16/01/2026
da La Notizia
I sospetti favori a Meta, le tessere Ita e la carne a spese dell’Authority: ecco perché i membri del Garante privacy sono indagati per peculato e corruzione. Dopo le denunce di Report, per i membri del Garante è scattata l'indagine. Sotto il faro dei pm rapporti, contratti e spese dei 4 commissari
Peculato e corruzione. Sono i due reati ipotizzati a vario titolo dal procuratore aggiunto di Roma Giuseppe de Falco a carico del presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione (area Pd) e dei tre membri del Collegio dell’Authority, Guido Scorza (quota M5s), Agostino Ghiglia (quota FdI), Ginevra Cerrina Feroni (quota Lega). Per loro ieri sono scattate perquisizioni e sequestri di telefoni, pc, dispositivi elettronici e documenti.
Da Meta a Ita, fino alla macelleria
Nel decreto la procura riporta molte delle denunce fatte dalle inchieste di Report andate in onda tra novembre 2025 e gennaio 2026. Dal trattamento di favore per Meta, alle tessere Ita, dalla carne pagata dai contribuenti per Stanzione ai maxi-costi per le trasferte, dai ricchi rimborsi spesa fino all’utilizzo dell’auto blu.
Ed è proprio questo aspetto il primo a spiccare. Nel paragrafo dedicato “all’utilizzo improprio dell’autovettura di servizio”, infatti, gli inquirenti ricostruiscono come il componente del collegio Ghiglia avrebbe usato l’auto blu per “recarsi presso la sede di un partito politico (FdI, ndr) per finalità estranee al mandato”.
Ghiglia nella sede Fdi con l’auto blu
Il riferimento è all’episodio che aveva aperto la guerra tra Garante e Report, quando cioè, il 23 ottobre scorso, l’autorità aveva notificato una sanzione da 150 mila euro alla Rai per la diffusione da parte di Sigfrido Ranucci dell’audio tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. “Qualcuno sta armando il Garante della Privacy per punire Report”, aveva detto il conduttore, che aveva risposto trasmettendo le immagini di Ghiglia che il giorno prima della decisione sulla sanzione, entrava nella sede del partito di Giorgia Meloni. Scendendo indebitamente, secondo i magistrati, dall’auto blu.
Ma la stessa auto, che dovrebbe essere utilizzata solo per “inderogabili ragioni di servizio” per i pm “viene sovente utilizzata da tutti i membri del Collegio e anche per finalità estranee alle esigenze di servizio ovvero, oltre che per gli spostamenti casa lavoro anche per ulteriori spostamenti di carattere strettamente personale”.
La mancata sanzione di Meta che passa da 44 milioni a zero
Una sostanziosa parte del decreto è poi dedicata alla ricostruzione della procedura che ha portato alla (non) “sanzione irrogata nei confronti della società Meta in relazione all’immissione in commercio degli Smartglasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy, tanto dei detentori quanto dei terzi”, si legge.
Nell’atto si ricorda che “la sanzione, inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela“.
Quando il commissario sponsorizzava gli Smartglasses
Per i pm “è necessario comprendere in che termini su tale vicenda abbia avuto impatto la sponsorizzazione fatta da Scorza degli occhiali, dei quali ha infatti parlato positivamente in un video divulgato sui social network e, altresì, se e in che modo questi, avendo ormai preso espressa posizione in ordine all’argomento, si sia effettivamente astenuto dalle adunanze riguardanti il procedimento a carico della società”.
I magistrati affermano che “il collegio ben poteva essere a conoscenza del fatto che l’allungamento dei tempi della procedura sanzionatoria avrebbe originato il rischio di prescrizione. Rileva, da ultimo, la circostanza che il 16 ottobre del 2024 in occasione dell’evento ComoLake 2024 sia avvenuto un incontro (la cui finalità e il cui contenuto non sono noti) – si legge – tra un’esponente di Meta, e il componente del Garante, Ghiglia“.
Nel decreto si spiega, infine, che “Meta aveva partecipato all’evento in qualità di partner, allestendo un’area espositiva con uno spazio dimostrativo dedicato proprio ai dispositivi. Rileva infine anche il fatto che in una memoria difensiva presentata dalla società al Garante si faccia riferimento a un intervento pubblico favorevole agli smartglasses da parte di un componente dell’autorità (verosimilmente Scorza)”. È “necessario acquisire tutta la documentazione relativa alle spese, comprensive di vitto, alloggio, missioni nonché a ogni ulteriore spesa gravante sull’Autorità”, annota la proccura.
La corruzione ipotizzata sulle tessere Ita da 6mila euro
I membri del collegio sono chiamati a rispondere (il reato ipotizzato è corruzione) anche delle tessere “Volare Classe Executive”, da 6 mila euro ciascuna, ottenute mentre l’autorità si stava occupando proprio di Ita. Gli indagati, si legge, “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways (nella quale – si legge – per altro il responsabile della protezione dei dati era, per gli anni 2022 e 2023, un avvocato membro dello studio legale fondato da Scorza e del quale è tutt’ora partner la moglie di questi), a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare'”.
L’ammonizione per l’Asl abruzzese e i ricchi contratti di questa con lo studio E-Lex
Altro fronte spinoso per Scorza, sempre per i suoi rapporti con lo studio E-Lex, è quello del dossier sulla Asl Abruzzo 1, “ente che si è avvalso dell’assistenza dello studio E-Lex”, annotano gli inquirenti, e che “era interessato in una procedura avente a oggetto un data breach di non poco rilievo, conclusasi con un semplice provvedimento di ammonimento (laddove, invece, una procedura sostanzialmente analoga nei presupposti, nei confronti dell’Asl Napoli 3, si è conclusa con l’irrogazione di una rilevante sanzione di euro 30mila”.
E aggiungono: “Non può pertanto passare inosservata la circostanza per cui allo studio legale sopra indicato sia stato conferito dalla Asl un mandato a titolo difensivo/collaborativo di rilevante importo, retribuito con euro 46.945,50 nel 2023 ed euro 46.946,60 nel 2024”.
La carne di Stanzione ci è costata 6.700 euro in tre anni
Per quanto riguarda le accuse di peculato, i magistrati contestano agli indagati anche che “avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare”. Inoltre avevano a disposizione una carta di credito con un tetto di 5mila euro mensili.
Tra le spese “extra” rientrano sicuramente gli acquisti di carne effettuati da Stanzione nella macelleria di Angelo Feroci: 1.551 euro nel 2023; 3.318 nel 2024 e 1.749 euro nel 2025. I pm indagano anche sulle spese di alloggio del presidente, che spendeva 3.700 euro mensili per un appartamento in via Pigna 56 e sottolineano “l’anomala circostanza” della “contiguità” del palazzo “con altro immobile, sito al numero civico vicino, nel quale risulta insistere” un B&B “riconducibile a una società facente capo alle figlie del presidente Stanzione”. Vicenda al vaglio degli inquirenti in un’indagine separata. Ghiglia, invece, alloggiava presso il Parco dei Principi Grand Hotel & Spa e aveva messo a rimborso anche le fatture per bevande e fiori.

