11/02/2026
da Valori
Al Consiglio comunale di Firenze passa la mozione per lo stop alle pubblicità legate alle fonti fossili. Per l'Italia è una prima assoluta
Amsterdam chiama, Firenze risponde. A stretto giro dallo storico passo compiuto dalla città olandese, prima capitale al mondo a vietare pubblicità di combustibili fossili e carne negli spazi pubblici, il capoluogo toscano apre la strada al #BanFossilAds in Italia. Il Consiglio comunale di Firenze, prima città in Italia a farlo, ha approvato una mozione sul divieto di pubblicità per prodotti e servizi legati alle fonti fossili. «Abbiamo riscosso un’attenzione anche superiore alle nostre attese», dice Giovanni Graziani, uno dei tre consiglieri comunali del gruppo AVS Ecolò che hanno presentato la mozione insieme a un consigliere del PD.
Quando avete deciso di attivarvi a Firenze sul tema della pubblicità legate ai combustibili fossili?
A fine 2024 un iscritto all’associazione Ecolò, di cui faccio parte, ci parlò di varie città olandesi, fra cui L’Aja, che iniziavano a vietare le pubblicità fossili. Da lì partì un percorso di confronto, anche con una consigliera comunale di Genova che nella precedente consiliatura aveva provato a far passare una mozione simile, e con Andrea Sbarbaro, presidente dell’associazione Cittadini Sostenibili, che coordina la campagna nazionale sullo stop alle pubblicità fossili. La mozione è passata in commissione Sviluppo economico a giugno, con un voto a maggioranza sostenuto anche del presidente di Commissione. Il 4 febbraio il Consiglio comunale l’ha definitivamente approvata.
Durante l’iter avete incontrato resistenze?
Nella discussione in Commissione c’è stata un po’ di resistenza da parte dell’opposizione. A cui abbiamo risposto, pensando a quanto successo col tabacco, che è la storia a insegnarci che questa è la direzione giusta. Sul lato operativo, nelle prime interlocuzioni con l’assessore di riferimento e gli uffici comunali è emerso qualche timore riguardo a criteri e formule tecniche con cui introdurre il divieto, dato che mancano linee guida nazionali. Non abbiamo avuto pressioni dal settore delle fossili, ma presumo potremo incontrare resistenze dalle compagnie aeree, anche per l’appeal esercitato dall’aeroporto di Firenze, sull’allargamento del quale tra l’altro il dibattito in città è molto vivo. O anche dalle concessionarie auto. Più in generale, da chi ha un interesse diretto in città. Siamo comunque disponibili al confronto.
Cosa prevede esattamente la mozione?
Chiede di individuare i criteri per regolare con restrizioni e divieti le pubblicità legate ai prodotti fossili, quali auto di grandi dimensioni e Suv con motore a combustione, compagnie aeree, navi da crociera, prodotti petroliferi e tutto ciò che può essere collegato. Quanto al perimetro, sappiamo che alcune città europee hanno considerato tutto il territorio cittadino. La nostra mozione fa riferimento ai luoghi più sensibili e pubblici, in particolare le fermate del trasporto pubblico locale, e potrebbe essere collegata alla vicinanza con le scuole. Capiamo che c’è una necessità di gradualità. Si può anche pensare, in via complementare al divieto, a un sistema di agevolazioni per pubblicità su temi di sostenibilità, riduzione dei rifiuti, cibo salutare. Ripeto, siamo aperti al dialogo per individuare la formula migliore.
Amsterdam chiama, Firenze risponde. A stretto giro dallo storico passo compiuto dalla città olandese, prima capitale al mondo a vietare pubblicità di combustibili fossili e carne negli spazi pubblici, il capoluogo toscano apre la strada al #BanFossilAds in Italia. Il Consiglio comunale di Firenze, prima città in Italia a farlo, ha approvato una mozione sul divieto di pubblicità per prodotti e servizi legati alle fonti fossili. «Abbiamo riscosso un’attenzione anche superiore alle nostre attese», dice Giovanni Graziani, uno dei tre consiglieri comunali del gruppo AVS Ecolò che hanno presentato la mozione insieme a un consigliere del PD.
Quando avete deciso di attivarvi a Firenze sul tema della pubblicità legate ai combustibili fossili?
A fine 2024 un iscritto all’associazione Ecolò, di cui faccio parte, ci parlò di varie città olandesi, fra cui L’Aja, che iniziavano a vietare le pubblicità fossili. Da lì partì un percorso di confronto, anche con una consigliera comunale di Genova che nella precedente consiliatura aveva provato a far passare una mozione simile, e con Andrea Sbarbaro, presidente dell’associazione Cittadini Sostenibili, che coordina la campagna nazionale sullo stop alle pubblicità fossili. La mozione è passata in commissione Sviluppo economico a giugno, con un voto a maggioranza sostenuto anche del presidente di Commissione. Il 4 febbraio il Consiglio comunale l’ha definitivamente approvata.
Durante l’iter avete incontrato resistenze?
Nella discussione in Commissione c’è stata un po’ di resistenza da parte dell’opposizione. A cui abbiamo risposto, pensando a quanto successo col tabacco, che è la storia a insegnarci che questa è la direzione giusta. Sul lato operativo, nelle prime interlocuzioni con l’assessore di riferimento e gli uffici comunali è emerso qualche timore riguardo a criteri e formule tecniche con cui introdurre il divieto, dato che mancano linee guida nazionali. Non abbiamo avuto pressioni dal settore delle fossili, ma presumo potremo incontrare resistenze dalle compagnie aeree, anche per l’appeal esercitato dall’aeroporto di Firenze, sull’allargamento del quale tra l’altro il dibattito in città è molto vivo. O anche dalle concessionarie auto. Più in generale, da chi ha un interesse diretto in città. Siamo comunque disponibili al confronto.
Cosa prevede esattamente la mozione?
Chiede di individuare i criteri per regolare con restrizioni e divieti le pubblicità legate ai prodotti fossili, quali auto di grandi dimensioni e Suv con motore a combustione, compagnie aeree, navi da crociera, prodotti petroliferi e tutto ciò che può essere collegato. Quanto al perimetro, sappiamo che alcune città europee hanno considerato tutto il territorio cittadino. La nostra mozione fa riferimento ai luoghi più sensibili e pubblici, in particolare le fermate del trasporto pubblico locale, e potrebbe essere collegata alla vicinanza con le scuole. Capiamo che c’è una necessità di gradualità. Si può anche pensare, in via complementare al divieto, a un sistema di agevolazioni per pubblicità su temi di sostenibilità, riduzione dei rifiuti, cibo salutare. Ripeto, siamo aperti al dialogo per individuare la formula migliore.
Quali saranno i prossimi passi?
Si deve entrare nella parte esecutiva, anche se non ci sono al riguardo tempistiche predefinite. Occorre dare mandato all’assessore di riferimento e agli uffici competenti per individuare criteri e possibilità per introdurre una modifica all’interno del regolamento sulle affissioni che recepisca le nostre richieste.
L’approvazione della mozione arriva quando l’Italia sta ospitando le Olimpiadi invernali che hanno fra gli sponsor Eni. Greenpeace ha chiesto al Comitato olimpico internazionale di rinunciare alle sponsorizzazioni di società oil&gas. Qual è la sua opinione?
Stiamo vivendo un cortocircuito. Lo dico con dispiacere perché quand’ero più giovane ho vissuto lo spirito olimpico con grande passione: alle Olimpiadi di Torino 2006 sono stato un tedoforo. Ma è un fatto davvero negativo la sponsorizzazione da parte di società che hanno una responsabilità acclarata sui cambiamenti climatici, sugli effetti che vediamo tutti i giorni e, con specifico riguardo alle Olimpiadi invernali, sulla riduzione dei ghiacciai e su quella del manto nevoso, i cui dati negli ultimi anni sono alquanto preoccupanti. Mediaticamente se ne parla più che altro quando la gente va a sciare, ma ha un impatto nel tempo sulla gestione della risorsa idrica, sui problemi legati alla siccità.
Firenze ha aperto la strada del divieto alle pubblicità legate ai combustibili fossili in Italia. Ora si auspica un effetto domino in altre città. Vi attiverete in tal senso?
Abbiamo già iniziato a farlo. Ad esempio grazie alla rete di attivisti e associazioni con cui il nostro gruppo consiliare è in contatto. O attraverso campagne, quali ad esempio la Rete neomunicipalista per la giustizia sociale e ambientale, oppure Italia Impossibile promossa da Giovanni Mori, grazie a cui abbiamo interlocuzioni con altre città. E ci hanno chiesto di raccontare la nostra esperienza alla prossima Climate Action Week di Padova. Credo che questo sia un punto di forza di un tipo di attivazione politica con una componente civica ecologista come la nostra. Se manifestasse interesse anche la rete Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, ndr), potremmo portare il confronto su un terreno ancora più ampio. L’auspicio, com’è accaduto con il tabacco, è che quanto chiediamo a Firenze possa diventare una norma a livello nazionale e comunitario.

