30/08/2026
da Il Fatto Quotidiano
L'ex parlamentare risponde al commento di Ilaria Loquenzi, che ha lavorato insieme a lui quando era parlamentare. Nel pomeriggio ha avuto un colloquio telefonico col ministro degli Esteri Antonio Tajani
Risponde sui social a Ilaria Loquenzi, che era nello staff della comunicazione M5S anche quando lui era deputato. Gli ricorda la stima che ha per lui, e tutte le cose fatte insieme. Un messaggio a cui risponde direttamente: “Ce la metterò tutta per tornare presto”. Sono le prime parole di Alessandro Di Battista dopo il malore che l’ha colpito mentre si trovava a Cuba per fare alcuni reportage per il Fatto Quotidiano e per Tv Loft, dal titolo La polvere del mondo. Secondo quanto riferiscono fonti informate ad AdnKronos, però, le condizioni dell’ex politico non consentirebbero al momento il trasferimento in Italia.
“Non mollare e torna per favore… a rivedere le stelle”, gli ha scritto Loquenzi. Alla replica dell’ex deputato sono seguiti ancora altri messaggi di vicinanza. Di Battista ha lasciato anche altri like su Instagram sotto i vari profili che gli augurano di rimettersi presto, tra questi quelli della vicepresidente del Movimento 5 stelle Vittoria Baldino, quello di Gino Sorbillo, Mario Furore, europarlamentare pentastellato. E proprio sotto quello del famoso pizzaiolo napoletano compare un altro commento: “Vi vengo a trovare presto”, ha scritto postando la foto di un vassoio con un piatto di pollo e riso.
Nella notte di domenica è previsto l’arrivo a Cuba di due medici del Policlinico Gemelli per affiancare il team cubano che sta assistendo l’ex deputato. I due medici valuteranno le sue condizioni per determinarne la trasportabilità in Italia a bordo di un aereo sanitario. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un contatto telefonico con Di Battista, spiegano fonti della Farnesina, per offrirgli la sua solidarietà e lo ha trovato “combattivo nel tono, non indebolito nel morale nonostante la complicata situazione”. Gli ha poi garantito che il governo farà “tutto quello che serve per lui come bisogna fare per ogni cittadino italiano in condizioni simili”, augurandogli di tornare presto a Roma. Il vicepremier gli ha poi chiesto su cosa si stesse concentrando nei suoi reportage a Cuba. Di Battista gli ha parlato a lungo del Paese, ha sottolineato la necessità di aiutare il popolo cubano riportando le condizioni dell’Isola. La telefonata si è conclusa con l’auspicio di Tajani di rivedersi presto, “di tornare a litigare su tutto ma non sulla solidarietà tra italiani e sui percorsi di pace che dobbiamo costruire”.
Nella giornata del 29 agosto, l’ex parlamentare è arrivato all’ospedale ‘Hermanos Ameijeiras’ de L’Avana, dove è stato trasferito da Santa Clara per essere sottoposto a ulteriori accertamenti. Ha parlato con il personale sanitario. Il trasferimento a L’Avana è stato disposto dai medici per consentirgli di effettuare esami più approfonditi, tra cui una Tac con contrasto. Si trovava sull’isola dal 22 agosto: fino a venerdì pomeriggio aveva scambiato messaggi con familiari e amici, compresi ex colleghi del Movimento. Ma qualcosa non andava già da un po’, raccontano. Di Battista aveva forti e persistenti mal di testa. Li aveva attribuiti alla stanchezza: valutazione in fondo normale, visti i suoi continui viaggi per l’Italia per gli spettacoli e l’attività politica, come fondatore dell’associazione Schierarsi. Secondo indiscrezioni, l’ex parlamentare avrebbe avuto disturbi anche durante il viaggio verso Cuba. La certezza è che è arrivato nell’isola e che le emicranie sono continuate. Di Battista si sentiva sempre più stanco e “rallentato”.
Venerdì era andato da L’Avana a Santa Clara per vedere il mausoleo di Che Guevara, l’eroe della rivoluzione. Alle 22, ora italiana – a Cuba il fuso è di sei ore indietro – l’ex parlamentare ha pubblicato su Facebook un post su Gaza: “Lo Stato terrorista di Israele continua a bombardare contemporaneamente Palestina, Libano e Siria”. Poi attorno alle 2 del mattino ha condiviso su Instagram una storia in cui rilancia un video pubblicato da Salah Ostaz, giornalista e fotoreporter palestinese attivo nella Striscia di Gaza. Ma i sintomi nel frattempo sono continuati. Al punto che un amico italiano che lavora a Cuba e la sorella dall’Italia gli hanno consigliato di farsi visitare. Ed è stato proprio il medico a dirgli di andare in ospedale. Lì i primi esami, e il ricovero.

