29/01/2026
da Il Manifesto
Destra Donzelli difende la schedatura dei professori di sinistra. Opposizioni: «La premier si dissoci»
Dopo quattro giorni di silenzio sul sondaggio segnalato dal manifesto di domenica scorsa, è arrivata la rivendicazione del partito della premier: quei giovani che hanno organizzato la campagna per schedare i docenti di sinistra, tramite un sondaggio nelle scuole, sono di Fdi e non hanno fatto nulla di male, anzi. È il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, a intervenire per difendere Azione Studentesca dall’accusa di voler intimidire i professori.
RIBALTANDO le argomentazioni: è la sinistra che sta esercitando una «violenta censura nei confronti dei ragazzini nelle scuole», spiega Donzelli. Il partito della premier non intende redarguire i suoi «ragazzini» per l’azione dal sapore delatorio, al contrario il dirigente li incita a «non farsi tappare la bocca dal Pd e dalle sinistre». «Se ci sono professori che sono scorretti e faziosi – ha detto Donzelli – gli studenti hanno diritto di protestare». Diritto che però non è concesso agli altri: non ai propal, non agli studenti dei collettivi, non a chiunque dissenta da un atto del governo. Il sostegno del capo dell’organizzazione FdI alla schedatura scatena il Pd che legge nelle sue parole una ulteriore «intimidazione».
LE PAROLE DI DONZELLI non stupiscono. È proprio alla festa nazionale della fiamma tricolore, Atreju, da lui organizzata, che Azione studentesca ha presentato la campagna “La scuola è nostra”, che ha al centro il questionario sui professori che «fanno propaganda». I giovani leader di As erano sul palco nel corso del dibattito “La scuola del merito: formazione, educazione, rispetto”. A benedirli c’erano il ministro dell’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara, la sottosegretaria Paola Frassinetti e Gino Zavalani, direttore di Esperia, una testata ispirata a Charlie Kirk, l’estremista di destra statunitense ucciso a settembre 2025. Momento clou dell’incontro l’esposizione sul palco dello striscione della campagna. A reggerlo, al centro, c’è la sottosegretaria entusiasta. Quindi Fdi non solo sapeva ma non ha avuto nulla da ridire.
FRASSINETTI ha una lunghissima militanza nella destra (prima nel Fronte della Gioventù, poi Msi, An e infine ha fondato Fdl con Meloni), è definita una nostalgica per la sua propensione a partecipare alle “cerimonie del presente” e ha una grande consuetudine con i giovani del suo partito. Dei quali ha grande stima, tanto da averli invitati al ministero appena un mese dopo l’insediamento del governo per un confronto «sulle necessità e i bisogni della scuola del futuro». E naturalmente li difende.
Nel febbraio 2023, appartenenti ad Azione Studentesca picchiarono alcuni studenti del Liceo fiorentino Michelangiolo. L’aggressione di tipo squadrista suscitò scalpore ma il ministro e la sottosegretaria intervennero solo dopo giorni con un generico appello contro la violenza e minimizzando l’accaduto. Intanto lanciavano una campagna, minacciando sanzioni disciplinari, contro la preside dello scientifico Leonardo da Vinci di Firenze, Annalisa Savino, rea di aver mandato, dopo il fatto di cronaca, una circolare ai suoi studenti per ricordare come il fascismo fosse nato «con la vittima di un pestaggio per motivi politici lasciata a se stessa da passanti indifferenti».
NEL CASO DELLE LISTE di proscrizione per i docenti di sinistra, Valditara non è ancora intervenuto, anche se le opposizioni da giorni gli chiedono di riferire. Si è fatta avanti Frassinetti, prendendo spunto da un articolo uscito sul quotidiano la Verità martedì. La testata metteva a paragone la campagna di As con una dell’Uds di Pordenone contro il razzismo. Per la sottosegretaria quella di As è «un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo», come altre del passato, «riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse».
FRASI CHE NON PLACANO le polemiche. Le opposizioni chiamano in causa, oltre al ministro, anche la premier. «È un’iniziativa di un gruppo vicino a Fdi: chiedo a Meloni di farla ritirare», ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein. Mentre il M5S si rivolge ad Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile della segreteria politica di Fdi: «Parlerà o dobbiamo pensare che il partito sia d’accordo con la schedatura?». Il deputato rossoverde Angelo Bonelli ha annunciato che Avs è «pronta a denunciare Azione Studentesca nelle sedi opportune, se il governo non interverrà». Lo stesso la Cisl Scuola. Anche l’Anpi chiede a Meloni e Valditara «l’esplicita ed inequivocabile condanna di questo manifesto tentativo di intimidazione nei confronti dei docenti e di delazione». Esorta il ministro «ad adottare ogni provvedimento necessario a tutela della libertà di insegnamento e della dignità del personale» la Flc Cgil.
Il sindacato ha anche lanciato sui social la campagna “Schedateci tutti”, chiedendo ai docenti di autodenunciarsi. Iniziative analoghe sono nate tra docenti da nord a sud, alcune virali sui social.

