blogger di estrema destar Kash Patel, un ideologo di regime, ha escluso inquirenti locali dall’inchiesta.

  • Ice ha aggiunto in un anno 12.000 agenti reclutati fra facinorosi ed esclusi dalla polizia, indotti con stipendi d’oro (solo il bonus reclutamento è di 50mila dollari). I volti sono coperti ma i tatuaggi che spesso rimangono visibili raccontano di affinità con gruppi estremisti. La crescita verticale dei ranghi è coincisa dopotutto con gli indulti di Trump a facinorosi e miliziani.
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