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Europa senza decoro non sanziona l’israeliano Ben Gvir

Europa senza decoro non sanziona l’israeliano Ben Gvir

Politica estera

16/06/2026

da Remocontro

Vittorio Da Rold

L’Europa e le sue divisioni in politica estera non avrebbe potuto lanciare un segnale più debole di impotenza politica in un momento così delicato per il Medio Oriente. I ministri degli Esteri dell’UE non hanno raggiunto un consenso per approvare sanzioni contro il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano di estrema destra, Itamar Ben-Gvir.

La discussa ‘ministra esteri’

Persino la tiepidissima Kaja Kallas sembrava indignata. Ma alla fine «I governi occidentali hanno espresso indignazione dopo che Ben-Gvir ha pubblicato un video in cui scherniva degli attivisti della Flottila, che intendevano portare aiuti umanitari a Gaza, mentre venivano immobilizzati a terra». Sostanza finale: «Molti Stati membri hanno anche proposto di sanzionare il ministro Ben-Gvir, ma non è stato raggiunto alcun consenso in merito», ha affermato la rappresentante europeo per la politica estera sempre più impotente.

Accenni di reazioni nazionali

La Francia di Emmanuel Macron ha deciso a livello nazionale di vietare a Ben-Gvir l’ingresso nel territorio francese a maggio (solo maggio?), mentre la procura italiana lo ha posto sotto inchiesta. Sotto la lente il commercio con gli insediamenti illegali dei coloni estremisti. Sul tema del commercio con gli insediamenti illegali in Cisgiordania, molti Stati membri hanno chiesto proposte concrete alla Commissione europea. «Le parole dell’alta rappresentante Kaja Kallas sanciscono l’impotenza dell’Europa nel sanzionare il ministro Ben-Gvir a causa del potere di veto».

L’Italia potrebbe fare come la Francia

«A questo punto il governo italiano faccia come già hanno fatto altri paesi europei: sanzioni individualmente Ben-Gvir e i ministri estremisti israeliani e avvii azioni concrete per fermare le azioni spregiudicate e criminali dei coloni. Non ci sono più scuse: l’Italia deve dire da che parte sta”. Così il capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama Alessandro Alfieri. Ma ci sono poche possibilità che Roma segua l’esempio di Parigi».

Ben Gvir attacca l’intesa di Trump e minaccia tutti

  • «L’accordo di Trump non vincola Israele che non è subordinato agli Stati Uniti.  Israele non è una repubblica delle banane. Non siamo partner in questo accordo che non ci riguarda per la nostra sicurezza e non ci vincola in alcun modo. Non dobbiamo scendere a compromessi sullo smantellamento di Hezbollah, sul ritiro dai territori che i nostri soldati hanno conquistato. Ogni lancio contro Israele dal Libano comporterà un attacco israeliano a Dahieh il cuore sciita di Beirut. Non dobbiamo ritirarci da alcun territorio conquistato dai nostri combattenti». 

 

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