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Giappone a tutta destra, Portogallo sempre a sinistra

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Politica estera 

09/02/2026

da Remocontro

Remocontro

Sanae Takaichi ha stravinto le elezioni in Giappone. Il partito della prima ministra ha ottenuto i due terzi dei seggi, rafforzando la stabilità del governo conservatore. António José Seguro ha vinto le elezioni presidenziali in Portogallo. Con oltre il 60 per cento dei voti, sconfiggendo il candidato di estrema destra André Ventura

La prima premier donna stravince

Il Partito Liberal Democratico PDL (ma conservatore) della prima ministra Sanae Takaichi ha vinto nettamente le elezioni parlamentari in Giappone. Il PLD ha ottenuto 316 dei 465 seggi in palio e avrà da solo la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, cui si aggiungeranno quelli del Partito dell’Innovazione con il quale è in coalizione, che ne ha ottenuti 36. È la più grande vittoria per un partito giapponese dalla Seconda guerra mondiale, e un risultato che rafforza ancora di più Takaichi, che aveva voluto il voto anticipato proprio per consolidare la stabilità del proprio governo.

L’Opposizione centrista ai margini

L’Alleanza riformatrice centrista, la principale opposizione al governo, si è fermata a 49 seggi. Prima dello scioglimento della Camera, la coalizione che tiene insieme Komeito e il Partito Costituzionale del Giappone, di centrosinistra, aveva 172 seggi. Il Partito Democratico per il Popolo, centrista e populista, ha raggiunto 28 seggi, mentre il partito di estrema destra Sanseito 15.

Vince tutto la signora

Sanae Takaichi governa da circa tre mesi e aveva sciolto la camera bassa del parlamento, dove la coalizione di governo era rimasta con una maggioranza risicata. Il voto di domenica ha riguardato unicamente questo ramo del parlamento che comprende 465 rappresentanti, eletti con un sistema misto (metà maggioritario e metà proporzionale). Il parlamento giapponese, o Dieta nazionale, ha anche una Camera dei consiglieri (paragonabile al nostro Senato), composta da 248 rappresentanti e che non può essere sciolta da chi è al governo. Sarà rinnovata con le elezioni nel 2028, ma ha comunque un ruolo secondario, perché solo la Camera dei rappresentanti può sfiduciare il governo.

Sondaggi confermati ma non tutto fila liscio

«I sondaggi prima delle elezioni avevano dato il PLD ampiamente favorito, segnalando una ripresa della sua popolarità dopo anni difficili, nonostante avesse dominato la politica giapponese degli ultimi 70 anni», sottolinea il Pos . I risultati delle elezioni segnano un importante cambiamento, che è stato reso possibile soprattutto da Takaichi e dalla sua popolarità, grazie alle sue nuove strategie comunicative che le hanno portato un inatteso seguito anche tra le persone giovani. Ma il momento politico economici resta difficile per il Giappone, soprattutto a causa dell’inflazione alta e del crollo dello yen, la sua moneta.

Altro fronte elettorale, il Portogallo a sinistra

Non erano attese sorprese e non ce ne sono state: il socialista Antonio José Seguro è il nuovo presidente del Portogallo, ha sconfitto il candidato dell’estrema destra di Chega, André Ventura, al ballottaggio e ha consolidato una democrazia dell’alternanza che a Lisbona, tutto sommato, regge. Ventura ha ottenuto il 67% dei voti contro il 33% dello sfidante dopo che ai socialisti. Seguro, già deputato e europarlamentare, vicino all’ex presidente Mario Soares e all’ex primo ministro lusitano e attuale segretario generale dell’Onu Antonio Guterres (di cui è stato membro dello staff di governo dal 2001 al 2002), ha anche guidato dal 2011 al 2014 la sua formazione, prima di lasciare il timone al futuro capo del governo Antonio Costa, oggi presidente del Consiglio Europeo. Nel 2026 raggiunge la presidenza dopo una lunga carriera politica nel solco di una formazione pienamente inserita nella leadership europea e globale, dato che gli incarichi di Guterres e Costa parlano chiaramente.

Populismo modello trumpista

André Ventura, il candidato di estrema destra, ha ottenuto circa il 33 per cento: è comunque un risultato notevole, che conferma la crescita di Chega!, il partito di estrema destra da lui fondato, negli ultimi anni. Alle elezioni legislative dell’anno scorso aveva preso poco più del 22 per cento dei voti, mentre nel 2019 aveva preso poco più dell’1 per cento dei voti e ottenuto il suo primo seggio in parlamento. Il voto di domenica era il ballottaggio dopo il primo turno delle presidenziali, in cui Ventura aveva superato a sorpresa il candidato di centrodestra, arrivando a sfidare Seguro.

  • In questi anni Chega! è passato rapidamente dall’essere un piccolo partito estremista a essere il più grande partito dell’opposizione, con 60 seggi in parlamento. Negli ultimi mesi ha convinto il governo di centrodestra a far passare una serie di misure contro l’immigrazione. Ci è riuscito senza moderare le sue idee, con uno stile comunicativo molto provocatorio sia sui social che in televisione (dove fra il 2019 e il 2024 è apparso il doppio delle volte rispetto all’attuale primo ministro di centrodestra, Luís Montenegro). Esattamente il contrario di cosa accade da un po’ di anni in Italia.
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