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Elezioni in Bulgaria, l’euroscettico e filorusso Radev trionfa. Con quasi l’80% delle schede scrutinate ha già il 44,48% delle preferenze, staccando nettamente il partito rivale fermo al 13,65%

Elezioni in Bulgaria, l’euroscettico e filorusso Radev trionfa. Con quasi l’80% delle schede scrutinate ha già il 44,48% delle preferenze, staccando nettamente il partito rivale fermo al 13,65%

Politica estera

20/04/2026

da La Notizia

Elezioni in Bulgaria, l'euroscettico e filorusso Radev trionfa. Con quasi l'80% delle schede scrutinate ha già il 44,48% delle preferenze

Ormai manca solo l’ufficialità, ma il dato appare certo: a vincere le elezioni in Bulgaria è l’ex presidente Rumen Radev. Secondo i risultati preliminari della Commissione Elettorale Centrale (Cec), con il 78,24% delle schede già scrutinate, la coalizione di centrosinistra Bulgaria Progressista (Pb), guidata dall’ex capo di Stato, è accreditata del 44,48% dei voti, contro il 13,65% della coalizione liberale Pp-Db, guidata da Assen VassilevBozhidar BozhanovIvaylo Mirchev e Atanas Atanasov.

Al terzo posto si colloca la coalizione di centrodestra GERB-SDS, guidata dall’ex primo ministro Boyko Borisov, accreditata del 13,18%. Un trionfo netto che mette fine all’ennesima tornata elettorale anticipata nel Paese nel giro di pochi anni. Il ricorso frequente alle urne, ormai quasi abitudinario, evidenzia la forte instabilità politica e la crescente disaffezione dei cittadini verso le classi dirigenti che si sono succedute alla guida del Paese.

Elezioni in Bulgaria, l’euroscettico e filorusso Radev trionfa

Radev non è certo un volto nuovo della politica bulgara. Già generale dell’Aeronautica militare, è stato presidente della Repubblica per due mandati consecutivi a partire dal 2016. Negli ultimi anni si è imposto come leader della coalizione Bulgaria Progressista, con un programma incentrato sulla lotta alla corruzione, su misure economiche a sostegno delle fasce più deboli colpite dall’inflazione, su posizioni euroscettiche e su una linea decisamente accomodante nei confronti della Russia di Vladimir Putin.

 

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