19/08/2026
da il Fatto Quotidiano
Un nuovo terremoto politico-giudiziario scuote i vertici dello Stato ucraino, arrivando fin dentro l’Ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky. Gli uomini dell’Autorità nazionale (Nabu) e la Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) hanno perquisito gli uffici di Iryna Mudra, una dei vice capi dell’Ufficio. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni anche nei confronti dell’ex parlamentare Maksym Mykytas. Nell’inchiesta è coinvolto anche Vadym Stolar, membro dell’ex partito filorusso Opzzh, messo al bando in seguito all’invasione russa del 2022.
Questa mattina il presidente ucraino ha rimosso Mudra dall’incarico. Dal 2022 al 2024 viceministra della Giustizia, Mudra era stata nominata nell’Ufficio presidenziale il 29 marzo 2024 ed era rimasta al suo posto anche dopo il rimpasto che ha visto arrivare al vertice dell’ufficio il generale Kyrylo Budanov, dopo la rimozione di Andrij Yermak, coinvolto nell’inchiesta “Midas” e nello scandalo “Dynasty“.
Mudra gestiva la strategia legale internazionale dell’Ucraina, occupandosi dei meccanismi per la confisca dei beni russi congelati, dell’istituzione del Tribunale Speciale per i crimini di aggressione russi e della Commissione internazionale per il risarcimento dei danni di guerra. Prima di entrare in politica, ha lavorato per oltre vent’anni nel settore finanziario-giuridico, guidando tra le altre cose il dipartimento per le controversie internazionali di Oschadbank, la Cassa di Risparmio Statale ucraina.
L’operazione di Nabu e Sapo si è svolta nelle stesse ore in cui i parlamentari di Servitori del popolo, il partito di Zelensky, era riunito per discutere le nomine dei candidati a ricoprire i posti di due nuovi ministri, quello della Difesa e quello degli Esteri, nell’ambito dell’ultimo rimpasto di governo avviato dal presidente nelle scorse settimane. E arriva dopo che ieri l’ex titolare della Difesa Mykhailo Fedorov ha lanciato l’ultima sfida a Zelensky chiedendo le elezioni: “La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia” ed “è necessario trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico a tutti gli effetti anche in caso di guerra prolungata”, ha detto Fedorov nell’ennesima giornata di proteste di piazza contro il governo per la sua destituzione.

