23/02/2026
da il Fatto Quotidiano
A sorridere sono soprattutto Brasile e Cina con un calo rispettivo dei dazi di 13,6 e 7,1 punti percentuali. Poco cambia invece per gli alleati di lunga data degli Stati Uniti come Regno Unito, Unione Europea e Giappone
Gli Stati che beneficeranno di più della bocciatura dei dazi arrivata dalla Corte Suprema sono Brasile e Cina. A dirlo è un’analisi condotta dall’organismo indipendente di monitoraggio del commercio Global Trade Alert, che spiega come il Brasile veda un calo delle aliquote tariffarie medie di 13,6 punti percentuali, mentre per la Cina la riduzione è di 7,1 punti percentuali. A riportarlo è il Financial Times.
Secondo la Confederazione nazionale dell’Industria (Cni) brasiliana spiega che la cancellazione delle tariffe del 50% imposte dagli Stati Uniti sui prodotti brasiliani si traduce in un risparmio di 21,6 miliardi di dollari sulle esportazioni del paese verdeoro. Ricardo Alban, presidente della Cni, invita comunque alla cautela: l’organizzazione continuerà a monitorare gli sviluppi per valutare con precisione gli effetti sul commercio tra i due paesi, evidenziando che la sentenza apre inoltre la possibilità di rimborso per le imprese che hanno pagato le tariffe prima dell’esenzione concessa nel novembre 2025 o su prodotti rimasti soggetti ai dazi. Il vicepresidente Geraldo Alckmin, ha dichiarato che la decisione della Corte Suprema di bocciare i dazi “ha aperto la strada” al commercio estero. Il ministro delle Finanze, Fernando Haddad, ha espresso ottimismo.
L’analisti del Global Trade Alert rileva che poco cambia invece per gli alleati di lunga data degli Stati Uniti come Regno Unito, Unione Europea e Giappone: le loro esportazioni, infatti, sono dominate da acciaio, alluminio e automobili, settori ancora coperti da dazi che rimangono in vigore dopo la sentenza di venerdì. E in aggiunta, per quanto non sia chiaro se si applichino anche agli Stati che hanno nel frattempo stretto accordi commerciali con Washington, ci sono i nuovi dazi del 15% che entreranno in vigore domani, ma saranno validi solo per 150 giorni. Successivamente avranno bisogno di un’ulteriore autorizzazione da parte del Congresso.
Johannes Fritz, economista e amministratore delegato della Gta che ha condotto l’analisi, ha dichiarato che “Paesi come Cina, Brasile, Messico e Canada, che sono stati più duramente criticati dalla Casa Bianca e presi di mira con i dazi Ieepa in base a ordini esecutivi speciali, hanno visto i loro dazi scendere maggiormente”. A trarre vantaggio dalla sentenza sono stati anche Vietnam, Thailandia e Malesia, spesso additati da Trump per gli enormi surplus commerciali con gli Stati Uniti. Il loro compatto manifatturiero, sorretto da abbigliamento, mobili, giocattoli e plastica, avrà un andamento particolarmente positivo. Jamieson Greer, rappresentante per il Commercio degli Usa, ha aggiunto che il suo ufficio prevede di avviare indagini sulle pratiche commerciali sleali relative all’eccesso di capacità industriale, che “riguarderanno molti di questi Paesi in Asia che presentano sovraccapacità”.

