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Ex-Gkn, parte il crowdfunding da 2 milioni per la fabbrica recuperata

Ex-Gkn, parte il crowdfunding da 2 milioni per la fabbrica recuperata

Economia

20/01/2026

da Valori

Rita Cantalino

Ex Gkn: al via su Produzioni dal Basso una raccolta da 2 milioni per far partire la riconversione ecologica della fabbrica di Campi Bisenzio

Il collettivo di fabbrica ex-Gkn lancia il cuore oltre l’ostacolo e promuove una nuova raccolta fondi, sostenuta da Arci. L’obiettivo è finanziare il piano industriale elaborato nelle assemblee e il processo di riconversione degli stabilimenti di Campi Bisenzio. Ma c’è uno scopo più ampio, di immaginario: dimostrare che una transizione ecologica basata sul lavoro dignitoso è possibile.

Ex-Gkn, 1.600 giorni di lotta e la sfida della riconversione ecologica

Dopo 1.600 giorni di assemblea permanente, dodici grandi cortei che hanno portato a Firenze persone da tutta Italia, ma anche quindici mesi senza stipendio e otto mesi di disoccupazione, gli operai dell’ex-Gkn hanno deciso che non è più tempo di aspettare. La nuova raccolta fondi arriva dopo tre anni di lavoro su un piano industriale che ha già superato quattro due diligence tecniche e finanziarie. E si aggiunge agli 1,5 milioni di euro già raccolti con l’azionariato popolare e ai 2,5 milioni deliberati da Banca Etica.

Il crowdfunding su Produzioni dal Basso insegue l’obiettivo di due milioni di euro, una cifra necessaria ad avviare la produzione di fotovoltaico, batterie e cargo-bike a basso impatto ambientale e completare l’allestimento di nuove macchine già ordinate. Raggiunto l’obiettivo, più di cento lavoratrici e lavoratori potranno tornare a progettare il futuro, dentro e fuori la fabbrica.

Azionariato popolare: la rete che sostiene l’ex-Gkn e la Cassa di mutua resistenza

Il gruppo ha raccolto la solidarietà e il supporto concreto di migliaia di persone in tutto il Paese. Più di 1,5 milioni sono stati versati sulla piattaforma di equity crowdfunding Ener2Crowd. In questo caso, le donazioni comportano l’adesione come soci finanziatori della cooperativa Gff. Ma ci sono anche le grandi organizzazioni. Arci si è fatta voce e cassa della campagna di raccolta fondi, intenzionata a portarla nei circoli di tutta Italia per dare la possibilità a socie e soci di contribuire e trasformare l’associazione di promozione sociale in un grande azionista popolare collettivo, al fianco delle singole donatrici e dei singoli donatori.

Banca Etica e altri istituti sarebbero pronti a garantire, secondo quanto riportato dal collettivo, altri 5,6 milioni complessivi. In attesa che questi finanziamenti si concretizzino, spiegano, serve accendere i motori: servono 2 milioni di euro. Una cifra alla quale, grazie alla nuova raccolta, si può contribuire con qualsiasi importo, detraibile poi dalla dichiarazione dei redditi. A partire da 100 euro, però, scatta l’acquisto di una vera e propria azione, e quindi l’adesione all’assemblea di azionariato popolare.

Se non si raggiungesse la cifra necessaria, le donazioni sarebbero destinate a creare una «cassa nazionale di mutua resistenza». Il fondo, nelle idee del Collettivo ex-Gkn, servirebbe a sostenere altre battaglie ed altre comunità che si trovano nella stessa condizione di chi lavorava negli stabilimenti di Campi Bisenzio, schiacciato tra delocalizzazioni, speculazioni e precarietà.

Dalla fabbrica recuperata un piano alternativo al riarmo

Il piano industriale elaborato in questi quattro anni ha diverse ambizioni. È innanzitutto un modo per dissipare il buio sul futuro di cento lavoratrici e lavoratori. Ma è anche il modo di raccontare una storia diversa per questo Paese e per il resto d’Europa. Serve a costruire una transizione ecologica virtuosa e reale, in opposizione a un sistema economico che il collettivo definisce «parassitario, speculativo, basato su delocalizzazioni, rendita finanziaria e immobiliare». Sistema, spiegano, alla base di deindustrializzazione, abbassamento dei salari e restrizione dei diritti.

La crisi in cui versano i diritti di chi lavora in Italia e in Europa è stata spesso imputata alla transizione climatica, spiegano. «Adesso il re è nudo: la povertà aumenta e la transizione non c’è stata». Anzi, l’Europa è stata battuta sul campo dall’industria cinese per fotovoltaico e rinnovabili. E le misure adottate per recuperare questo gap sono andate nella pericolosa direzione di sostanziali deregolamentazioni. In questo scenario, è arrivata la corsa al riarmo. Un investimento di 800 miliardi di euro non in impianti non inquinanti, produzioni verdi e riqualificazione di lavoro e territori, ma in armi e militarizzazione delle società.

Condomini industriali: il modello ex-Gkn e il legame con il territorio

Da questo punto di vista il progetto e l’idea di mondo del Collettivo ex-Gkn è una reale innovazione. Un esempio di comunità impegnata nella costruzione di giustizia sociale e climatica, di un’alternativa possibile al disastro verso il quale ci stiamo dirigendo spediti. Come ribadito da Emanuele Akira Genovese, attivista del gruppo reindustrializzazione ex-Gkn e di Fridays For Future Italia. Secondo Genovese, «il progetto Gkn costituisce l’alternativa più ricca e concreta alla crisi climatica ma anche alla chiusura degli spazi democratici e all’invisibilizzazione dei conflitti sociali. Negli anni è diventato un simbolo non solo europeo, ma anche mondiale. Questa campagna ha l’ambizione di essere europea perché si pone come alternativa al riarmo e immagina un’Europa che riparta dalla tradizione delle società di mutuo soccorso. Ed è anche un’alternativa come modello generale di transizione e di riconversione ecologica».

Ma, e Genovese lo ribadisce, la campagna è ben ancorata alle necessità del nostro Paese. «È una risposta – spiega – al sistema industriale italiano in forte crisi. Dà la possibilità e una visione concreta di utilizzo degli spazi degli ex stabilimenti vuoti e abbandonati, che potrebbero diventare condomini industriali. Luoghi in cui c’è convergenza tra lavoro e ricerca, tra fabbrica e accademia, e anche tutto quello che c’è intorno, coinvolgendo i territori».

Per sostenere la campagna, è possibile donare sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

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