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Dazi sulle auto europee la vendetta di Trump per l’Iran

Dazi sulle auto europee la vendetta di Trump per l’Iran

Economia

02/05/2026

da Remocontro

Vittorio Da Rold

Trump annuncia che alzerà i tassi sulle auto europee per piegare i recalcitranti alleati europei contrari alla guerra all’Iran. Nuove sanzioni all’export europeo che questa volta però potrebbe far saltare il tavolo delle trattative tra Washington e Bruxelles e rendere i rapporti transatlantici più freddi se non decisamente ostili.

Il Primo Maggio di Trump

«Sono lieto di annunciare che, in considerazione del fatto che l’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale, pienamente concordato, la prossima settimana aumenterò i dazi applicati all’Unione Europea su automobili e autocarri in ingresso negli Stati Uniti. Il dazio sarà innalzato al 25%», annuncia il presidente sul suo social Truth. Trump quindi ha precisato, bontà sua, che sulle auto prodotte negli stabilimenti americani non ci saranno dazi. «È pienamente inteso e concordato che, qualora tali automobili e autocarri saranno prodotti in stabilimenti americani, non verrà applicato alcun dazio. Numerosi impianti sono attualmente in fase di costruzione, con investimenti superiori ai 100 miliardi di dollari, un record nella storia dell’industria automobilistica», ha messo in evidenza Trump senza dare come di consueto dettagli specifici.

L’oneroso blocco navale di Hormuz

La mossa a sorpresa che riapre lo spinoso dossier sui dazi prende le mosse dalle tensioni sulla guerra all’Iran, decisa da Trump con il premier israeliano Benjamin Netanyahu ma senza avvertire i partner europei della Nato, non ritenuti evidentemente affidabili e così colpire Teheran mentre erano in corso le trattative tra Usa e iraniani in Oman. Ma ora gli Usa sono in difficoltà, con scarsità di munizioni e basi militari nel Golfo Persico severamente danneggiate. Inoltre gli Usa hanno sempre più bisogno del soccorso degli alleati europei e in particolare delle loro flotte marittime per affrontare il problema del blocco dello Stretto di Hormuz, chiuso sia dagli iraniani che dagli americani.

Prepotente vendicativo

Donald Trump ha accusato nei giorni scorsi diversi partner europei di aver rifiutato qualsiasi supporto militare o logistico per le operazioni condotte da Washington nello Stretto di Hormuz contro l’Iran. In particolare, questa settimana ha dichiarato di stare valutando la possibilità di ridurre le forze americane di stanza in Germania, dopo che il cancelliere tedesco Merz aveva affermato che «gli americani non hanno chiaramente alcuna strategia in Iran». Parole pesanti che non sono piaciute all’inquilino della Casa Bianca. La Germania è un importante produttore di automobili ed ecco quindi scattare la contromossa dei dazi.

Germania, Italia e Spagna

  • La stessa minaccia di ritirare i soldati americani di stanza in Europa è stata estesa all’Italia e alla Spagna, considerati alleati recalcitranti se non contrari alle operazioni contro l’Iran che stanno bloccando lo Stretto di Hormuz e fatto schizzare il prezzo del greggio fino a 126 dollari al barile. Un conto salato soprattutto per gli europei e i paesi asiatici come Cina, India, Giappone e Corea del Sud mentre gli Usa, produttori ed esportatori di greggio, fanno con la Russia, affari d’oro.

 

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