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Dall’Europarlamento via libera alla direttiva anticorruzione Ora l’Italia dovrà reintrodurre il reato di abuso d’ufficio cancellato da Nordio

Dall’Europarlamento via libera alla direttiva anticorruzione Ora l’Italia dovrà reintrodurre il reato di abuso d’ufficio cancellato da Nordio

Politica italiana

26/03/2026

da La Notizia

Nicola Scuderi

Dall'Europarlamento un ceffone all'Italia. Via libera alla direttiva anticorruzione che sottolinea l'importanza dell'abuso d'ufficio

In fatto di giustizia, per il governo di Giorgia Meloni piove sul bagnato. Dopo il flop del referendum sulla separazione delle carriere, arriva anche la decisione del Parlamento europeo che, con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti, ha dato il via libera alla direttiva anticorruzione, che stabilisce a livello europeo le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificati come reati dai Paesi UE.

Un elenco in cui, come prevedibile, è presente anche l’abuso d’ufficio, definito “esercizio illecito di funzioni pubbliche” e che, per Bruxelles, deve essere perseguito dai Paesi membri, invitandoli ad adottare le misure necessarie affinché “costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico”. Reato che, però, era stato cancellato dal ddl del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, un anno e mezzo fa.

L’UE all’Italia: “Obbligatorio reintrodurre l’abuso d’ufficio”

“Se vedo i voti espressi all’interno del Consiglio UE, l’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata”: è il commento a caldo della presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. Dello stesso avviso anche la relatrice della direttiva, Raquel García Hermida, secondo cui “l’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso d’ufficio”.

Una decisione che non sorprende le opposizioni italiane che, proprio quando il ddl di Nordio era in discussione, avevano più volte sottolineato l’importanza dell’abuso d’ufficio.

Esultano le opposizioni

Come ha scritto sui social il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, dall’Europarlamento “è arrivata un’altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia. Il governo italiano sarà costretto a fare retromarcia sulla cancellazione dell’abuso d’ufficio”. Secondo il leader M5S, “Meloni e Nordio avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, ma adesso dovranno reintrodurlo”. A suo dire, questa “è una vittoria delle persone perbene e di chi vuole equità e giustizia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria del Partito Democratico, secondo cui “con la nuova direttiva anticorruzione approvata in plenaria a Bruxelles, l’abuso d’ufficio rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l’intera linea del governo Meloni, che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato. Tra lo stop della Corte costituzionale sull’autonomia differenziata, la bocciatura del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e le dimissioni della ministra Daniela Santanchè, insieme a quelle del sottosegretario Delmastro e della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi, si profila oggi una vera e propria Caporetto politica per il duo Meloni-Nordio”.

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